Filo e Vetro ad Altare: quando la fragilità diventa linguaggio

Ad Altare il vetro incontra il filo: cinque artiste riscrivono la memoria della materia

Ad Altare in provincia di Savona, dove la tradizione vetraria rappresenta ancora un sapere vivo più che un’eredità da conservare “sottovetro”, il contemporaneo torna a interrogare la materia. Al Museo dell’Arte Vetraria Altarese è visitabile fino al 12 luglio Filo e Vetro. Dialoghi contemporanei tra materia, spazio e memoria, mostra inserita nella XIV edizione di Altare Vetro Arte, a cura di Giuse Maggi e Michela Murialdo in collaborazione con il Comitato Tecnico Scientifico del museo.

Il progetto mette in dialogo cinque artiste – Silvia Levenson, Laura GuildA, Cristiane Geraldelli, Federica Rindone e Loredana Mantello – chiamate a confrontarsi con due materiali solo apparentemente distanti: il filo e il vetro. Entrambi fragili e resistenti, entrambi capaci di tracciare connessioni, custodire memorie e attraversare il tempo.

Tra le voci più interessanti della mostra emerge quella di Laura GuildA, artista nata a Berlino e formatasi tra la NABA e l’Accademia di Brera, la cui ricerca intreccia pratiche tessili, installazione e sperimentazione materica. Tessitura, cucitura, annodatura, incisione su vetro e specchio diventano nel suo lavoro strumenti di pensiero prima ancora che tecniche espressive, in una riflessione che attraversa identità, vulnerabilità, sovrapproduzione e dimensione interiore.

La presenza di GuildA appare particolarmente significativa nel contesto di Filo e Vetro: il suo approccio lento e meditativo al fare manuale entra infatti in risonanza con il patrimonio artigianale altarese, trasformando il gesto in memoria e la materia in racconto. Accanto a lei, Silvia Levenson lavora sui temi della memoria e delle relazioni umane attraverso il vetro come dispositivo narrativo, Cristiane Geraldelli indaga il rapporto tra forma e percezione, mentre Federica Rindone e Loredana Mantello sviluppano poetiche in cui materia, spazio e dimensione simbolica si intrecciano.

Più che una semplice collettiva, Filo e Vetro è come un esercizio di attraversamento: tra discipline, saperi e temporalità differenti, in un luogo che continua a mettere in relazione la tradizione del vetro con le urgenze del presente.

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Paola Martino
Paola Martino
Giornalista, appassionata di lingua araba e di arte, vive a Milano. Per focusmediterranee.com e il giornale off scrive per la sezione Culture, soffermandosi su artisti, mostre, eventi e progetti culturali che non hanno confini. Per lei, infatti, la cultura è un mezzo per migliorare il dialogo e la conoscenza reciproca, anche tra le due sponde: Sud Europa e Nord Africa. Si è diplomata in lingua e cultura araba all’Ismeo di Milano e ha lavorato come giornalista radiofonica e per diverse testate.

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