Chanel: quando il lusso diventa  linguaggio artistico

La storia del marchio Chanel è attraversata da un filo concettuale che non è fatto di tweed, perle o camélia ma arte, visione e libertà. Sin dalle origini, la maison è un sistema di pensiero che condivide con l’arte la stessa ambizione: rompere le convenzioni e costruire nuovi codici.

Quello spirito artistico innato che in passato condusse Gabrielle Chanel a muoversi in atelier e teatri frequentando poeti, musicisti, pittori, costruendo le prime alleanze creative, continua ancora oggi a vivere nella maison, che considera ogni creazione come un bene collettivo e l’arte come strumento di racconto, riflessione e accessibilità.

Dalla couture intesa come atto culturale alla memoria del gesto artigianale, Chanel mantiene un dialogo costante tra tradizione e contemporaneità.Fino al recente cambio di direzione artistica nel 2025 con il giovane designer Matthieu Blazy, l’arte ha continuato a essere una presenza intima ma strutturale anche sotto la direzione di Virginie Viard, braccio destro di Lagerfeld per oltre vent’anni e direttrice creativa di Chanel dal 2019 al 2024. In un panorama in cui molti brand cercano nell’estetica una legittimazione immediata, Chanel sceglie invece una visione artistica duratura.

È in questa prospettiva che, nel 2021, nasce il Chanel Culture Fund, una piattaforma globale che colloca il marchio al centro della sperimentazione culturale contemporanea. Determinante è il contributo di Yana Peel, Global Head of Arts & Culture di Chanel, che in pochi anni riattiva lo spirito curioso, generoso e anticonformista di Gabrielle Chanel, trasformando il mecenatismo tradizionale in un ecosistema aperto e dinamico. Attraverso innovazioni  come Chanel Connects – un podcast che riunisce conversazioni intime sul futuro della cultura tra protagonisti di arte, cinema, architettura, danza, musica e moda – e il Chanel Prize, dedicato a creativi che operano nei territori più avanzati della ricerca artistica, Peel promuove un dialogo autentico tra discipline e linguaggi in cui pratiche ibride e transdisciplinari spesso sono  legate al mondo digitale.

Le pratiche sostenute spaziano da installazioni immersive e video generativi a ricerche che utilizzano archivi digitali, algoritmi e intelligenza artificiale per riflettere su memoria, identità e rappresentazione del corpo. In questo contesto, la tecnologia non è mai protagonista assoluta, ma uno strumento poetico e critico, capace di ampliare l’esperienza senza sovrastare il gesto umano.

Una visione a lungo termine che rafforza il ruolo di Chanel come brand interlocutore culturale, attento tanto alla creazione quanto alla condivisione con il suo pubblico. Sostenendo istituzioni artistiche come la National Portrait Gallery di Londra, l’Underground Museum di Los Angeles e il Pompidou, la maison affianca ogni stagione progetti espositivi, residenze artistiche e collaborazioni editoriali mettendo in luce il ruolo dell’interdisciplinarità anche in eventi virtuali per lanci di collezioni,  come Métiers d’Art 2026, spesso accompagnati da contenuti digitali e presentazioni immersive online – come Camèlia e Comète- arricchendo l’esperienza d’acquisto.

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Francesca Passeri
Francesca Passeri
Architetto non convenzionale, Francesca Passeri ha lavorato nel design e nella moda iniziando il suo percorso all’interno del gruppo Max Mara dove sviluppa skills creative nella progettazione visual retail e nella comunicazione. Dal 2012 gestisce il brand MHUDI ( www.mhudi.it) fondato nel 2010 con una precisa filosofia di mercato: la sostenibilità intesa come valore nell'esclusività di un design manifatturiero incentrato su produzioni esclusive verso una bellezza etica senza sprechi. Docente in brand management, gestione d’impresa, visual retail, stile e tecnica delle produzioni tessili presso diverse realtà formative italiane, è designer consultant nello sviluppo di progetti concreti per la valorizzazione del talento portando le sue competenze di moda circolare. Con il recente format U.P.S.Y. Project fondato nel 2022 ed inserito all’interno del XI Volume Innovatori Responsabili dell’Emilia Romagna, condivide una visione sensibile della creatività con l’obiettivo di rendere attuali nuove forme artistiche di manifattura stilistica. Dal 2023 è membro del direttivo rén collective come responsabile della formazione e contributor sui temi della contemporaneità. Con Artuu Francesca collabora come giornalista e Guest Brand Contributor scrivendo di moda e arte facilitando le relazioni con brand e realtà di rilievo.

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