Daniel Arsham sotto accusa: un artista inquisito per aver licenziato un dipendente pro-sindacato.

L’artista statunitense Daniel Arsham è finito nella bufera. Arsham, noto per i suoi lavori che sfocano i limiti tra arte, architettura e performance, è stato infatti accusato di aver violato le normative nazionali sulla tutela dei lavoratori, licenziando un dipendente come ritorsione per la sua attività sindacale. Il fatto è stato documentato in un reclamo presentato martedì da un direttore regionale di Brooklyn della National Labor Relations Board, l’organismo statunitense preposto alla tutela dei diritti dei lavoratori.

Le accuse si sono intensificate nel novembre 2023, periodo in cui i dipendenti dello studio artista, la Daniel Arsham, Inc., hanno deciso di aderire al sindacato Wholesale and Chain Store Food Employees Union, Local 338. Secondo quanto emerso dal reclamo, prima dell’unione sindacale, Arsham avrebbe infranto il National Labor Relations Act, convocando i suoi dipendenti per un incontro presso la sua sede centrale di Long Island City. L’intento di questa convocazione sarebbe stato quello di esporre i dipendenti a discorsi contrari alla sindacalizzazione, secondo le parole di un portavoce della National Labor Relations Board.

Non solo. Il reclamo sostiene inoltre che un consulente del lavoro avrebbe minacciato un’attuazione più rigorosa delle politiche nel caso in cui i dipendenti avessero votato a favore dell’unione sindacale, lasciando intendere che avrebbero potuto essere licenziati in caso di violazioni delle stesse. A sostegno di tale accusa è stato citato l’esempio di un dipendente che è stato disciplinato e successivamente licenziato, a causa del suo sostegno verso l’associazione sindacale.

Dopo un’indagine svolta sul luogo di lavoro, le accuse sono state ritenute credibili dal direttore regionale della NLRB di Brooklyn, che ha preso dunque l’iniziativa di presentare il reclamo. Come primo passo, l’ufficio del direttore regionale cercherà di raggiungere un accordo tra lo studio e i suoi impiegati. L’auspicio è che Arsham si impegni a effettuare una serie di azioni, tra cui una riunione nella quale leggere un avviso sui diritti dei dipendenti, l’affissione e la distribuzione elettronica dello stesso, una formazione obbligatoria con la NLRB di Brooklyn per tutti i manager riguardo ai diritti dei lavoratori, e un risarcimento per il dipendente “ingiustamente” licenziato, per i salari e i benefici perduti.

In calce al reclamo, un ulteriore punto cruciale. Arsham è chiamato a presentare scuse ufficiali al lavoratore coinvolto, sotto forma di lettera. Se un accordo tra le parti non sarà raggiunto, un’udienza con il giudice amministrativo del NLRB si terrà il 15 ottobre a Brooklyn per dirimere la controversia.

Da parte sua, ARTnews ha provato a contattare lo studio di Arsham per ottenere un commento in merito all’accaduto. Al momento della stesura di questo articolo, non ci sono ancora risposte ufficiali da parte dell’artista.

Punto quindi emblematico nella sua carriera, il caso Arsham mette in luce le possibili complessità del mondo dell’arte moderna e contemporanea non solo sotto l’aspetto estetico, ma anche nelle sue implicazioni etiche e sociali. Per il momento, tutto è ancora in sospeso. Come in uno dei suoi lavori, sembra che Arsham stia attraversando un periodo di fusione tra passato, presente e futuro, con un esito ancora tutto da definire.

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