Fantatalk alla Quadriennale: il valore dell’immagine tra memoria e presente

All’interno della 18a Quadriennale d’arte di Roma, la fotografia viene messa al centro di una riflessione collettiva che ne indaga il ruolo nell’arte contemporanea, nella comunicazione visiva e nella costruzione del pensiero culturale. In un tempo dominato dalla produzione e dalla circolazione incessante di immagini, si rende necessaria una rilettura della fotografia non più solo come strumento di rappresentazione, ma come linguaggio critico capace di rivelare nuovi significati e di agire sulla realtà.

È in questo contesto che si inserisce “Il tempo delle immagini”, appuntamento del ciclo Fantatalk, in programma giovedì 18 dicembre alle ore 18.30. La conversazione si sviluppa a partire dalla sezione omonima della Quadriennale, curata da Emanuela Mazzonis di Pralafera, e propone una discussione aperta sui significati, le trasformazioni e le implicazioni etiche dell’immagine fotografica oggi.

All’incontro partecipano José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Curia romana, Francesca Cappelletti, Direttrice della Galleria Borghese, lo storico Giordano Bruno Guerri, lo storico dell’arte Claudio Strinati e la stessa Emanuela Mazzonis, in dialogo con Andrea Lombardinilo, presidente della Fondazione La Quadriennale di Roma. Modera Nicolas Ballario, giornalista e conduttore esperto di arte contemporanea.

L’iniziativa si concentra su una domanda centrale: che cosa significa oggi fotografare? Nel passaggio dall’immagine analogica a quella digitale, dalla fotografia documentaria a quella concettuale, l’atto del fotografare ha perso l’illusione di oggettività e ha assunto una funzione di costruzione, selezione e interpretazione del reale. In questo passaggio, si evidenzia il carattere instabile e ambiguo dell’immagine, il suo potere di suggerire più che di mostrare, di evocare più che di spiegare.

Il talk non affronta il medium fotografia in modo tecnico o specialistico, ma lo considera come dispositivo culturale e sociale, profondamente legato al nostro modo di percepire il tempo, la memoria, l’identità. In un’epoca in cui la presenza visiva è pervasiva e spesso svuotata di significato, il valore simbolico dell’immagine sembra in crisi. È proprio in questa crisi che si apre la possibilità di ripensarne il ruolo e le potenzialità.

Fantatalk nasce per questo: creare occasioni di confronto trasversale, mettere in relazione l’arte con saperi e discipline differenti, senza temere di uscire dai confini della critica tradizionale. Il format prende ispirazione da una celebre frase del filosofo Manuel Sérgio, ripresa da José Mourinho: “Chi sa solo di arte, non sa niente di arte”. L’obiettivo è esplorare l’arte come fenomeno culturale integrato, non separato dalla vita pubblica e dalle altre forme di espressione.

Ogni incontro del ciclo coinvolge i curatori delle sezioni della Quadriennale insieme a personalità di rilievo provenienti da ambiti diversi, in un laboratorio aperto che rinnova il senso del fare arte oggi. Dalla religione alla scienza, dalla filosofia alla musica, Fantatalk cerca di attivare sguardi critici e pluralità di lettura, restituendo complessità e profondità al discorso artistico.

“Il tempo delle immagini” si inserisce quindi nel programma della 18a Quadriennale non come evento parallelo, ma come strumento di approfondimento concettuale, utile a comprendere il significato dei percorsi espositivi e delle scelte curatoriali. Il dialogo tra ospiti con formazioni e visioni differenti permette di interrogare il presente attraverso l’arte, senza rinunciare alla dimensione pubblica e collettiva del pensiero culturale.

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