Nella prima parte di questa intervista abbiamo approfondito la figura di Victoria Lu come pioniera della curatela digitale in Cina e introdotto il suo approccio visionario come curategist, una curatrice 3.0 capace di progettare sistemi, piattaforme e comunità, oltre che mostre.
In questa seconda parte...
Abbiamo scelto di non ridurre l’intervista, proprio perché rappresenta una delle prime conversazioni approfondite con Victoria Lu pubblicate in Italia. In questa prima parte esploreremo il suo percorso professionale e il concetto di curategist
Art Basel annuncia Zero 10, una piattaforma dedicata all’arte digitale che debutterà durante Art Basel Miami Beach 2025 (5–7 dicembre, con anteprima VIP il 3 e 4 dicembre).
Alla sua seconda edizione, il premio biennale Var Digital Art Award 2025, dedicato alla ricerca artistica che attraversa il digitale, si conferma come uno dei più attenti osservatori del dialogo tra arte e innovazione.
Nel mondo greco, la bellezza non era un semplice abbellimento esteriore: rifletteva una proporzione dell’anima, un equilibrio tra le parti che rispecchiava l’ordine cosmico. La kalokagathia, unione di bello e buono, era il fulcro di un’educazione estetica e morale. Ma cosa resta di questo principio quando la bellezza viene generata da un prompt?
Studiando la storia della New Media Art è impossibile non incontrare il nome di Giuliana Cuneaz. Dopo averla vista più volte in occasione di sue mostre, finalmente entro nel suo studio: è come varcare la soglia di una camera delle meraviglie, tra macrocosmi di visionarie estetiche 3D e microcosmi di sculture
Il VDA Award 2025, promosso da Var Digital Art by Var Group, torna dopo due anni di ricerca con quattro finalisti che raccontano, ciascuno a modo proprio, le tensioni e le fragilità del presente.
Digitale, materico, natura, tecnologia, sperimentazione, inclusione, riflessione: sono queste le tematiche che si intrecciano nel progetto artistico Fioriture Sintetiche, firmato da Matteo Mandelli e Luca Baldocchi.
Christie’s ha annunciato la chiusura del suo dipartimento di arte digitale, riorganizzando le vendite di opere digitali — compresi gli NFT — nella categoria più ampia dell’arte del XX e XXI secolo.
Inaugurata a Mosca in occasione di Cosmoscow, una delle fiere d’arte contemporanea più rilevanti dell’Europa orientale, The Digital Greenhouse rappresenta un incontro inedito tra arte, tecnologia e impegno sociale.
Un titolo dal sapore fantasy, personaggi che sembrano usciti da una strana combinazione tra “Il Trono di Spade” e il folklore cinese, oltre 170 milioni di visualizzazioni su Douyin e Bilibili,
Visitare Tokyo e il Giappone significa, per chi ama l’arte contemporanea, confrontarsi con due esperienze immersive che hanno cambiato il modo stesso di intendere la relazione tra opera e spettatore: teamLab Planets Tokyo DMM e teamLab Borderless: MORI Building DIGITAL ART MUSEUM.
È praticamente la modella dei sogni, luminosa e glamour davanti all’obiettivo, dalla pelle levigata e dai lunghi capelli biondi. Peccato che non esista
Nel pieno della corsa agli NFT del 2021, tra gatti pixelati, scimmie annoiate e token che promettevano di cambiare il mondo, comparvero loro: i CryptoBatz di Ozzy Osbourne
Al di là del titolo eclettico dei panel, delle celebrità, e delle sperimentazioni cross-disciplinari, una cosa era chiara fin dalle prime battute dell’Art+Tech Summit 2025 di Christie’s a New York: la vera star, quella che tutti volevano interrogare, usare o finanziare, era (e non poteva non essere) l’Intelligenza Artificiale.
Dodici visioni per un presente complesso, dodici linguaggi che attraversano tecnologia, memoria, materia e immaginario: la seconda edizione del VDA Award
a crypto art, quella corrente di opere nate in un ecosistema decentralizzato, fluido, strutturalmente nuovo, ha avuto la forza di ridisegnare le condizioni materiali ed estetiche della produzione artistica
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