Cento opere distribuite in sette sale di un palazzo rinascimentale genovese: sono i numeri di Flo-Reale, la personale di Alessio Schiavon che si apre il 12 settembre 2026 negli spazi di SATURA – Palazzo Stella, in Piazza Stella a Genova, e resta visitabile fino al 26 settembre. Il vernissage è fissato per sabato 12 settembre alle ore 17:00. La mostra è curata da Marina Sonzini e Mario Napoli, con testi critici di Flavia Motolese, e rappresenta il progetto espositivo più ampio mai realizzato dall’artista padovano, dopo le personali a Palazzo Santo Stefano a Padova nel 2024, alla Galleria Angelica di Roma e a Palazzo Pisani Revedin a Venezia nel 2025.
Al centro della ricerca di Schiavon ci sono le sue corolle: non rappresentazioni botaniche, non rimandi a specie identificabili, ma forme nate da una materia pittorica di impostazione informale e astratta, che sulla tela si coagula fino a generare un alfabeto visivo autonomo e riconoscibile. Il comunicato di presentazione le definisce come «personali ieroglifici» — nel senso etimologico di hierós, sacro — attraverso cui l’artista articola tanto il proprio universo interiore quanto il confronto con la Storia. Forme che non occupano uno spazio preciso, ma fluttuano sulla superficie della tela secondo una tensione ascensionale, quasi un riflesso dello sguardo dell’artista costantemente rivolto in avanti.
L’allestimento di Palazzo Stella offre la possibilità di leggere in modo unitario le diverse stagioni di questa produzione. Si passa dalle velature e dalle connessioni neuronali delle opere più antiche ai lavori realizzati durante i mesi della pandemia, dalle serie del 2024 dedicate all’ottantesimo anniversario dei bombardamenti alleati su Padova e Montecassino alle riflessioni sull’hortus conclusus e sulla figura di San Francesco, fino ai tricolori dipinti per gli ottant’anni della Repubblica e ai papaveri rossi dedicati alla Resistenza. La pittura a olio rimane il mezzo privilegiato, capace di passare da una consistenza estremamente materica e tridimensionale a una rarefazione quasi evanescente, a seconda delle necessità espressive del ciclo in questione.
Il 2025 ha segnato un ulteriore punto di svolta: alla Galleria Angelica di Roma Schiavon ha presentato in anteprima le Transizioni e i monocromi, cicli in cui la pittura acquista una dimensione più intima e meditativa. La fase più recente, documentata nelle opere di grande formato che occupano le sale di Palazzo Stella, introduce invece una moltitudine cromatica del tutto nuova: oro, tonalità iridescenti, colori fluo compongono quella che il testo critico descrive come «un grande arcobaleno capace di sprigionare energia, vitalità ed emozione». Non una rottura con il percorso precedente, ma piuttosto l’approdo a una dimensione in cui il colore smette di avere qualsiasi funzione descrittiva per diventare energia pura, cifra di una pittura che ha definitivamente abbandonato ogni intento mimetico.
Il titolo Flo-Reale condensa bene questa tensione: la natura come metafora dell’esistenza, la realtà filtrata e moltiplicata attraverso l’immaginario dell’artista in una serie di sensazioni che il comunicato definisce «tutte autentiche, tutte diverse, tutte simbolicamente universali». Vale la pena sottolineare che la mostra si svolge in contemporanea all’esposizione presso gli stessi spazi di una cartella di otto carte di Mimmo Paladino dedicate al De rerum naturis di Rabano Mauro, a conferma del ruolo che SATURA ricopre da oltre tre decenni nel panorama dell’arte moderna e contemporanea italiana.
Flo-Reale è visitabile dal martedì al sabato, ore 15:00–19:00 (altri orari su appuntamento). Ingresso libero. Ulteriori informazioni su satura.it.



