I resti di Pompei non cessano di stupire. L’area di scavo della Regio IX, Insula 10, attivamente indagata nell’ambito del più ampio progetto di messa in sicurezza dei fronti di scavo, ha recentemente portato alla luce altre due vittime dell’orrenda eruzione del Vesuvio. Queste scoperte sono diventate testimonianze tangibili di un passato lontano, registrate per l’eternità nei dettagli più intimi della vita quotidiana degli antichi abitanti di questa città.
Il recente ritrovamento, come riportato nell’E-Journal degli Scavi di Pompei, ha avvolto in un alone di mistero un’intera stanza, condensando un intero dramma in un ristretto cubicolo. All’interno, gli archeologi hanno trovato i resti di un uomo e una donna, apparentemente rifugiatisi nella stanza nel tragico tentativo di sfuggire all’implacabile pioggia di lapilli. La donna, ritrovata sul letto, portava con sé un piccolo tesoro: monete d’oro, d’argento e bronzo, insieme a orecchini in oro e perle, conservati pressoché intatti come vivido ricordo del passato.
Questo angusto cubicolo serviva come stanza da letto temporanea durante i lavori di ristrutturazione della casa. Posto dietro al già noto Sacrario Blu, l’accesso avveniva dal grande salone decorato in II stile. Le due vittime scelsero questo luogo come rifugio, sperando di aspettare la fine dell’apocalisse di fuoco e pietra che imperversava fuori. Invece, rimasero intrappolate quando le pomici invasero il salone adiacente, bloccando la porta e la loro speranza di fuga.
Questo piccolo vano, un tempo strettamente confinato tra i muri della casa, si trasformò in un sarcofago, consegnando all’eternità le due vittime intrappolate. L’arrivo dei flussi piroclastici sigillò il loro drammatico destino, mummificando il loro sacrificio per la storia futura.
Le impronte nella cenere hanno svelato dettagli della stanza al momento della tragedia. Un letto, una cassa, un candelabro in bronzo e un tavolo con piano in marmo erano posizionati strategicamente nella stanza. Il set da tavola in bronzo, vetro e ceramica era ancora al suo posto, come se la vita dentro la stanza non fosse stata interrotta da un orribile cataclisma.
Questo importante ritrovamento sostanzia l’ampio progetto di scavo che ha come scopo la tutela e la miglior gestione idrogeologica dei fronti di scavo di Pompei. L’analisi dei preziosi dati antropologici recuperati offre un’insostituibile opportunità di chiarire aspetti della vita quotidiana degli antichi Pompeiani, come sottolinea il Direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel.
Egli afferma: “Gli studi meticolosi fatti sulla base di queste scoperte uniche, svolto da un team che comprende archeologi, antropologi e vulcanologi, stanno mettendo a fuoco gli ultimi istanti di vita di uomini, donne e bambini travolti da una delle più grandi catastrofi naturali dell’antichità. Pompei rimane un grande cantiere di ricerca e restauro, ma ci aspettiamo importanti sviluppi nei prossimi anni, anche nel territorio circostante, grazie agli investimenti Cipess annunciati di recente dal Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.”
Ciò che ci aspettiamo di vedere, dunque, è una ripresa vigorosa delle ricerche archeologiche che promette di riportare alla luce innumerevoli segreti ancora celati in questa incredibile città sepolta dal Vesuvio nell’anno 79 d.C. Pompei, infatti, non smette mai di sorprendere e ci ricorda in continuazione che la storia è un romanzo ininterrotto che non finisce mai di scriversi.


