Dal tocco al suono: la tecnologia di Playtronica fa suonare gli oggetti

Siamo sicuri che un limone, una borsa o la nostra stessa pelle non possano diventare strumenti musicali?

Playtronica, startup nata nel 2013 dall’idea di ingegneri e talenti internazionali, trova la risposta al quesito introducendo l’elettricità come input al suono e agente creativo. Partendo da festival musicali e scientifici per bambini, il collettivo arriva nel 2016 a lanciare il primo dispositivo del brand, Playtron, uno strumento che sfrutta la capacità conduttiva degli oggetti comuni, per trasformare l’energia in musica. È necessario solamente collegare i morsetti forniti dal kit a un massimo di 16 oggetti, abbinando ognuno di essi al suono desiderato; dopo di che connettendo un pc o uno smartphone a un qualunque sintetizzatore online è possibile iniziare a suonare in libertà.

Nel 2018 la ricerca del team di Playtronica si traduce nel nuovo strumento TouchMe, figlio del primo esperimento ma portavoce di nuove funzioni e applicazioni. TouchMe nasce, come dice lo stesso nome, per focalizzare l’attenzione sulla fruizione tattile oltre che su quella implicitamente sonora; l’utente che ha provato Playtron sugli oggetti quotidiani ha accesso a una nuova esperienza che trova nella pelle umana, nell’acqua e nei fiori nuovi conduttori.
La conformazione estetica dell’oggetto, interamente realizzato a mano, permette di far entrare in comunicazione due corpi e di inaugurare relazioni e connessioni inaspettate: il processo creativo è il medesimo di Playtron, ma la vera novità sta nell’infinito spettro di azioni che due corpi possono eseguire sfruttando l’energia insita in essi traendone occasioni di condivisione e divertimento. 

«The idea is to connect humans and objects in one electric chain and measure the intensity of human touch, which is technically a change of electric resistance».

La natura polifonica delle produzioni di Playtronica fa sì che il brand si diffonda in tutto il mondo per offrire experience uniche e adattabili a diverse finalità: con l’apertura di due nuove sedi a Parigi e a Berlino, le commissioni sono aumentate notevolmente coinvolgendo realtà culturali e aziende private desiderose di investire nel benessere dei dipendenti e dei collaboratori. 

Dal progetto Playtronica nasce Can Touch This, lo studio che coordina e promuove i prodotti del marchio attraverso azioni di marketing e eventi taylor-made per aziende e istituzioni in tutto il mondo.

Brand come Hermes, Issey Miyake Perfumes e Nike si sono avvicinati alle creazioni di Playtronica per comunicare una nuova immagine aziendale, aperta alla commistione di linguaggi che si adattano perfettamente ai loro core values, traducendo concept in espressioni artistiche. Nel caso della collaborazione con Issey Miyake, celebre casa di moda giapponese con sede a Parigi, il suono si relaziona alla materia prima per omaggiare l’eleganza del design e il legame ancestrale tra musica e natura. 

A New York Hermes organizza una performance live all’interno della boutique di Manhattan, dove gli accessori della prestigiosa maison diventano strumenti nelle mani dei musicisti di Playtronica: 3 ore di improvvisazione che rileggono oggetti di lusso offrendo un nuovo livello di fruizione e accorciando la distanza con il pubblico.

Tra le partnership con le istituzioni internazionali, il Palais de Tokyo si affida a Can Touch This in occasione della Fashion Week parigina: capi di alta moda, esposti in collaborazione con lo studio creativo Side Project, vendono utilizzati come conduttori tramite una passerella metallica, che permette al pubblico di produrre suoni creando una vera e propria sinfonia tessile. 

Le conseguenze della crisi sanitaria causate dal Covid, porta Palais Garnier a scegliere gli strumenti di Playtronica per dare nuova vita all’elegante hall di ingresso e alla maestosa scalinata dell’edificio: anche in questo caso il tocco umano si fonde con l’arte di pareti, statue e balconate, donando loro la storia che celano al loro interno.

Il risvolto sociale e relazionale dei progetti si nota nell’installazione sonora Bench realizzata a Mosca in collaborazione con Yauza e Tinkering Studio, che già precedentemente hanno sperimentato questa struttura con Musical Bench, presentata per la prima volta al centro Exploratorium di San Francisco. La familiarità con un partner scelto o casuale è la forza creativa, oltre che terreno d’incontro e luogo di aggregazione, che porta a risultati imprevedibili e intensi.

Playtronica e Can Touch This lanciano una sfida chiedendo di riflettere sui confini tra evoluzione digitale e competenze umane: attraverso il potenziale della tecnologia i due progetti investono sulla libertà espressiva dell’utente, per preservare l’imprevedibilità  del pensiero e dell’agire umano. 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Quando il ghiaccio diventa illusione: Claudio Orlandi e l’estetica fragile dei ghiacciai che scompaiono

Quello dello scioglimento dei ghiacciai è un tema tanto urgente quanto purtroppo ancora sottovalutato. Esso non comporta solamente la scomparsa di un paesaggio millenario, ma compromette anche l’equilibrio dell’ecosistema e la nostra capacità di abitare il mondo.

Artuu Newsletter

Scelti per te

Tra ribellione urbana e spiritualità antica, la pittura avvolgente di Gonzalo Borondo alla 21 Gallery

Dopo Audaci. Dalle avanguardie storiche agli artisti mascherati, l’arte del libero pensiero, mostra inaugurale della sede padovana, la galleria ospita fino al 16 gennaio la personale dell’artista spagnolo Gonzalo Borondo, Porta l’acqua un fuoco fermo, curata da Cesare Biasini Selvaggi

White Entropy: Jacopo Di Cera porta a Malpensa l’immensità silenziosa delle montagne e il loro fragile equilibrio

Ed è proprio grazie al lavoro di Jacopo Di Cera che si spiega ai nostri occhi l’immensità di infinite distese di bianco. White Entropy è il titolo della mostra personale dell’artista, visitabile fino al 31 marzo 2026 presso il PhotoSquare dell’Aeroporto di Milano Malpensa.

Michelangelo e Bologna: il dialogo silenzioso che ha forgiato un nuovo linguaggio scultoreo, a Palazzo Fava

Due momenti di confronto e formazione che hanno avuto un enorme impatto sul divin artista raccontati attraverso un meticoloso percorso espositivo, inaugurato lo scorso 14 novembre e visibile fino al 15 febbraio a Palazzo Fava, grazie al quale possiamo apprezzare il muto dialogo instaurato dal Buonarroti con i rilievi della Porta Magna di San Petronio di mano di Jacopo della Quercia.

Seguici su Instagram ogni giorno