Peace, love, No war. Un motto, che è stato anche un programma politico, insomma un progetto esistenziale, e per dirla tutta un manifesto artistico. Quando si dice che la vita è un’opera d’arte (lo dicevano artisti della vita del calibro di D’Annunzio, o di Oscar Wilde), ecco che il motto di Elena Anna Staller, al secolo Ilona, Cicciolina per le cronache nazionali e internazionali, si potrebbe dire che è anche lo slogan esistenziale della sua vita, che prima che un’opera dandy, è un’opera Pop Porn, croccante, scoppiettante e scintillante come i chicchi del mais esploso.
Ce ne parla la stessa Cicciolina, in questa intervista esclusiva, in cui rivela non solo la sua passione per l’arte e per il kitsch, rinverdendo i fasti del pensiero di Gillo Dorfles, ma anche con una rivelazione inedita: quella di amare visceralmente, come Marcel Duchamp, il gioco degli scacchi.

È pop art il porno, a tuo avviso?
Io non discuterei su questo tema. Amo la pop art, che ha una grande storia. La pornografia, che avevo scelto di fare per un breve periodo negli anni Ottanta era dovuta alla mia grande curiosità di viaggiare dentro la sessualità. Poi ho lasciato la pornografia, perché dal 1987 al 1992 sono diventata deputata al Parlamento italiano, per ben cinque anni, dove ho lavorato proponendo una ventina di proposte di legge, che ancora oggi potrebbero essere di attualità (fra questi: educazione sessuale scolastica, istituzione di parchi e alberghi dell’amore, ma anche tassazione dei veicoli inquinanti e abolizione di fabbricazione e vendita delle armi, ndr).
Capitolo breve, insomma, quello del porno, ma certamente intenso e inevitabilmente anche iconico, a proposito: non ha avuto esito mi pare l’iniziativa lanciata alcuni anni fa da You Porn di farsi promotore dell’arte contemporanea attraverso il canale. Perché, secondo te?
Mah. Io personalmente non guardo You Porn perché ho altri interessi. Sicuramente molti uomini utilizzano o pagano questa piattaforma. Ma perché sono porcellini!

Altro che arte, insomma… La tua attività di diva del porno si è però intrecciata con la produzione artistica. Sei stata musa, per Jeff Koons?
L’incontro con Jeff Koons e stato una cosa fantastica. Lui mi ha contattato da New York per incontrarmi e realizzare una serie di lavori d’arte. Le fotografie le abbiamo realizzate a Roma nel mio studio fotografico, e poi sono diventate opere d’arte, esposte in tutti i musei mondiali dell’arte contemporanea. Ma io ero la musa di Jeff Koons già prima che lui mi conoscesse, e poi anche dopo. Tant’è vero che poi ci siamo sposati ed è nato il nostro bellissimo figlio Ludwig Koons, che adesso ha 33 anni e abita a New York. Io adoro Ludwig, lui è la mia vita.

Al di là di Koons e della tua personale esperienza di vita e di madre, che sappiamo non essere stata sempre priva di preoccupazioni e dolori, augurandoti che ora le cose si mettano finalmente per il meglio, e tornando a te, come artista nella e della vita, il tuo personaggio è iconico nel sentimento diffuso, soprattutto degli italiani. Oggi ti senti una diva, una musa o definitivamente un’artista?
Io sono una diva senza diveggiare come fanno alcune artiste. Amo la semplicità, adoro andare in giro con blue-jeans, t-shirt e capelli a coda di cavallo. Spesso i giornali scrivono che sono un’icona. A me fa molto piacere, sono soddisfatta di essere donna anche se ancora in Italia c’è troppo maschilismo. Io sono per la vera emancipazione femminile. Nel sesso io ero sempre protagonista e l’oggetto era l’uomo con cui facevo delle scene erotiche.
Vero, ma restando nell’ambito della pura produzione artistica, il tuo lavoro è molto ispirato alla corrente contemporanea cosiddetta pop kitsch, a cui si richiamano David La Chapelle e lo stesso Koons, appunto. Le tue opere rappresentano una sorta di epopea rinascimentale smaltata, splendente, dall’opulenza kitsch armoniosa ed elegante. Ti ritrovi in questa definizione?
Le mie opere d’arte sono splendide, sì. E certamente kitsch. Io adoro il kitsch, a patto che sia armonioso, elegante ed esprima pura fantasia. Le mie opere sono sui social, chiunque può andare a verificare.

Il tuo soggetto preferito è proprio Cicciolina, una specie di divinità dell’amore e del desiderio, raffigurata nella maniera classica pop. È come se Ilona artista contemplasse Cicciolina come altro da sé, come personaggio avatar di studio e devozione quasi. Sei molto grata e affezionata al tuo personaggio?
Io inventai il personaggio Cicciolina. Oggi Cicciolina è una divinità dell’amore nel mondo dell’arte pop! Carismatica e disinibita. Io amo il mio personaggio perché sono io e perché non c’è finzione né recita. Cicciolina e Ilona sono naìf e innocenti in tutto quello che fanno.

Quali sono i progetti in corso e i programmi futuri?
Mi ritengo un’artista a 360 gradi, e ritengo di avere dei progetti molto interessanti. Mi interessa tutto ciò che è bello nell’arte. Intanto ho prodotto e ora ristampato in edizione limitata un bellissimo libro fotografico autobiografico, dal titolo: Memorie (disponibile in acquisto on line www.cicciolinaonline.com, oltre che facebook, Instagram, ndr). Sto poi preparando una nuova uscita discografica, con l’incisione di nuove canzoni. Negli anni Ottanta ho prodotto una cinquantina di pezzi miei che utilizzavo nei miei show nelle discoteche, in italiano, francese, spagnolo, inglese e ungherese. Da poco tempo ho inaugurato il mio brand Tshirt Cicciolina, sempre visitabile e disponibile sul mio sito.

Le tue opere, soprattutto fotografiche, sono sempre in mostra sui tuoi canali social, ma hai in preparazione qualche esibizione fisica dei tuoi lavori, evento d’arte con la tua presenza e partecipazione?
In effetti vorrei fare delle mostre. Oltre che dei miei quadri, delle mie foto. Ho milioni di foto mie, materiale prezioso da esporre. E poi io sono una brava giocatrice di scacchi, ho imparato dal mio patrigno. Mi piacerebbe fare un torneo in Italia o all’estero…


