A Firenze, all’interno del processo di trasformazione di Manifattura Tabacchi, inaugura MOTEL, un nuovo spazio eventi che si configura fin da subito come dispositivo culturale ibrido, capace di tenere insieme memoria industriale, progettualità contemporanea e apertura alla città. Presentato il 18 marzo 2026 alla presenza delle istituzioni e dei protagonisti del progetto, MOTEL nasce al piano terra dell’edificio B3 come un ambiente flessibile e dinamico, pensato per accogliere una pluralità di usi e linguaggi.
Più che una semplice location per eventi, MOTEL si propone come un contenitore aperto, uno spazio in trasformazione continua che trova la propria identità nella relazione con chi lo attraversa. La sua natura temporanea – attiva per i prossimi due anni, prima del completamento della rigenerazione dell’intero complesso – rafforza questa dimensione sperimentale, rendendolo un luogo di passaggio, incontro e produzione culturale.
Il nome stesso, ispirato ai motel americani nati lungo le autostrade, suggerisce un’idea di transito e attraversamento: uno spazio in cui storie, progetti e visioni si incrociano, generando connessioni impreviste. In questo senso, MOTEL si inserisce pienamente nella logica di Manifattura Tabacchi, che negli ultimi anni ha ridefinito il proprio ruolo passando da ex sito produttivo a distretto creativo e culturale.
Dal punto di vista fisico, lo spazio si estende su oltre 3.000 metri quadrati, articolati tra aree interne ed esterne. Oltre 1.500 mq sono dedicati agli eventi, mentre un giardino urbano e una terrazza coperta di circa 500 mq introducono una dimensione all’aperto che dialoga con l’architettura industriale. A questi si aggiunge il Caveau, uno spazio di oltre 900 mq che conserva la memoria materiale della fabbrica attraverso macchinari, oggetti e frammenti architettonici accuratamente catalogati.
Il Caveau rappresenta uno degli elementi più significativi del progetto: non solo archivio, ma ambiente narrativo che mette in scena la storia del luogo, trasformandola in esperienza. Aperto al pubblico attraverso visite guidate, può essere attivato anche per eventi, diventando una scenografia in cui passato e presente convivono.
L’ingresso di MOTEL è segnato da Hercules, opera luminosa di Patrick Tuttofuoco, che introduce una dimensione artistica fin dal primo impatto. Il trittico, composto da due occhi e da un’orchidea, costruisce un’immagine sospesa tra simbolo e presenza, tra osservazione e relazione. Il lavoro dell’artista si concentra, come spesso accade nella sua pratica, sul rapporto tra individuo e spazio, suggerendo una riflessione sulla capacità umana di trasformare l’ambiente. In questo contesto, l’opera funziona come soglia visiva e concettuale, segnando il passaggio tra esterno e interno.
L’allestimento, progettato dallo studio q-bic, sviluppa ulteriormente questa idea di spazio aperto e fluido. L’intervento architettonico mantiene e valorizza la struttura industriale esistente, introducendo elementi ispirati all’immaginario dei motel americani. Gli ambienti sono concepiti come unità autonome ma interconnesse, organizzate secondo una logica non lineare che favorisce una fruizione libera.
I percorsi si articolano attraverso corner e zone tematiche che invitano il pubblico a muoversi, sostare e costruire il proprio itinerario. Il movimento diventa così un elemento progettuale centrale, mentre l’idea di ospitalità viene reinterpretata non come permanenza, ma come esperienza temporanea e dinamica. Questo approccio consente allo spazio di adattarsi a contesti diversi, dalle sfilate agli shooting fotografici, dalle produzioni audiovisive agli eventi culturali.
MOTEL si configura anche come motore del palinsesto culturale di Manifattura Tabacchi, con un programma che include mostre, happening e appuntamenti multidisciplinari. In questo senso, lo spazio non è solo infrastruttura, ma piattaforma attiva capace di generare contenuti e attivare relazioni.
Nel suo insieme, il progetto rappresenta un ulteriore passo nel processo di rigenerazione dell’ex complesso industriale, confermando la volontà di costruire un ecosistema in cui produzione culturale, ricerca artistica e sviluppo urbano convivono. MOTEL diventa così un luogo di soglia, dove la memoria non è conservata in modo statico, ma continuamente reinterpretata attraverso nuove pratiche e nuovi sguardi.



