Da Cagliari a Miami: THEM presenta Gods of the Digital Age alla Miami Art Week 2025

Domenico Fragata, artista e filosofo milanese noto con il nome THEM, approda a Miami con il progetto Gods of the Digital Age, presentato all’interno della Miami Art Week 2025 dopo un percorso espositivo iniziato in Sardegna e proseguito tra Europa e Medio Oriente. A poco più di un anno dalla mostra personale tenutasi a Sa Manifattura di Cagliari, il progetto entra nella programmazione internazionale, mantenendo una forte connessione con il contesto sperimentale in cui è nato.

L’esposizione del 2024, curata da Andrea Concas e ospitata nella Sala Contemporanea di Opificio Innova, ha inaugurato il programma triennale Artificio, promosso da INNOIS con il contributo della Fondazione di Sardegna, come piattaforma di ricerca tra arte e nuove tecnologie. In quel contesto, Gods of the Digital Age – Il dilemma della scelta nell’era dell’AI metteva in relazione mitologia classica, estetica rinascimentale e linguaggio algoritmico, con opere che trasformavano figure come Giove, Venere e Mercurio in archetipi digitali. L’allestimento integrava monitor, installazioni e guide interattive, accompagnato da laboratori didattici rivolti a studenti e scuole, in cui sperimentare direttamente le potenzialità e le ambiguità dell’intelligenza artificiale applicata alla creatività.

La mostra ha rappresentato una tappa decisiva per lo sviluppo internazionale del progetto THEM, nato per interrogare il rapporto tra mito, tecnologia e condizione umana. Dopo Cagliari, nel 2025, Holy Club ha presentato il lavoro di Fragata ad Art Dubai Digital, dove le serie Archetypes e Gods of the Digital Age hanno portato al centro della scena l’estetica visiva già sperimentata in Sardegna, ponendo il linguaggio del codice in dialogo con emozioni, contraddizioni e simboli della contemporaneità.

In parallelo, Holy Club ha ampliato il progetto in Italia attraverso talk, installazioni e performance multisensoriali, trasformando la mostra in un dispositivo culturale mobile, dedicato all’analisi delle trasformazioni dei rituali collettivi nell’era delle intelligenze artificiali: dai pantheon del mito classico alle nuove forme di potere digitale incarnate da piattaforme e sistemi algoritmici.

Nel dicembre 2025, THEM è presente a NFT Miami e alla Scope Art Fair, con opere come Digital Artemis, parte di una selezione che si confronta con il flusso visivo della Miami Art Week. La mostra si inserisce nel dibattito contemporaneo sull’arte computazionale e sull’evoluzione del concetto di immagine nell’epoca post-fotografica, ponendo interrogativi espliciti su chi eserciti il potere nell’infrastruttura digitale globale e su cosa resti dell’umano in uno scenario dove il sacro si trasferisce nel codice.

Parallelamente all’attività espositiva, Domenico Fragata ha portato avanti un percorso filosofico e formativo con base in Sardegna. In collaborazione con Villanova Coworking, ha condotto incontri pubblici e corsi sull’uso consapevole delle intelligenze artificiali generative, rivolti a professionisti, studenti e amministrazioni locali. L’obiettivo è non celebrare l’AI, ma offrire strumenti critici per comprenderne le implicazioni etiche, sociali e culturali.

«Per me – afferma Fragata – la Sardegna non è stata solo una “tappa” espositiva, è una seconda casa, uno dei luoghi in cui le mie divinità digitali hanno trovato un vero dialogo con il territorio. A Cagliari abbiamo visto famiglie, studenti, curiosi fermarsi davanti a immagini fatte di codice e riconoscere, sotto la superficie tecnologica, domande antiche: sul destino, sulla libertà, sul futuro. Portare oggi quelle stesse divinità a Miami significa continuare quel viaggio, allargando il raggio senza perdere le radici.»

Il percorso di THEM dimostra come un progetto nato in un contesto sperimentale locale possa interagire con la rete globale dell’arte digitale. Le divinità di Gods of the Digital Age non sono solo oggetti visivi: sono icone interrogative che riflettono sulle tensioni tra corpo e algoritmo, tra immaginazione e controllo, tra memoria e tecnologia, chiamando la società intera a guardarsi attraverso lo specchio dell’immagine computata.

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