Creatività come atto politico: la seconda edizione del Creativity for Social Change Award unisce arte e trasformazione sociale

Londra, 17 novembre 2025 — Con la nuova edizione del Creativity for Social Change Award, la Democracy & Culture Foundation e la Moleskine Foundation tornano a interrogare il ruolo della creatività come strumento attivo di trasformazione sociale. Non un semplice premio, ma un’azione curatoriale diffusa, che attraversa pratiche artistiche, comunità e sistemi educativi, con l’obiettivo di sostenere figure capaci di ripensare il presente attraverso l’invenzione, l’immaginazione e il dissenso.

Aperta alle candidature fino al 19 dicembre 2025, l’iniziativa si rivolge a chi impiega linguaggi artistici o creativi come strumenti di giustizia, inclusione e equità sociale, al di là di ogni distinzione geografica, disciplinare o anagrafica. Un’attenzione particolare verrà riservata ai profili emergenti: visionari non ancora del tutto visibili, che operano nei margini dei sistemi dominanti e tracciano traiettorie nuove nel pensare e nell’agire.

Il premio prevede un contributo economico di 10.000 euro e la possibilità di co-curare un panel tematico all’interno della Art for Tomorrow Conference, che si terrà a Doha dal 12 al 15 aprile 2026. La conferenza, ormai punto di riferimento nel dibattito globale tra arte, cultura e politiche pubbliche, diventa qui parte integrante del premio stesso: luogo in cui la riflessione si traduce in spazio di visibilità e parola pubblica. Il vincitore sarà inoltre accolto nella rete dei Creativity Pioneers, una costellazione transnazionale di attori culturali curata dalla Moleskine Foundation, che offre percorsi formativi, connessioni e strumenti di crescita.

Il comitato di selezione, articolato e interdisciplinare, rispecchia la complessità del premio. Ne fanno parte Heba Amin (artista visiva che esplora i territori della geografia politica), Jeff Koons (icona post-pop dalla forza ambivalente), Dimitris Daskalopoulos (collezionista e sostenitore del pensiero artistico come leva per il cambiamento), Sandra Jackson-Dumont, Simon Njami, Sebabatso Manoeli, oltre a Adama Sanneh, CEO di Moleskine Foundation, e Kim Conniff Taber, editorial director della Democracy & Culture Foundation. La loro presenza garantisce un confronto tra esperienze, sguardi e contesti culturali eterogenei: un dialogo reale, non puramente celebrativo.

L’edizione 2024 ha premiato Kiluanji Kia Henda, artista angolano che lavora con fotografia, video e installazione, mettendo in discussione i miti fondativi della modernità occidentale e affrontando temi come colonialismo, memoria e futuro. Un esempio concreto di pratica artistica come atto di responsabilità verso il mondo e le sue fratture, senza mai rinunciare alla complessità simbolica del linguaggio visivo.

In un’epoca in cui le nozioni stesse di “arte”, “sociale” e “cambiamento” vengono costantemente rinegoziate, il Creativity for Social Change Award si inserisce come piattaforma critica, capace di sostenere non solo opere o progetti, ma processi di pensiero e forme di agency culturale. È qui che l’arte smette di essere “commento” e si fa dispositivo attivo, immaginazione che produce conseguenze.

L’arte ha un ruolo formativo e trasformativo, è uno strumento per leggere il presente e per costruire il domani” ha dichiarato Christophe Archaimbault, CEO di Moleskine. Una dichiarazione che conferma la linea curatoriale del premio: non si cerca il consenso, ma la creazione di nuovi vocabolari per raccontare la realtà.

Le candidature sono aperte fino al 19 dicembre 2025.
Tutti i dettagli su: www.creativityforsocialchangeaward.org

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