Tra le pieghe della storia del teatro non vi è figura più affascinante di Eleonora Duse. Nacque il 3 ottobre a Vigevano, mentre i genitori, attori girovaghi, erano in tournée. Una destinazione prestabilita ma non meno eccezionale.
Una fotografia del 1880 la ritrae con un sorriso vivace e pieno di curiosità, le braccia poggiate sui fianchi quasi a sfidare il mondo intero. Di appena 22 anni, emerge nelle vesti della Locandiera di Goldoni. Questa immagine è il primo atto del mito contemporaneo che sta per nascere.
Passiamo alle sale successive. Qui ci accoglie un ritratto diverso, quello realizzato da Arnold Genthe, celebre ritrattista newyorkese, nel 1923. La Duse appare diversa. Ha 66 anni, gli occhi guardano offuscati verso un punto indefinito, quasi come se stesse scrutando con distacco la sua stessa storia. Eleonora per tutti è ormai la regina osannata, protagonista indiscussa dei palcoscenici di tutto il mondo. Offre, in questo ritratto, l’essenza naturale della diva.
Fra questi due momenti temporali, si svolge la storia di un’artista incredibile. Una carriera vissuta con ostinazione e coraggio, che si conclude il 21 aprile 1924, quando, durante una trionfale tournée negli Stati Uniti, Eleonora abbandona per sempre le scene.
Questi due ritratti racchiudono perfettamente la chiave di un’esposizione organizzata per celebrare l’indimenticabile Eleonora Duse. La mostra, allestita fino al 31 ottobre a Palazzo Cini, si inserisce nell’ampio quadro di wvents organizzati dalla Fondazione Cini per il centenario della morte dell’attrice. Ameremo percorrerla, da quell’immagine giovanile di sfida, alla matura teatralità di un’interprete sublime eppure tanto umana e autentica.
Charlie Chaplin la definì “la più grande artista” che avesse mai visto. Un’opinione condivisa da molti. L’esposizione dedicata alla Duse rappresenta un viaggio emozionale tra la dimensione intima e la scena, svelando l’artista che si celava dietro le luci della ribalta e mettendo a nudo il percorso emozionale di quella che ricordiamo come “mito contemporaneo”.
Con le sue contraddizioni, i suoi geniali colpi di scena, i drammi e le commedie della vita, Eleonora Duse si impone non solo come un’enorme figura del teatro, ma anche come un intrigante soggetto di studio. Attraverso quest’esposizione, viene proposto allo spettatore un viaggio attraverso la vita straordinaria e intensa dell’attrice, mettendo in luce la grandezza di una figura capace di creare un nuovo canone teatrale e mostrarci quanto sia concreto e tangibile il concetto di “mito contemporaneo”.
Vivendo un’intensa metamorfosi nel corso della vita, la Duse è un esempio di come l’arte sia in continua evoluzione, un processo dinamico che crea, distrugge e si ricrea, offrendoci la possibilità di analizzare la figura dell’artista sotto una nuova e diversa prospettiva. Il visitatore è spinto a riflettere non solo sulle singolarità di un grande talento, ma anche su come tali talenti contribuiscano a plasmare e dare voce alla società contemporanea.
L’esposizione dedicata a Eleonora Duse ci ricorda quanto sia fondamentale riscoprire le figure che hanno lasciato un’impronta indelebile nel panorama culturale. Ricordarle, studiarle, apprezzarle, è un processo necessario non solo per mantenere viva la loro memoria, ma anche per comprendere a fondo il senso dell’arte e del teatro come antenne delle società in cui viviamo.
Eleonora Duse, mito del contemporaneo, continua a vivere nei suoi ritratti, con quella curiosità fiduciosa del 1880 e lo sguardo rivolto il mistero del 1923. Ricordarla, attraverso questa buona pratica di valorizzazione del patrimonio artistico, la rende eterna.


