Dentro Mega Art Fair 2026: la fiera “ibrida” che sfida il Miart tra Barona e Design Week

Spazio Profumo, un tempo fabbrica di essenze, oggi dispositivo culturale in cui far convivere arte, musica e spettacolo. Questo luogo, nel cuore di Barona, che incarna l’anima industriale di Milano, è la sede di Mega Art Fair 2026.

La fiera ancella di Miart, giunta alla sua terza edizione, ha scelto un luogo fortemente evocativo e caratterizzante per ospitare le oltre 30 gallerie partecipanti. Il programma è stato prolungato (dal 15 al 25 aprile), inserendosi perfettamente a cavallo tra Art Week e la “colossale” Design Week. Il numero delle gallerie è cresciuto esponenzialmente in due anni, passando dai circa 10 espositori dell’edizione inaugurale (era il 2024), agli oltre 30 dell’edizione corrente, testimonianza del fascino mostrato dal format, e probabilmente anche dai costi di partecipazione più contenuti rispetto al Miart. 

Non ci sono stand e confini netti tra le varie gallerie (molte delle quali internazionali, con una discreta presenza di realtà extra-UE), creando quell’atmosfera da mostra collettiva in cui colore, pratiche e linguaggi si mescolano stimolando la curiosità e quel senso di scoperta che molto spesso manca nelle fiere tradizionali a favore di logiche puramente commerciali. 

L’atmosfera rilassata e gli spazi fluidi di Mega contrastano nettamente con la calca e quella sensazione soffocante e labirintica del piano 0 (sezione Established) del Miart, favorendo dialogo e una fruizione più serena. L’edizione 2026 ha affiancato alla Main Section, Video Programme, dedicato alle pratiche basate sull’agire del  tempo, City of Glass (ispirata al romanzo di Paul Auster), sezione che coinvolge nel processo espositivo collezionisti provenienti dall’intera penisola, e collaborazioni con Harlesden High Street. 

Inoltre la fiera si è arricchita di premi e acquisizioni, tra cui il Because of Many Suns – Collezione Taurisano Acquisition Prize e il Premio Collezione Edoardo Barboni, a sostegno degli artisti emergenti. I 10 giorni di fiera, con chiusura quotidiana a mezzanotte (orario sui generis per una fiera d’arte), sono scanditi da talk, performance, workshop e momenti di condivisione (aperitivi, cene, dj set), che, insieme alla natura ibrida della location, giocano un ruolo essenziale per far emergere e coniugare al meglio tutte le sue anime. 

Open gallery hallway with a tall, spiraling metal sculpture centerpiece and paintings along the left wall; large windows on the right flood the space with light.

Le opere, il fulcro intorno a cui si muovono e vengono giustificati gli eventi collaterali, hanno un price range che va da circa mille euro fino a raggiungere quota 20mila. La qualità, non sempre eccelsa, viene compensata dal piacere della scoperta di artisti giovani e proposte originali. Mega sta mostrando un’anima differente che alle volte paga, altre sfiora un’originalità fine a sé stessa. Il format e la scelta delle location sono il tratto caratterizzante dell’evento, sia in questa edizione che nelle scorse, ed è proprio la scelta delle varie sedi l’aspetto più interessante e azzeccato dell’evento. Tutto ciò pone Mega su un piano differente rispetto ad altre fiere di settore, un luogo in cui orientarsi non è sempre semplice, per via di un’identità claudicante ed una linea curatoriale non proprio chiara, ma in ogni caso molto piacevole. 

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Andrea Cacàci
Andrea Cacàci
Art dealer e gallery manager presso la Galleria 1/9unosunove di Roma. Laureato in Storia dell’Arte all’Università “La Sapienza” di Roma e con un master in Art Management presso la Luiss BS. Ha sempre dedicato un’attenzione particolare all’arte contemporanea e ultra contemporanea, alle sue dinamiche e al punto d’incontro tra arte ed economia.

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