In risposta alla chiamata di un secolo, le cittadine di Palermo e Trappeto si preparamo a celebrare una figura indimenticabile che ha segnato in profondità le loro terre.
Un uomo la cui vita è stata una fiamma ardente di resistenza, di lotta per la giustizia sociale e di valori universali di non violenza: Danilo Dolci.
A cento anni dalla sua nascita, Dolci viene ricordato come un iconico attivista nella regione della Sicilia occidentale, dove ha condotto memorabili battaglie per i diritti umani.
La celebrazione di questo importante anniversario è sotto l’egida di diverse associazioni allineate all’esperienza di Dolci, che hanno organizzato un festival dal nome evocativo “Palpitare di Nessi” – un riferimento alla fondamentale interconnessione tra le persone e la società che Dolci difendeva con passione.
Questo evento, in programma dal 24 al 30 giugno, sarà una rievocazione delle principali battaglie e tematiche affrontate da Dolci.
Originario di Trieste, Dolci si trasferì in Sicilia nel 1952 e divenne noto per aver promosso scioperi della fame e lotte contadine nella zona di Partinico.
Ma il suo contributo non si fermò a ciò.
Nel 1968, fondò “Il Borgo di Trappeto”, un luogo pensato come un centro pulsante di formazione, seminari e dibattiti, oltre che di diversi eventi culturali.
Dolci non si limitò a organizzare proteste di grande risonanza, ma seppe utilizzare i suoi talenti di sociologo per illuminare le gravi condizioni di povertà diffusa in Sicilia, le collusioni tra mafia e politica e l’importanza dell’istruzione e del diritto al lavoro.
Dapprima con le sue denunce sui ritardi nella ricostruzione del Belice dopo il disastroso terremoto del 1968, e poi con il suo impegno per il diritto al lavoro.
Ben visibile fu l’incidente che coinvolse Dolci e altri 26 tra braccianti e sindacalisti durante lo “sciopero alla rovescia” sulla Trazzera Vecchia, una strada rurale di Partinico caduta nell’abbandono.
A seguito di questo episodio, Dolci subì un arresto, difeso da Piero Calamandrei, e fu condannato a un mese e 20 giorni per abusiva conduzione di lavoro su suolo pubblico.
In quel contesto, pronunciò una delle sue frasi più celebri, affermando che il lavoro non è solo un diritto, ma anche un dovere, come stabilito dall’art.
4 della Costituzione.
Nel 1970, la polizia chiuse l’emittente radiofonica “Radio dei Poveri Cristi”, ideata da Dolci come strumento di comunicazione per promuovere lo sviluppo della sua regione e inviare messaggi di speranza.
Un potente megafono per una terra assopita ed emarginata.
Il punto culminante di queste celebrazioni si svolgerà il 26 giugno a Palazzo Steri, con un convegno dedicato ai temi cari a Dolci dove interverranno importanti figure accademiche e intellettuali.
A seguire, il Borgo di Trappeto accoglierà una serie di eventi come spettacoli, concerti e rappresentazioni teatrali.
Danilo Dolci, noto come ‘l’apostolo della non violenza’, si spense il 30 dicembre 1997, ma il suo inestimabile contributo continua a vivere, e gli eventi come “Palpitare di Nessi” servono non solo a ricordare il suo impegno e i suoi sacrifici, ma anche a rinnovare il nostro impegno nei confronti della non violenza, della giustizia sociale e del diritto al lavoro.
Il suo centenario ci offre l’opportunità di riflettere e rinfocolare il fuoco di questi valori universali.


