Dal gesto sartoriale all’algoritmo: cosa racconta davvero Pitti Uomo 109 sul futuro della moda

Fino al 16 gennaio Firenze ospita Pitti Uomo 109, l’appuntamento che dal 1972 inaugura i trend di stagione, da nostalgici richiami della tradizione alla più sublime ricerca stilistica contemporanea. Motion è la parola che guida questa edizione, un concetto che definisce e alimenta il mondo della moda di oggi. Dal latino modus, la “maniera” dettata dal fashion system sposta l’ago dell’economia mondiale, affermandosi come un business che influenza anche equilibri e dinamiche socio-culturali.

Gli oltre 750 brand partecipanti presentano le nuove collezioni negli spazi della Fortezza da Basso, distribuiti per tipologia di azienda, prodotto e ricerca in 7 sezioni: Fantastic classic, Futuro Maschile, Hi Beauty, Dynamic Attitude, Superstyling, I Go Out, Scandinavian Manifesto.

Se Fantastic Classic si concentra sul menswear piú classico e I Go Out presenta outfit outdoor, gli altri cluster si aprono alla sperimentazione piú vibrante: Futuro Maschile e Superstyling propongono stili che parlano di evoluzione e innovazione, mentre Dynamic Attitude offre soluzioni per un abbigliamento confortevole in linea con i tempi e gli spazi contemporanei in costante fermento e evoluzione.

La tendenza degli store internazionali si avvicina sempre di più alla contaminazione di fashion e beauty e lo spazio speciale Hi Beauty ospita i brand di fragranze e skincare emergenti aprendo un dialogo tra la tradizionale concezione di moda e l’universo estetico, che da semplice cornice diventa in questa occasione il vero protagonista.

Il tema conduttore è celebrato anche nella campagna pubblicitaria ideata e curata da Chris Vidal e Tuomas Laitinen, editor in chief e fashion director del magazine SSAW: 

«La bellezza della moda è il suo continuo cambiamento, il suo essere in un movimento senza fine. Anche quando rivisita il passato, contemporaneamente riflette il mondo in cui viviamo adesso e offre già un assaggio di come potrebbe essere il futuro.» Chris Vidal e Tuomas Laitinen

Gli abiti Soshiotsuki, guest designer, sono al centro degli scatti di questa edizione: le linee raffinate dei modelli più classici si fondono con chi li indossa e il movimento si traduce in una coreografia di attimi sospesi e improvvise espressioni dinamiche. Il bianco e nero richiama espressamente il linguaggio cinematografico, che emerge sia nei fermi immagini che nel montaggio del video promozionale, ricco di tagli ad effetto per valorizzare ogni sfumatura di movimento.

L’arte rivendica la sua centralità e il suo profondo legame con la moda con l’installazione site-specific Ancient/New Site firmata dall’architetto e scultore Marc Leschelier: selezionata dal guest curator del Programma Arte 2026 Philéo Landowski, l’opera occupa 1700 mq del piazzale centrale della Fortezza con una struttura estremamente leggera nella sua maestosità. L’elemento che caratterizza la ricerca dell’artista e l’installazione è il concrete canvas, materiale creato per scopi come il rinforzo stradale o del suolo e qui utilizzato come elemento architettonico.

La percentuale cementizia permette al canva di assumere conformazioni variabili: una volta inumidito si solidifica in 24 ore, seguendo la naturale flessione data dall’impalcatura che lo sostiene. La composizione monolitica ricorda luoghi del passato, come un’arena o un luogo di culto, ma le proprietà della materia la rendono volubile al movimento, diventando quinte silenti di un palco naturale. Al centro della scena una scala che conduce agli spazi sottostanti, un’opera nell’opera che invita lo spettatore a vivere l’esperienza in tutta la sua unicità.

Lo sguardo al futuro di questa edizione si evince anche dalla decisa presenza internazionale che raggiunge il 44% dei partecipanti: Scandinavia, Corea, Giappone e Cina attivano e ripropongono partnership promettenti e in costante sviluppo, come CHINA WAVE supportata dalla China National Garment Association per valorizzare la qualitá estetica dei brand cinesi e NEW STANDARD JAPAN LEATHER PROJECT promosso dal Ministero Giapponese dell’Economia, del Commercio e dell’Industria per una produzione piú sostenibile. Scandinavian Manifesto torna alla Fortezza tra le sezioni speciali, con aggiornamenti sui trend nordici e eventi di networking per buyer e stampa.

L’artigianalità che si respira a Pitti Uomo si incontra con la tecnologia, grazie agli strumenti di matchmaking di Hyperscout, realtà tedesca che sfrutta le potenzialità dell’IA per creare e potenziare le connessioni nel fashion business, basandosi sulle specifiche dei brand, sulla rilevanza nel mercato e sull’orientamento stilistico. Questa collaborazione esprime la tensione che da sempre definisce la moda, che per sua natura si muove tra l’antico e il contemporaneo, l’eccesso e l’austerità, portando su un unico e democratico livello retailer e buyer. 

«Pitti Uomo nasce da qui, dall’osservazione e, di conseguenza, dall’intuizione di come l’offerta si incontra con la domanda.» Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine

Un evento che celebra la moda maschile elevando il menswear a un’arte dalla duplice natura, figlia di una manualità ancestrale, ma al tempo stesso laboratorio del futuro. 

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Chiara Pasquino
Chiara Pasquino
Apprezza l’arte in tutte le sue forme, dalla danza all’arte figurativa. Si sofferma maggiormente sul ruolo delle artiste donne dedicando ad esse una pagina social per farle conoscere meglio. Laureata in Scienze dei Beni Culturali e successivamente in Arte, Valorizzazione e Mercato insegue il sogno di allestire e curare mostre.

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