‘Beetlejuice’, il classico della commedia horror del 1988, regalava agli spettatori non solo risate e brividi, ma un’incredibile opportunità di apprezzare l’arte attraverso l’ottica dell’immaginario dell’acclamato regista Tim Burton. La trama del film ci porta a seguire una coppia (interpretata da Alec Baldwin e Geena Davis) che, dopo essere morta in un incidente automobilistico, assume un demone e bi-esorcista autoproclamato, Betelgeuse (Michael Keaton), per allontanare la fastidiosa famiglia che si è trasferita nella loro casa di campagna, ormai disabitata.
La famiglia intrusa è composta da Charles Deetz (Jeffrey Jones), un semi-pensionato sviluppatore immobiliare di New York City, la sua seconda moglie Delia (Catherine O’Hara), una scultrice e artista concettuale, e la loro figlia adolescente dark Lydia (Winona Ryder), l’unico personaggio vivente capace di vedere i non viventi. Esplorando il mondo spettrale ed eccentrico di Burton con effetti visivi affascinanti, le sculture di Delia, portate in vita da Beetlejuice, giocano un ruolo chiave nello sviluppo della trama.
Queste sculture, che mettono a soqquadro gli ospiti indesiderati, sono state progettate dal direttore artistico Bo Welch. Welch ricordò, in un’intervista con Uproxx, come Tim Burton li incoraggiò a prendere ispirazione dall’Espressionismo Tedesco. “Fino a quel punto”, disse Welch, “il design di produzione per i film nel contesto del mondo in cui lavoravo era piuttosto fissato su realismo letterale e interiorità. Quando ho incontrato Tim, è stato come un respiro d’aria fresca in termini di liberazione dal realismo noioso.”
Esemplari di questo affascinante stile di design si possono trovare nel sequel di ‘Beetlejuice’. Nel film sequel previsto per il 6 settembre, la storia ruota attorno a una Lydia ormai più matura che deve salvare sua figlia dalle grinfie di un Betelgeuse risorto. Da una notizia della polizia del Vermont nel luglio del 2023, sappiamo che una delle sculture è destinata a fare ritorno, perché è stata rubata dal set del film vicino a East Corinth, vicino a dove era stato girato il film originale.
L’incontro di ‘Beetlejuice’ con l’Espressionismo Tedesco offre non solo una fusione d’arte unica, ma anche un’opportunità di vedere come Tim Burton ha portato un importante movimento artistico europeo in un contesto cinematografico americano. Recuperando l’ambiguità emotiva, gli schemi di luce e ombra contrastanti e la componente stilisticamente allucinante, Burton rispecchia la natura dell’espressionismo, creando un equilibrio dinamico tra orrore e commedia.





