A Mestre, in una posizione decentrata rispetto ai tradizionali circuiti dell’arte contemporanea veneziana, apre CIRCUIT, piattaforma dedicata ai nuovi media e all’arte digitale che unisce spazio espositivo, editoria e attività pubbliche. Inaugurato l’11 aprile 2026, il progetto occupa oltre 100 metri quadrati tra Calle del Gambero 16 e la Project Room di via Giordano Bruno 31, segnando l’avvio di un programma che si sviluppa tra mostre, formazione e produzione teorica.
La direzione artistica è affidata a Herwig Egon Casadoro-Kopp, affiancato da Elena Casadoro Kopp, Francesca Fungher e Andrea M. Campo. CIRCUIT nasce dalla riconversione di spazi commerciali dismessi, un passaggio che incide direttamente sull’identità del progetto: un luogo pensato per attivare processi, più che per limitarsi alla presentazione di opere. La presenza del bookshop e della redazione di art-frame e art-frame books rafforza questa impostazione, costruendo una continuità tra pratica artistica e riflessione critica.
L’apertura è affidata a SUNBURN, mostra personale di Federica Di Pietrantonio, curata da Laura Cocciolillo, visitabile fino al 30 maggio 2026. Il progetto riunisce nove opere tra pittura, installazione e video, articolando una ricerca che si concentra sulle forme di connessione e isolamento legate all’esperienza digitale.
Il titolo introduce una condizione precisa: quella di un’esposizione continua che produce effetti sul corpo e sulla percezione. La metafora della “scottatura” traduce visivamente una relazione ambivalente con lo spazio online, inteso come ambiente che illumina e consuma allo stesso tempo. L’intero percorso si sviluppa lungo questa linea, attraversando comunità e fenomeni nati o trasformati all’interno dell’ecosistema digitale, dagli hikikomori alle economie virtuali.
L’ingresso è segnato da un’installazione che mette in relazione codice e dimensione corporea, trasformando un processo informatico in esperienza sensoriale. Questo primo passaggio stabilisce una chiave di lettura che ritorna nelle opere successive, orientate verso stati di sospensione e condizioni instabili. Nella serie the edge of collapse, la relazione tra spettatore e immagine si costruisce attraverso lo sguardo, in un confronto diretto con un avatar che ridefinisce i limiti tra presenza e simulazione.
Nella Project Room, il video THE FIELD estende la ricerca in una dimensione narrativa in cui immaginario videoludico, lavoro digitale e costruzione dell’identità si intrecciano. Il lavoro non si limita a rappresentare questi elementi, ma li dispone come parte di un ambiente in cui lo spettatore è chiamato a orientarsi.
Il progetto si completa con una serie di multipli in plexiglass, derivati dagli script delle opere, e con una pubblicazione edita da art-frame books, che raccoglie contributi critici sui temi affrontati in mostra. In entrambi i casi, la ricerca si traduce in forme che mantengono un legame con la logica del codice e con la materialità dei dispositivi tecnologici.
CIRCUIT si presenta come uno spazio che organizza in modo coerente esposizione, produzione editoriale e attività pubblica, con un’attenzione specifica alle trasformazioni introdotte dal digitale. La mostra inaugurale definisce una direzione chiara, centrata sull’analisi delle relazioni tra individuo e ambiente tecnologico, attraverso un linguaggio che combina elementi visivi, installativi e narrativi.



