Euphonia. L’armonia della memoria: Ferrante Anguissola tra voce, genealogia e tempo

Di fronte a Euphonia non si entra semplicemente in un album: si attraversa una genealogia dello sguardo e dell’ascolto. Detto Ferrante Anguissola porta nel proprio nome un’eredità che precede la musica e la attraversa: quella di Sofonisba Anguissola, pittrice rinascimentale tra le più luminose e atipiche del Cinquecento europeo. Prima donna a ottenere un riconoscimento internazionale in un sistema dominato dagli uomini, Sofonisba seppe trasformare il ritratto in uno spazio di relazione, di intimità psicologica, di silenziosa rivelazione. Nei suoi dipinti non c’è mai ostentazione, ma un’attenzione radicale alla misura, all’equilibrio tra forma e sentimento, tra disciplina e libertà espressiva.

È proprio questa qualità, traslata nel dominio del suono, a costituire il nucleo poetico di Euphonia. Il titolo stesso, di origine greca, rimanda alla bellezza armonica del suono, a una consonanza naturale tra voce, musica ed emozione. Non un virtuosismo fine a se stesso, ma un fluire coerente, necessario, che trova nella semplicità una forma alta di complessità.

Sofonisba Anguissola particolare

Ferrante Anguissola, nato a Cremona nel 1932, arriva a questo disco a 93 anni con la naturalezza di chi non ha più nulla da dimostrare e tutto da raccontare. Cantautore, imprenditore, navigatore, viaggiatore instancabile, Anguissola ha attraversato epoche e linguaggi senza mai perdere il contatto con le proprie radici. La musica, presente fin dall’adolescenza, non è mai stata per lui un territorio separato dalla vita, ma una sua diretta emanazione. Euphonia nasce infatti come album intimo e narrativo, attraversato dalla memoria dei luoghi, dei corpi d’acqua, degli amori, delle assenze, delle attese.

La collaborazione con Mauro Paoluzzi – produttore tra i più rilevanti del panorama italiano, Premio Tenco 2024 come miglior produttore e arrangiatore – si rivela decisiva nel dare forma a questo racconto. Paoluzzi lavora per sottrazione, con arrangiamenti essenziali e una cura timbrica che accompagna la voce di Ferrante senza mai ingabbiarla. Il risultato è un disco che respira, che lascia spazio al silenzio e alla parola, alla fragilità come valore espressivo.

Le dieci tracce di Euphonia compongono un atlante emotivo e biografico. I Fiumi di Lombardia, primo singolo e revisione di un brano scritto a soli 17 anni, è un omaggio al territorio e alle radici familiari, dedicato esplicitamente a Sofonisba Anguissola: l’acqua come memoria che scorre, come tempo che non cancella ma trasforma. Sinfonia di mare e Risacca portano l’ascoltatore in una dimensione marina, dove l’amore è movimento, distanza, ritorno. Einsamkeit, ballata in tedesco sulla solitudine dell’attesa, e le sue variazioni (Sailor’s Woman Ballad) ampliano il registro linguistico ed emotivo, mentre Song for Rebecca e La magia della voce rivelano la dimensione più raccolta e meditativa del disco.

Non manca uno sguardo luminoso e ironico (È tornata l’allegria), né il ritorno alla giovinezza (Margherita in bicicletta), fino alla scelta significativa di musicare un testo di Gianni Rodari, Il dromedario e il cammello, critica gentile e affilata all’autoreferenzialità dello sguardo umano.

La copertina, realizzata dalla figlia Cinzia Anguissola, raffigura la costellazione nettuniana dei pesci, segno zodiacale di Ferrante. Un’immagine che funziona come mappa simbolica dell’album: la musica come emanazione astrale, come traiettoria che parte da radici antiche e attraversa il silenzio cosmico per raggiungere l’ascoltatore.

In Euphonia la discendenza non è mai nostalgia, ma continuità vitale. Così come Sofonisba Anguissola seppe affermare una voce autonoma dentro una tradizione, Ferrante Anguissola trasforma la memoria in canto presente. La sua poetica è quella di un’armonia conquistata, non data: un equilibrio tra vissuto e forma, tra storia personale e respiro collettivo. Un disco che non chiede attenzione, ma la riceve, con la discrezione delle opere destinate a durare.

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Paola Martino
Paola Martino
Giornalista, appassionata di lingua araba e di arte, vive a Milano. Per focusmediterranee.com e il giornale off scrive per la sezione Culture, soffermandosi su artisti, mostre, eventi e progetti culturali che non hanno confini. Per lei, infatti, la cultura è un mezzo per migliorare il dialogo e la conoscenza reciproca, anche tra le due sponde: Sud Europa e Nord Africa. Si è diplomata in lingua e cultura araba all’Ismeo di Milano e ha lavorato come giornalista radiofonica e per diverse testate.

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