Deculturazione e Ignoranza in Atto: Statua di Anne Frank ad Amsterdam Violentata Dallo Sfregio per la Seconda Volta in un Mese

Ancora una volta, i soffioni della memoria hanno visto la turbolenta intemperanza dell’intolleranza. La statua di Anne Frank ad Amsterdam, simbolo universale di una vita segnata dallo sterminio nazista, è stata vittima per la seconda volta in un mese dello spregevole vandalismo.

Il 4 agosto, esattamente 80 anni dopo il giorno in cui la giovane ebrea venne arrestata e deportata dai nazisti, un passante notò scritte rosse sul piedistallo sottostante alla statua di Anne Frank: le parole “free Gaza”. Inoltre, le mani della stessa erano tinte di rosso. Tuttavia, l’allarmante episodio di stigma pubblico non si è limitato a questo: un totale di sei monumenti attraverso la città vennero infatti deturpati, inclusa la statua di Mahatma Gandhi su Churchill-laan street e il monumento di Apollolaan dedicato ai combattenti della resistenza della Seconda Guerra Mondiale.

L’amara ironia di questa sicuramente ignobile operazione sta nel cercare, macchiando di rosso le mani di Anne Frank, di attribuirle una colpa, una responsabilità, evocando l’idioma comune per indicare chi è responsabile della morte di un altro: avere “le mani sporche di sangue”.

Dopo la scoperta, la polizia di Amsterdam ha confermato l’attacco e ha avviato un’indagine, ancora in corso. Nessun sospetto è stato ancora arrestato. Il vandalismo, tuttavia, non è durato a lungo: secondo una relazione del canale di notizie di Amsterdam AT5, la statua è stata rapidamente pulita dal servizio di emergenza municipale.

Una precedente profanazione dell’importante monumento era avvenuta lo scorso 9 luglio, quando venne ritrovata con la parola “Gaza” scritta in rosso sulla sua base. A seguito di tale episodio, la sindaca di Amsterdam, Femke Halsema aveva espresso la sua vergogna verso l’ignoto responsabile, sottolineando come “nessun palestinese sia stato aiutato nel deturpare una statua così preziosa”.

Con un sentimento di rivolta e di richiesta di tutela del patrimonio storico e culturale, Chanan Hertzberger, presidente della Consultazione Ebraica Centrale, ha esortato le forze dell’ordine a dare priorità alla ricerca dei responsabili. Altri hanno suggerito l’installazione di una telecamera di sorveglianza in prossimità della statua.

Parallelo al crescere del timore per un aumento dell’antisemitismo, la casa del direttore del Museo di Brooklyn, Anne Pasternak, è stata presa di mira da vandali con messaggi antisemiti.

Il bronzo che ritrae Anne Frank, opera di Jet Schepp, è stato svelato nel 2005 nella piazza Merwedeplein di Amsterdam, dove la giovane visse dal 1933 al 1942. Essa rappresenta l’adolescente che porta con sé i suoi averi, mentre si dirige verso il rifugio della sua famiglia e si volta a guardare una ultima volta la sua casa d’infanzia. Un’immagine che, come il suo diario, ha attraversato i confini e il tempo per parlare delle atrocità commesse durante l’Olocausto, e che è diventato un simbolo universale della resistenza umana contro l’oppressione e l’ingiustizia.

Attualmente, la necessità imperativa è far sì che la memoria storica non sia profanata, custodendo con la massima cura i luoghi in cui essa risiede e risvegliando periodicamente la coscienza collettiva sull’importanza e i valori che essa rappresenta.

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