Il prossimo 3 agosto alla casa d’aste King’s di Las Vegas, andranno all’incanto 76 opere d’arte dell’indimenticabile Michael Jackson, come stabilito da un ordine della corte. Un raccolta che negli anni è stata al centro di una serie di intricati contenziosi legali.
L’asta comprende disegni a matita colorata e acquerelli di Jackson che ritraggono figure di varia natura, da Andy Warhol alla Regina Elisabetta, fino a diversi presidenti degli Stati Uniti. Un compendio di opere realizzate negli anni ‘90, tra cui spicca un autoritratto all’ingresso del Teatro Reale di Neverland. Particolare è il fatto che alcuni lavori siano stati creati su una carta presidenziale, ricevuta da Jackson durante una visita alla Casa Bianca nel 1984, su invito del presidente Ronald Reagan, come ringraziamento per aver concesso l’utilizzo della canzone “Beat It” in un spot di pubblico servizio.
Dal comunicato fornito dalla casa d’asta si evince il particolare valore dei pezzi in vendita: “Alcune opere di Michael sono realizzate con acquerelli e raccontano una storia di tranquillità.” Uno degli eventi salienti di questa vendita è la raccolta delle prime opere dell’asta. Il costo totale ammonta a 1 milione di dollari, definito come “un prezzo equo”. Qualora non si dovesse raggiungere tale cifra, le opere saranno vendute singolarmente, con un’offerta minima di partenza di 9.999 dollari ciascuna.
Vale la pena sottolineare che l’asta non è affiliata né approvata dall’Estate di Jackson e che si tratta di una vendita obbligatoria imposta dal tribunale di Santa Monica. Questi dettagli sono stati appositamente chiariti nell’annuncio dell’asta.
La vendita è stata imposta dalla Corte Superiore della California a seguito di un contenzioso tra il gruppo d’investimento Vinson Investments e Jackson-Strong Alliance, la partnership artistica tra Jackson e lo scultore australiano Brett-Livingstone Strong. Jackson e Strong si erano conosciuti nel 1979 e avevano intrapreso un’amicizia collaborativa che durò fino alla morte di Jackson nel 2009. Durante la loro partnership, Strong incoraggiava Jackson nella sua produzione artistica, mentre Jackson commissionò al suo amico di dipingere un suo ritratto nel 1990.
Tale ritratto – l’unico che il musicista abbia mai posato – venne venduto alla società giapponese Hiromichi Saeki Corp. per oltre 2 milioni di dollari; curiosamente, dopo la morte di Jackson, l’opera è riapparsa in un salone di automobili ad Harlem.
Strong sostiene che Jackson gli abbia ceduto i diritti di copyright sulle sue opere d’arte all’inizio del 2009; a sembrare confermare tale affermazione sarebbero le dichiarazioni di Tohme Tohme, ultimo manager d’affari di Jackson.
Nel 2011, come riportato da un articolo del Star, Strong avrebbe venduto l’intera collezione, composta da 182 pezzi, a un compratore non identificato per 87,7 milioni di dollari, senza il consenso dell’Estate di Jackson. Gli avvocati della famiglia del cantante hanno cercato inutilmente di bloccare la vendita, che sembra non sia mai andata in porto.
La situazione attuale deriva da una controversia riguardante un prestito che Strong aveva ottenuto da Vinson Investments, che prevedeva il trasferimento delle opere d’arte di Jackson alla società di investimenti. In seguito, Strong ha accusato Vinson Investments di usura.
Come concordato nel maggio del 2023, a seguito di un’intesa tra le parti, le opere avrebbero dovuto essere messe all’asta; ciò nonostante, a causa del rifiuto di Strong di avviare l’asta nonostante i numerosi tentativi messi in campo da Vinson Investments, ora si trova a dover saldare un considerevole debito con i suoi creditori.
Sembra che Sotheby’s, Christie’s o Guernsey’s fossero state le prime scelte di Strong per l’asta fino a quando Vinson Investments non ha scelto King’s, preferendo il marchio di casa per la vendita. Non è chiaro perché le case d’asta più famose non siano state coinvolte nella vendita e perché Strong, nel gennaio scorso, abbia rifiutato di consegnare le opere a King’s.
Per adesso, gli avvocati di Strong non hanno risposto alle richieste di commento, ma nonostante il silenzio e le implicazioni legali, l’asta promette di essere un evento da non perdere per gli appassionati di arte e per i fan di Michael Jackson, capace di affascinare tutti coloro che desiderano possedere un pezzo della storia artistica di questa icona immortale della musica pop.


