Dal segno alla sospensione: Morandi e Bächli e la pittura del tempo lento

Silvia Bächli (Svizzera 1956) è un artista si colloca tra astrazione e poesia visiva, evocando atmosfere intimi ed effimere. La mostra Before, allestita negli spazi del Museo Morandi all’interno del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, stabilisce un dialogo tra l’estetica minimalista e meditativa di Bächli e l’eredità pittorica di Giorgio Morandi. L’artista ha selezionato otto nature morte di Morandi della collezione permanente del museo, affiancandole a una serie di sue opere inedite, realizzate appositamente per questo progetto espositivo.

Il titolo, Before, fa riferimento a una dimensione temporale e processuale comune al metodo di lavoro di entrambi. Morandi dedicava grande cura alla preparazione delle sue nature morte: prima di dipingere, studiava attentamente la disposizione degli oggetti – bottiglie, vasi e contenitori – modificandone la posizione fino a raggiungere la combinazione per lui ideale. Allo stesso modo, Bächli attribuisce grande importanza alla fase iniziale del suo processo creativo, esplorando le possibilità offerte dalla carta, dal tratto e dallo spazio vuoto prima di giungere alla composizione definitiva, attraverso un uso metodico della linea e del segno. 

Veduta_mostra_SilviaBachli_Valentina_Cafarotti

É proprio questo tipo di interazione tra passato e presente a rivelare sorprendenti affinità tra i due artisti. Entrambi condividono un’estetica improntata sulla ricerca dell’essenziale, un’attenzione meticolosa alla composizione e una capacità unica di trasmettere emozioni profonde attraverso la semplicità delle forme e dei gesti.

Un aspetto fondamentale dell’esposizione è il legame con la tavolozza cromatica di Morandi. Durante una visita a Casa Morandi, Bächli ha avuto modo di osservare dal vivo la sorprendente ricchezza dei colori utilizzati dal maestro bolognese che spesso non emergono ad una prima vista, specialmente nei libri. Questa scoperta ha influenzato il lavoro di Bächli per la mostra, in cui le sue opere si intrecciano in vibrazioni cromatiche con quelle di Morandi, pacate e delicate. 

In questa piccola stanza del Museo Morandi, il linguaggio pittorico di Giorgio Morandi e l’espressione astratta di Silvia Bächli si incontrano in un raffinato gioco di rispecchiamenti. Lo spazio, interamente bianco, diventa una dimensione tra la figurazione di Morandi e l’astrazione di Bächli si osservano e si rispondono, creando un dialogo vibrante.

Veduta_mostra_SilviaBachli_Valentina_Cafarotti

I colori tenui delle nature morte di Morandi, con le loro delicate sovrapposizioni di luce e materia, si ritrovano di fronte alla soffice fisicità delle opere di Bächli. Le tele e i disegni suggeriscono un continuo rimando tra la costruzione meticolosa delle composizioni morandiane e la libertà gestuale dell’artista svizzera. Il tempo, il processo e la percezione dello spazio emergono come elementi comuni tra i due artisti: Morandi disponeva con cura gli oggetti prima di fissarli sulla tela, mentre Bächli sperimenta, sposta e ricompone i suoi segni nella tela. L’uno e l’altra condividono un approccio meditativo, in cui ogni segno e ogni sfumatura cromatica sono il risultato di una ricerca profonda, di un’attesa paziente che precede la forma definitiva.

L’esposizione non si limita, dunque, a un semplice confronto tra i due artisti, ma diventa un’esperienza sensoriale e concettuale in cui il tempo, il processo e la percezione di esso diventano protagonisti nella stanza. Una sospensione tra spazio e tempo di quel prima, tra memoria e attesa del futuro, per contemplare il gesto sulla tela che si è già fatto passato. 

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