Condannate le attiviste che hanno lanciato una zuppa al quadro ‘Girasoli’ di Van Gogh.

Un verdetto che non lascia spazio a dubbi è giunto da Southwark Crown Court a Londra dove, a sentenza avvenuta, sono risultate colpevoli Phoebe Plummer e Anna Holland, le due attiviste del movimento ‘Just Stop Oil’ che avevano lanciato una lattina di zuppa di pomodoro contro il quadro ‘Girasoli’ (1888) di Vincent Van Gogh, esposto alla National Gallery. Nonostante i danni riportati dall’opera siano stati minimi, limitandosi alla cornice, e nonostante la tela fosse protetta da un vetro e non abbia subito lesioni, le due donne sono state ritenute responsabili di danneggiamento materiale superiore alle 5000 sterline (6432 dollari).

“È l’arte più preziosa della vita? Più del cibo? Più della giustizia?” ha dichiarato Plummer, 23 anni, al termine dell’azione dimostrativa del 2022. L’attivista ha poi puntato il dito contro la crisi energetica e la conseguente impennata dei costi di sussistenza, che stanno mettendo in ginocchio intere famiglie, impossibilitate persino a scaldare una lattina di zuppa.

Il giudice Christopher Hehir non ha risparmiato un duro monito nei confronti delle due donne, asserendo che dovrebbero aspettarsi una condanna detentiva. La data dell’udienza per l’annuncio della pena è stata fissata per il 27 settembre. La National Gallery, intanto, ha preferito non commentare l’accaduto.

Questo verdetto è giunto a breve distanza da quello che ha condannato Roger Hallam, fondatore di ‘Just Stop Oil’ e altre quattro persone, note come “Whole Truth Five”, a pene detentive tra i quattro e i cinque anni. Il tribunale, nella persona del giudice Hehir, aveva escluso qualsiasi possibilità di difesa ai cinque attivisti, impedendo inoltre ogni riferimento alla crisi climatica durante il processo, limitando così le possibilità di fornire spiegazioni sulle ragioni della protesta.

Il tentativo di difendersi da parte di Plummer e Holland affermando la propria azione come “proporzionata”, in base all’articolo 10 della Human Rights Act del 1998, è stato prontamente disinnescato dal giudice che ha definito il lancio della zuppa come un gesto “violento”.

La sentenza ha sollevato numerose critiche tra gli avvocati britannici, ma i pareri sono discordanti. Se da un lato molti considerano come eccessiva la pena inflitta, dall’altro non mancano voci ché sostengono la correttezza e la necessità di una risposta ferma da parte del sistema giudiziario.

La protesta ambientalista ha recentemente assunto caratteri sempre più radicali e la società civile sembra aver perso ogni tolleranza per queste azioni. Invitiamo chi non avesse ancora preso parte al dibattito a farlo, così da continuare ad arricchire una panoramica sempre più ampia e complessa su quella che è una vera e propria emergenza planetaria. Seguiteci su Artnet News per rimanere aggiornati!

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