La 54ª edizione di Forme nel Verde rende omaggio al bronzo, materiale millenario che attraversa epoche, culture e linguaggi, con una mostra che si configura come una celebrazione della materia eterna e di chi la trasforma in arte. Intitolata Fondere il Tempo, l’edizione 2025 — promossa dal Comune di San Quirico d’Orcia e curata da Carlo Pizzichini — si propone di raccontare non solo la bellezza delle opere scultoree in bronzo, ma anche il lungo e complesso processo che porta alla loro realizzazione, ponendo al centro la figura spesso invisibile ma fondamentale del fonditore artistico.
Protagonista di questa narrazione è la Fonderia Leonardo Del Giudice di Greve in Chianti, eccellenza italiana nel panorama della fusione in bronzo, che nel 2025 celebra i suoi cinquant’anni di attività. Nei suoi spazi hanno preso forma le opere di maestri italiani e internazionali, attraverso un sapere artigianale che si tramanda di generazione in generazione e che continua a dialogare con la contemporaneità più sperimentale.
L’esposizione si sviluppa in due luoghi simbolici: Palazzo Chigi Zondadari e gli Horti Leonini, nel cuore di uno dei paesaggi più iconici del patrimonio Unesco. Il primo ospita una selezione di riproduzioni fedelissime di capolavori della scultura bronzea antica — come la Chimera d’Arezzo, il David del Verrocchio, il David di Donatello e il Mercurio del Giambologna — accanto alla mostra Scultura a Palazzo. Come nasce un bronzo, che illustra ogni fase del processo creativo, dalla modellazione iniziale alla fusione finale, con modelli, materiali e contenuti multimediali. In queste sale sono presentate anche opere realizzate da artisti contemporanei come Francesco Battaglini, Roberto Fallani, Helidon Xhixha, Leonardo del Giudice e altri, a testimoniare la vitalità del bronzo nel panorama attuale.
Negli Horti Leonini, spazio rinascimentale aperto, prende forma invece una galleria diffusa dedicata alla scultura del Novecento e alla ricerca contemporanea. Tra i nomi presenti: Fuad Aziz, Roberto Barni, Adriano Bimbi, Paola Crema, Giacomo e Sarah Del Giudice, Boris Stampfli, Willy Wimpfheimer, solo per citarne alcuni. Le opere dialogano con la geometria del giardino e con la natura circostante, mostrando come il bronzo possa farsi linguaggio duttile e attuale, capace di accogliere estetiche diverse e concetti molteplici.
Accanto a queste due mostre principali, Forme nel Verde propone anche due progetti espositivi collaterali. La mostra Forme nel Verde Young 2025, allestita al primo piano di Palazzo Chigi Zondadari, presenta una selezione di lavori degli studenti delle Accademie di Belle Arti di Bologna, Carrara, Firenze, Macerata e Milano, offrendo uno sguardo sulle nuove generazioni e sul futuro della scultura italiana. Al secondo piano, la mostra Ceramica a Palazzo, in collaborazione con l’Associazione Arte dei Vasai della Nobile Contrada del Nicchio di Siena, espone una raccolta di ceramiche contemporanee, con l’intento di riscoprire e valorizzare una tradizione artistica che, a San Quirico, affonda le sue radici nel Seicento.
In un territorio che da sempre vive un rapporto profondo con la materia scultorea, l’edizione 2025 di Forme nel Verde celebra il bronzo come simbolo di resistenza, trasformazione e memoria, elemento che accomuna popoli antichi e creativi contemporanei. Attraverso le mani dei fonditori, la materia prende forma, si fa racconto e attraversa i secoli. In un tempo in cui la velocità digitale tende a consumare tutto, Fondere il Tempo è un gesto che chiede di rallentare, osservare e comprendere. E forse, di ricordare che l’arte, prima di diventare icona, è sempre un atto di trasmissione.





