Etica e Finanza, a Milano le opere di Giuseppe Ripa all’Associazione Private Banking 

Se esistesse una traduzione chimica di Arte e Finanza, sarebbe la formula di Ossigeno e Idrogeno, ovvero, due elementi che creano un varco aerobico ma anche una contaminazione asfissiante se i dosaggi pendono troppo su uno anziché l’altro. Questo perchè la retorica morale attorno alla Finanza non permette valutazioni sempre lucide, al contrario si cade spesso nel pensiero speculativo e nella pura analisi algoritmica dei fattori di realtà, disperdendo quel codice d’intervento sul mondo che talvolta crea risultati virtuosi su etica sociale ed evoluzioni comunitarie.

AIPB (Associazione Italiana Private Banking) è un’associazione che realizza quel ponte di raccordo “chimico” tra idee e denaro, tra investimenti e conseguenze generative sulla società. Il loro è un ruolo di sponda che accoglie la riflessione nel processo finanziario, quasi a trasformare la consulenza in un nuovo metabolismo decisionale, affinché le connessioni produttive non restino nel margine d’investimento ma accrescano la risonanza etica del flusso monetario.

Se di alchimie stiamo parlando, mi permetto di segnalare un giusto equilibrio chimico nella sede milanese di AIPB: i suoi spazi di rappresentanza ospitano il progetto firmato Giuseppe Ripa, artista che dal mondo finanziario giunge e che della fotografia ha fatto il suo mantra d’accesso estetico al mondo. Il suo lungo percorso, costellato da sette volumi tematici editi da Charta, viene oggi suggellato da questa mostra e dal volume (Dario Cimorelli Editore) che ne completa la presenza allestitiva.

Giuseppe Ripa Untitled (Open House)

Il progetto “Politico” è il frutto di una ricerca antropologica lungo il paesaggio costiero italiano. Dal 2011 Ripa si pone un interrogativo etico attraverso l’uso tradizionale di una fotografia che documenti le molteplici nature dello scarto globale. Le sue immagini definiscono un mondo che sta captando e decodificando l’assenza umana: perché ogni fotografia mostra oggetti consumati dal mare, rifiuti e frammenti in abbandono, un infinito vocabolario di materiali senza nobiltà feticistica, puro scarto di una società che celebra le funzioni della forma dimenticando, troppo spesso, il valore essenziale della materia, la vita che animava le cose, la fatica per diventare quel tipo di oggetto prima dell’abbandono. Da qui l’idea che lo sguardo sia tenacemente POLITICO davanti alla natura liminale delle forme silenti, davanti a volumi resistenti che certificano la sconfitta ecologica, davanti a paesaggi in cui l’incuria non celebra qualità morali ma puro disagio collettivo. Sono forme che invitano a scovare la metafora dietro l’apparenza, la qualità poetica dietro un approccio minimale ed esteticamente impeccabile. Lo sguardo sui rifiuti costieri diventa politico nel preciso istante in cui esce dagli ideologismi per sottolineare la perdita degli equilibri sociali, l’invadenza del marcio sui luoghi che meriterebbero cura, come se quel senso di perfezione sospesa delle immagini, amplificato da un’armonia di equilibri apparenti, fosse sul punto del definitivo collasso. 

Giuseppe Ripa, Untitled (Leviathan).

Godersi il percorso espositivo negli uffici di AIPB cambia il presupposto mondano di una sede istituzionale, sottolineando il peso monitorabile di una fotografia etica, ricreata in un luogo dove le opere si mimetizzano su pareti, vetrate, monitor e tavoli. L’intento non era quello di trasformare la vita quotidiana del posto quanto di condizionare i processi emotivi dello sguardo, levitando senza ingombro fisico, evocando contenuti mentre il calendario segue la natura primaria degli uffici. Qui dentro l’arte non intende decorare ma affermare un’urgenza ambientale, un climax semantico che sta producendo valutazioni a margine, talvolta omogenee ai briefing del momento, altre volte in un contrasto altrettanto utile nel profilo dei consulenti con relativi associati. Al dunque si tratta di un pattern artistico che si astrae dalla finanza live per aprirsi alla globalità dei macrotemi, a quegli investimenti sul lungo termine che, forse, ci salveranno da qualche plausibile catastrofe. E comunque, a prescindere dai risultati sul mondo, l’idea che qualche associato si sintonizzi sui paesaggi di Ripa rafforza il sistema immunitario della stessa fotografia, ampliando la natura formativa delle opere oltre l’informazione.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

UPRISE, la vertigine di Fabio Giampietro alla Porta di Milano

È in questo conteso che Fabio Giampietro (Milano, 1974) interviene con precisione quasi chirurgica attraverso Uprise, opera site specific presentata nell’ambito del programma Nice to Meet You promosso da SEA Aeroporti Milano, con il coordinamento di Chiara Alberghina e curato da MEET Digital Culture Center sotto la direzione di Maria Grazia Mattei.

Cosa vedere a Paris Internationale Milano 2026: gallerie, artisti e location

Quasi a cerniera tra la Milano Art Week che chiude domenica e la Design Week che ufficialmente apre lunedì ma ha già anticipato nel fine settimana alcune preview (su tutte: Alcova, e ne parleremo anche qui su Artuu), approda a Milano, da sabato a martedì, Paris Internationale, la fiera che a Parigi ha cercato di scardinare certe logiche paludate del mercato per puntare sul “senso di comunità” delle gallerie, mestiere sempre più complicato di questi tempi. 
Gianluca Marziani
Gianluca Marziani
Gianluca Marziani (Milano, 1970) vive tra Roma e Ibiza. Dagli anni Novanta è ideatore e curatore di mostre d’arte contemporanea. Dopo aver diretto per dieci anni Palazzo Collicola Arti Visive a Spoleto, ha appena fondato, assieme a Stefano Antonelli, SAM Street Art Museum, il primo museo italiano dedicato alle culture ed espressioni urbane. Con Antonelli si occupa di Banksy in maniera scientifica e strutturata: un libro (Giunti, Rizzoli Publishing) uscito in oltre 25 nazioni, circa 30 mostre realizzate e una quindicina di cataloghi monografici, oltre ad un’uscita del libro in tre volumi con il Corriere della Sera e un calendario, sempre col Corriere, in uscita per il 2024. Ha fondato, sempre con Antonelli, la scuola RNARoma New Art Academy e la collana editoriale Matsutake Books Lab. Ha collaborato con il Festival dei Due Mondi per nove edizioni e con la Biennale di Venezia Arte nel 2011. Ha diretto la Fondazione Rocco Guglielmo. Ha curato il Premio Terna e il Premio Celeste. Ha scritto numerosi saggi, monografie e cataloghi tematici. Ha insegnato allo IED di Roma e in molteplici seminari accademici. Ha collaborato con “La Stampa”, “Specchio”, “Panorama”, “Style”, “Numéro”, “L’Espresso”, oltre ad aver scritto per Flash Art e molte altre riviste d’arte. Tiene una rubrica su Dagospia dal titolo “Un Marziani a Roma”. Per i tipi di Red Star Press è in uscita il suo libro “L’arte raccontata ai bambini”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui