Furto alla Fondazione Magnani Rocca: rubati Renoir, Cézanne e Matisse in un colpo da milioni in meno di tre minuti

Un colpo da diversi milioni di euro, un fatto clamoroso. È avvenuto alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma, nella celebre Villa Magnani, o “Villa delle Meraviglie”, che ospita una corposa collezione privata, figlia della passione di Luigi Magnani (1906-1984).

Tre i dipinti rubati: Le Poissons di Pierre-Auguste Renoir, un dipinto della fase finale della produzione del pittore; la Natura morta con ciliegie di Paul Cézanne, un’opera a matita e acquerello su carta bianca; infine Odalisca sulla terrazza, un’acquatinta su carta firmata da Henri Matisse nel 1922. Tutte e tre le opere erano collocate nella cosiddetta “sala dei Francesi”, al piano superiore di Villa Magnani.

Nella notte tra il 22 e il 23 marzo, con particolari che stanno trapelando in queste ore, un gruppo ben organizzato di ladri è entrato nella villa a volto coperto forzando l’ingresso. Secondo quanto ricostruito dalle indagini — affidate ai Carabinieri di Parma e al Nucleo specializzato nella Tutela del Patrimonio Culturale di Bologna, sotto il coordinamento della Procura — il colpo si sarebbe consumato in meno di tre minuti. Un dettaglio che suggerisce non soltanto una certa freddezza operativa, ma anche la conoscenza preventiva dell’ambiente, dei percorsi e probabilmente dei tempi di reazione della vigilanza. Su questo si stanno concentrando gli inquirenti: il furto è stato portato a termine da esperti consapevoli di cosa cercare e come muoversi tra le sale.

Un altro aspetto non secondario riguarda il valore delle singole opere: notevole quello del Renoir che, insieme ai lavori su carta di Cézanne e Matisse, suggerisce la pista di un “mercato parallelo” dell’arte, ovviamente illegale, dove storicamente le firme impressioniste e post-impressioniste sono ricercatissime.

Ma a quanto ammonta, esattamente, il danno? Non esiste al momento una stima ufficiale complessiva, né la Fondazione (che dal 1977 gestisce Villa Magnani) si è ancora espressa in merito. L’acquerello di Cézanne e l’opera di Matisse hanno valori di mercato che possono aggirarsi sotto il milione di euro, mentre il Renoir da solo potrebbe valere molto di più.

La Fondazione, interpellata da Artuu Magazine, riferisce che: «Stanti le perentorie prescrizioni imposte dagli investigatori, si deve al momento limitare a comunicare che i criminali hanno agito con una tempistica inferiore ai tre minuti in modo non estemporaneo, bensì nell’ambito di un contesto strutturato e organizzato, con l’evidente suddivisione funzionale pianificata delle gravi condotte illecite, peraltro non portate a termine [interamente] per l’entrata in funzione dei sistemi di protezione e grazie al prontissimo intervento della sicurezza interna, dei Carabinieri e dell’Istituto di Vigilanza, ai quali vanno i più sinceri ringraziamenti per il coraggio e la tempestività».

Un duro colpo per un luogo che custodisce un tesoro incredibile di bellezza. La sontuosa Villa Magnani, circondata da 12 ettari di parco dove scorrazzano tra alberi secolari i famosissimi pavoni bianchi, è la sede museale della Fondazione Magnani Rocca, creata nel 1977 e aperta al pubblico nel 1990. La Villa è stata la residenza di Luigi Magnani — critico, musicologo e scrittore — che in vita ha messo insieme una raffinata collezione che spazia dall’arte antica al contemporaneo.

Oltre alla sezione francese, Villa Magnani custodisce nelle sue sale eleganti, punteggiate di arredi neoclassici e stile Impero, capolavori di Van Dyck, Goya, Rubens, Tiziano e un nucleo considerevole di opere di Giorgio Morandi. La Fondazione promuove anche importanti mostre temporanee: ha appena inaugurato l’esposizione “Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915”, con oltre 140 opere.

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Francesca Amé
Francesca Amé
Milanese, mamma di due gagliarde adolescenti, ama raccontare il bicchiere mezzo pieno della vita, senza trascurare eventuali depositi sul fondo. Da quindici anni si dedica con passione alla cronaca culturale, italiana e internazionale, e firma interviste per alcune delle principali testate italiane. Fissata da sempre con l’arte contemporanea, è anche una travel addicted iper-organizzata. Ultimamente ha tradito la corsa con il pilates. Su Instagram è @realvistodame Testate con cui collabora per reportage culturali: ilGiornale, il Foglio, Vanity Fair Italia (show e viaggi). Vogue Italia (arts), Business People, Wired.it, Jesus

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