Se un libro non si giudica dalla copertina, la nuova collezione Book Cover di Dior non lascia spazio all’immaginazione. L’iconico modello della tote bag diventa la tela per delle vere e proprie opere d’arte: le copertine dei romanzi più celebri diventano il soggetto della nuova capsule primavera-estate della maison parigina reinterpretando il rapporto tra l’editoria e il mondo del fashion.
Dall’Ulisse di Joyce a Le fleur du mal di Baudelaire, ogni copertina racconta molto più della sua sola estetica: pagine e pagine di romanzi che hanno fatto sognare e innamorare intere generazioni, rivivono con le particolarità che le hanno rese uniche e indimenticabili negli anni.
Immersa nelle boutique lungo le romantiche rive della Senna, la campagna promozionale è realizzata in collaborazione con i fotografi Angèl Châtenet e Denis Westhoff (figlio dell’autrice Françoise Sagan) e coinvolge librai, scrittori, editor e attori di tutto il mondo per rendere gli scatti genuini e intensi. Brevi videoclip riprendono i modelli improvvisati che girovagano per le bancarelle, alla ricerca delle edizioni più belle dei libri preferiti, per poi leggerli distrattamente passeggiando o comodamente rilassati su un muretto.
Il claim An homage to the joy of reading cattura l’essenza della collezione: la sensazione di leggerezza e allegria che avvolge chi legge si sposa perfettamente con il modello pratico e colorato della tote bag, che in questo caso è un prolungamento materiale delle nostre passioni. Dalle anime piú pop, con i colori sgargianti di Dracula e Cold blood, a quelle piú delicate di Madame Bovary e Bonjour tristesse, la collezione Book Cover accoglie letteratura e gusto in un unico prodotto rinnovandone l’estetica.
Maria Grazia Chiuri, ex direttrice creativa del brand, porta per la prima volta in passerella il modello della Tote Book Bag, decorata artigianalmente con una speciale tecnica tridimensionale, che riporta su tutta la superficie il pattern Dior Oblique e la nomina it bag del 2018.
La tote bag è oggi uno degli accessori più cult del momento e come dice il nome stesso, nasce per essere una borsa capiente e resistente per trasportare oggetti più ingombranti rispetto al contenuto di una pochette. Lanciata negli anni ’40 dal marchio L. L. Bean, viene progressivamente ridisegnata lasciando che il design e la creatività la rendano sempre piú di tendenza; i modelli si moltiplicano velocemente, da quelli a tracolla a quelli a secchiello, in pelle o con accessori di lusso.
La libreria The Strand la utilizza per la prima volta negli anni ’80 come strumento di marketing, pubblicizzando la sua attività con lettering e grafiche stampate, affermandosi come elemento distintivo di una città, New York, e di un orientamento culturale. Quella che domina il mercato oggi è una bag che comunica: parla di un senso di appartenenza, di dichiarazioni e di credo di ogni genere.
Questa collezione si posiziona tra il lusso dell’alta moda e l’oggetto popolare a cui si ispira. L’arte è da sempre venuta in soccorso alla moda, talvolta instaurando un rapporto diretto di reciproca influenza, altre volte trovando in essa il linguaggio per esprimere nuove correnti e pensieri. In questo caso il libro viene decontestualizzato come nel ready-made duchampiano, lasciando peró ancora una traccia della sua vocazione: chissà se una semplice tote bag può accogliere storie, pensieri e sogni proprio come le pagine di un libro.



