Mentre la maggior parte dei collezionisti cercano rifugio dal freddo aspettando il nuovo anno, Art Basel Miami Beach (ABMB) ha puntato a mantenere viva un po’ l’atmosfera estiva. Il clima in Florida tende a essere soleggiato anche a dicembre, e le numerose feste, se non sono un’attrazione pari a quella dell’arte, sicuramente ci si avvicinano. La fiera è stata lanciata nel 2002 come ampliamento del prestigioso evento svizzero, trasformandosi immediatamente in qualcosa di più. È diventata una meta per i newyorkesi in cerca di divertimento e un importante motore economico per Miami Beach, consolidando il brand Art Basel come sinonimo di cultura commercializzata.
Miami Beach è una sorta di nesso geografico e culturale tra il Nord, il Sud e Centro America. Più di due terzi delle gallerie partecipanti quest’anno provengono dal continente americano o dai Caraibi. Importanti gallerie europee hanno deciso di saltare l’edizione 2025, scegliendo invece di concentrarsi su altre fiere internazionali. Chantal Crousel di Parigi e Miguel Abreu di New York, Galerie Buchholz di Colonia e Pilar Corrias di Londra si sono tirate indietro all’inizio dell’anno. Questo scenario suggerisce la stanchezza dei galleristi, che si trovano ad affrontare enormi sfide fisiche, logistiche ed economiche dati gli alti costi derivanti dalla partecipazione a più fiere internazionali durante tutto l’anno.

D’altronde anche la posizione in calendario non è delle più fortunate. Sette settimane dopo Art Basel Paris e due mesi prima dell’edizione inaugurale di Art Basel Qatar, il che la rende semplicemente un’altra tappa di un circuito internazionale sempre più affollato, piuttosto che un evento unico.
In quest’edizione a giocare un ruolo da protagonisti sono stati i marchi del lusso e le grandi aziende, che hanno accolto con entusiasmo il momento di Miami Beach e della fiera d’arte più importante e prestigiosa sul suolo statunitense. Il cambiamento trasforma il carattere dell’evento da un’attività commerciale incentrata sull’arte a un più ampio programma di marketing, progettato per catturare l’attenzione dei social media e la brand awareness.
Cartier ha offerto quello che ha definito un incontro immersivo con l’emblematica Pantera della Maison. Ferragamo e Tom Ford hanno organizzato cocktail events, entrambi volti a capitalizzare sulla concentrazione di visitatori facoltosi. Ray-Ban ha arruolato il neo direttore creativo, il cantante A$AP Rocky, per presentare il suo ultimo visionario progetto alla Ray-Ban Clubhouse durante la fiera.
La bizzarra trasformazione di Art Basel Miami che nessuno si aspettava, dove al retail di lusso si unisce allo spettacolo, non si è fermata qui.
Una novità importante è stata il lancio di Zero 10, una piattaforma che mira a integrare l’arte digitale nell’attuale programma fieristico di Art Basel. Tra i partecipanti di questa settimana figurano Pace Gallery, Art Blocks e Beeple Studios. Dopo il debutto della sezione all’ABMB, Zero 10 sarà implementata in altre fiere del circuito Art Basel nell’arco del 2026. Beeple, che nel 2021 ha venduto un NFT per 69,3 milioni di dollari, torna con forse l’opera più chiacchierata della settimana. Il lavoro presenta cani robot con testa umana raffigurante Andy Warhol, Jeff Bezos ed Elon Musk.

Nonostante l’atmosfera da circo commerciale, istituzioni e gallerie d’arte hanno proposto mostre avvincenti. Il Rubell Museum ha presentato i pezzi forti della sua collezione pluridecennale, accanto a cinque sale dedicate ad artisti più recenti, tra cui Yu Nishimura, Lorenzo Amos, Joseph Geagan, Rita Letendre e Ser Serpas.
L’ICA Miami ospita la più grande retrospettiva mai dedicata a Joyce Pensato, compianta pittrice newyorkese, mentre il Bass Museum of Art presenta Jack Pierson: The Miami Years.
Art Basel Miami Beach ha visto la partecipazione di 287 gallerie provenienti da 44 paesi. Nonostante le molte defezioni, art advisor di rilievo hanno sottolineato la presenza di numerosi HNWIs, principalmente americani, pronti a spendere le “tredicesime” in arte.
La prima vendita importante della fiera se la è portata a casa David Zwirner, che ha riferito di aver venduto un Gerhard Richter per 5,5 milioni di dollari, seguito da un Alice Neel del 1967 per 3,3 milioni di dollari, due dipinti di Josef Albers della sua serie Homage to the Square per 2,5 milioni di dollari e 2,2 milioni di dollari e una scultura da parete di Ruth Asawa (circa 1969) per 1,2 milioni di dollari. A dominare il suo stand c’era un enorme nuovo dipinto di Dana Schutz, The Cooks, venduto a un museo americano per 1,2 milioni di dollari.

