“Frankenstein Junior Il Musical”: il cult di Mel Brooks torna a vivere sul palco con I Saltafoss

La Compagnia Teatrale I Saltafoss, reduce dal grande successo di Happy Days il musical, tornerà al Teatro Nazionale Italiana Assicurazioni dal 23 al 25 maggio 2025 con Frankenstein Junior, il musical tratto da un film entrato nei cuori di numerose generazioni. Artuu ha intervistato due delle protagoniste per voi.

Cinquant’anni fa “Frankenstein Junior” di Mel Brooks usciva nelle sale cinematografiche italiane ed entrava nei cuori dei primi spettatori e di molti a venire, diventando un vero e proprio classico della commedia con sketch e battute storiche che tutti conoscono. 

Questa primavere la compagnia teatrale con licenza ufficiale MTI I Saltafoss mette in scena per la prima volta in Italia “Frankenstein Junior Il Musical”, con la regia di Adriano Tallarini, liriche e libretto tradotte in italiano da Franco Travaglio, direzione musicale di Raffaele Ficiur e Chiara Leugio, coreografie di Giulia Piga e scenografie di Paolo Vitale. Sul palco si esibirà un cast composto da 30 artisti, tra attori, cantanti e ballerini, interpretando rigorosamente dal vivo le musiche composte dallo stesso Mel Brooks e riportando in vita – mai frase fu più adeguata! – l’ironica parodia del romanzo di Mary Shelley.

Monica Turri e Maria Teresa Bongiovanni, cui sono affidati i ruoli rispettivamente di Elizabeth e Frau Blucher, hanno parlato con noi dello spettacolo e delle prove. 

“Frankenstein Junior” è un grande classico della cinematografia e possiamo dire che tutti se ne ricordano almeno qualche spezzone. Quali sono i vostri ricordi personali del film?

Monica Turri: “Prima di studiare il musical io amavo il film! Non lo ricordavo proprio tutto in sequenza, soprattutto per quanto riguarda i dettagli, ma le battute sono indimenticabili e ti viene da citarle anche nella vita di tutti i giorni!”

Maria Teresa Bongiovanni: “Anche io sono sempre stata amante del film, di cui ricordo principalmente i simboli: Frankenstein, la Creatura… E le battute iconiche!”

Parlatemi dei vostri personaggi: Elizabeth, la fidanzata di Frederick, e Frau Blucher, la governante di casa Frankenstein.

MT: “Elizabeth mi diverte tantissimo e, se avessi potuto chiedere al regista (Adriano Tallarini, NdA) quale personaggio assegnarmi, avrei sicuramente scelto lei. Si tratta di una donna tremendamente incoerente: non si vuole fare toccare dal suo fidanzato ufficiale, Frederick, ma in realtà con gli altri è molto… aperta, diciamo. Come tutti noi nella vita reale, Elizabeth nasconde una parte di sè, che però spinge per venire fuori. Questa incoerenza caratteriale si nota anche nella voce, che cambia timbro e registro. Nel musical Elizabeth è più caratterizzata e profonda. rispetto che nel film e ne sono molto contenta: aspetto solo che il pubblico venga a vedere me o la mia compagna di personaggio, che si chiama Antonia di Piazza ed è bravissima, e rimanga colpito!

MTB: “Frau Blucher è un personaggio un po’ più di nicchia rispetto a quelli di cui ci si ricorda, ed è un bel salto rispetto al ruolo di mamma che interpretavo in ‘Happy Days’! (“Happy Days Il Musical” è un successo delle stagioni passate della compagnia, NdA), ma mi piace fare miei i ruoli che interpreto. Con Frau Blucher tiro fuori l’aggressività, l’ironia e il sarcasmo. Lei è un personaggio molto forte, duro, che però nasconde un animo passionale, e io per natura sono così. Sono molto curiosa di vedere l’effetto che la mia Frau Blucher avrà sul pubblico e spero di coinvolgerlo, perché alcune mie battute presuppongono proprio che gli spettatori siano partecipi!

“Frankenstein Junior Il Musical” è uno spettacolo giovane, avendo debuttato a Broadway solo nel 2007. Quali sono state le principali difficoltà della compagnia, e vostre personali, nel metterlo in scena?

MT “‘Frankenstein Junior’ è proprio un musical difficile! Mel Brooks ha scritto un libretto e uno spartito molto complicati, personalmente sono i più difficili in cui mi sono imbattuta. Le armonie sono molto arzigogolate, sono presenti delle dissonanze intenzionali e studiare e riprodurre tutto questo ha richiesto molto impegno da parte di tutta la compagnia. Secondo me avevamo tutti sottovalutato questo musical, perché è una commedia, forse, e rimanda alla semplicità. 

Per me, poi, gestire il fiato per le canzoni e il ballo, è sempre una bella sfida.”

MTB: “Per la compagnia, credo sia il dover cambiare le scenografie in modo molto repentino, senza contare le coreografie, che sono molto complicate. I ballerini hanno dovuto fare un corso di tip tap per eseguirle al meglio. Per quanto mi riguarda, la difficoltà più grande è riprodurre l’accento tedesco: parlare con l’accento tedesco proprio non mi riesce! (ride) E poi, mantenere la postura rigida e impostata di Frau Blucher, perché lei è una governante austera e tutto d’un pezzo, no? Fisicamente è complesso come personaggio, il mio, mi sfida molto. E fare ridere il pubblico non è così facile!”

Come riuscite a interfacciarvi con la traduzione delle liriche?

MT: “Ci ha aiutato tanto il fatto che non si tratta di uno spettacolo famosissimo, come potrebbe essere, per esempio, per ‘Wicked’, e quindi noi della compagnia non avevamo in mente il testo originale, e sarà lo stesso per il pubblico, che arriverà in teatro senza essere influenzato dalle melodie originali.”

MTB: “Come sempre, è difficile trovare la giusta armonia, l’equilibrio tra le musiche e l’accento delle parole. Le traduzioni di Franco Travaglio sono però veramente perfette, e questo ci facilita.”

“Frankenstein Junior” è un film del 1974, ma, come abbiamo già detto, è molto amato anche oggi. Cosa pensate sia il suo messaggio e quello del musical per il pubblico del 2025?

MT: “La leggerezza è quello di cui tutti abbiamo bisogno, no? ‘Frankenstein Junior’ trasmette questo, senza dubbio, e anche il fatto che per migliorarsi e raggiungere i propri obiettivi non bisogna rimanere legati alle nostre convinzioni: si può cambiare idea!”

MTB: “Sicuramente la storia lascia il messaggio che si può osare, no? ‘Si Può Fare!’, si possono perseguire i propri sogni con determinazione, si può credere in sé stessi e in quello che si è. ‘Frankenstein Junior’ è una storia che ti lascia molta voglia di fare, di sperimentare e di azzardare. Stimola l’immaginazione!”

Decisamente! Vi ringrazio per il vostro tempo e non vedo l’ora di essere tra il pubblico per il vostro debutto.

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Valentina Basso
Valentina Basso
Nata a Milano nel 1988. Articolista per la rivista online di critica d'arte, spettacolo e cultura "Saltinaria" fino alla sua chiusura. Attualmente collabora in forma privata con le case editrici Garzanti e Rizzoli e i teatri Regio di Parma, Ponchielli di Cremona e Arena di Verona con recensioni di eventi e nuove uscite.

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