“Etereo”: un’indagine oltre il tangibile di Olga Lepri a Maddaloni

Quando l’arte smette di descrivere la realtà e inizia a suggerirla, si apre uno spazio in cui l’immaginazione trova nuova vita. Nella mostra “Etereo” di Olga Lepri, curata da Maria Giuseppa De Filippo, dal 7 settembre al 5 ottobre 2024 al Museo Archeologico di Calatia a Maddaloni, questa tensione tra il visibile e l’invisibile prende forma in una serie di opere che sembrano emergere da una zona di confine, dove le figure sono frammenti di un linguaggio interiore. Lepri gioca con l’ambiguità, creando una narrazione fatta di accenni e silenzi, dove il processo creativo si rivela come un atto di scoperta costante, alla ricerca di ciò che resta nascosto dietro la superficie delle cose.

Formatasi tra Venezia e Bruxelles, Olga Lepri esplora nelle sue opere un ampio repertorio figurativo che richiama influenze della pittura fiamminga e manierista. Attraverso una tecnica stratificata, densa di rimandi culturali, l’artista rielabora soggetti tradizionali in chiave contemporanea, interrogandosi sulla percezione e sulle possibilità del “vedere” oltre il tangibile. La mostra si inserisce perfettamente negli spazi del Museo, con i suoi elementi barocchi che dialogano con le opere di Lepri, evocando un percorso tra memorie storiche e nuove interpretazioni.

“Etereo” si presenta come una riflessione sulla tensione tra corporeità e astrazione, un’indagine sull’essenza del vivere che emerge da figure antropomorfe dai tratti bestiali, creature simboliche che si manifestano su carta e tela, dando forma a un immaginario onirico. Le opere, dalle “Cecità” a “Marina”, esprimono una ricerca che va oltre il visibile, proponendo una prospettiva inedita sulla rappresentazione del corpo e del paesaggio, intesi come fenomeni in costante mutamento e in equilibrio precario con la realtà.

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