Gagosian ha presentato sculture recenti di Maurizio Cattelan, un nuovo dipinto di Jadé Fadojutimi e una tela di Willem de Kooning del 1985. Gagosian, che come al solito non avrebbe condiviso i prezzi, ha dichiarato di aver venduto Portrait di Roy Lichtenstein (1977) e Bedroom Blonde di Tom Wesselmann, così come nuovi lavori di Jonas Wood, Jadé Fadojutimi e Rudolf Stingel, tra gli altri.
La mega galleria newyorkese ha partecipato anche al Design Miami, dove ha esposto edizioni di mobili di Curzio Malaparte, tra cui il famoso divano blu de Il disprezzo di Jean-Luc Godard. Lévy Gorvy Dayan ha esposto il ritratto di Muhammad Ali di Andy Warhol, che con una richiesta di 18 milioni di dollari si è aggiudicato il premio di opera più costosa in fiera. Il ritratto è firmato dalla leggenda della boxe.
Hauser & Wirth si è presentata con un ritratto di Pablo Picasso raffigurante la figlia Paloma accanto a un ritratto di Tilda Swinton di Ambera Wellmann. La mega galleria svizzera ha venduto 27 opere solamente nel corso del mercoledì inaugurale, 40% in più dell’edizione 2024. Tra i molti lavori piazzati troviamo Untitled (Taxi Painting) di George Condo per poco meno di 4 milioni di dollari; due opere di Louise Bourgeois da 3,2 milioni di dollari e 2,5 milioni di dollari, e vendite aggiuntive di Ed Clark, Henry Taylor e Rashid Johnson hanno raggiunto tutte le sette cifre.

Per quanto riguarda le altre megas, Pace ha riportato un inizio forte, guidato da Heroines, Beyoncé, Serena e Althea (2020) di Sam Gilliam, che ha venduto per 1,1 milioni di dollari. Ulteriori vendite hanno incluso un’opera di Lynda Benglis da 400.000 dollari, un dipinto del 1995 di Emily Kam Kngwarray per 350.000 dollari, un’installazione di Elmgreen & Dragset da 320.000 dollari e due nuove sculture di Alicja Kwade per 130.000 dollari e 110.000 dollari.
Thaddaeus Ropac ha venduto due lavori di Alex Katz per 2,5 e 1,5 milioni di dollari. Tra le altre opere vendute dal gallerista austriaco troviamo anche un Baselitz da 1 milione di dollari. Perrotin, che ha affidato lo stand a Lee Bae, ha esaurito tutte le opere dell’artista il primo giorno. I prezzi oscillavano da 60.000 a 200.000 dollari.
Chiudiamo con una delle opere più piccole e chiacchierate della settimana. Weinstein Gallery ha esposto Autorretrato en Miniatura di Frida Kahlo, che misura solo 5 centimetri di altezza. Il pezzo è andato invenduto da Sotheby’s New York nel 2011 con una stima alta di 1,2 milioni di dollari. Ora può cavalcare l’onda generata dai 54,7 milioni di dollari realizzati qualche settimana fa da un diverso autoritratto dell’artista messicana.

L’edizione di quest’anno di Art Basel Miami Beach è arrivata in un momento di assestamento per il mercato dell’arte globale. Dopo oltre due anni di vendite in calo, le transazioni, soprattutto negli eventi dal vivo, non sono ancora tornate ai livelli pre-Covid ma hanno ripreso a correre.
Oltre ad un’evidente e rassicurante ripresa del mercato, il tema che ha tenuto banco durante tutta la fiera è stato quello dei ritiri illustri, che riflettono una più ampia complessità del mercato piuttosto che una perdita di fiducia nella fiera.
La proliferazione di fiere impone alle gallerie di scegliere dove investire le risorse. Per alcune, la logistica e i costi di partecipazione a più eventi annuali impongono di eliminarne almeno uno dal programma, con Miami sempre più vulnerabile all’eliminazione, nonostante il suo prestigio culturale e i ricchi partecipanti americani.
Con cinque fiere Art Basel operative in tutto il mondo, tra cui una nuova edizione in Qatar che verrà lanciata a febbraio 2026, le gallerie stanno diventando più selettive riguardo ai luoghi in cui esporre.


