George Lucas presenta in anteprima al Comic-Con il Lucas Museum of Narrative Art: un tempio dedicato al potere delle immagini

Durante il San Diego Comic-Con 2025, il 27 luglio, George Lucas è salito per la prima volta sul palco della Hall H per offrire uno sneak peek esclusivo del Lucas Museum of Narrative Art. L’evento, attesissimo, ha visto la partecipazione di oltre 6.000 persone e ha segnato il debutto pubblico di un progetto culturale destinato a ridefinire il concetto stesso di museo. Accanto a Lucas c’erano Guillermo del Toro, Doug Chiang e Queen Latifah come moderatrice. Ologrammi, animazioni e concept art hanno anticipato la visione di un luogo che celebra l’immaginario visivo come forma d’arte primaria.

Il Lucas Museum of Narrative Art, in apertura nel 2026, sorgerà nell’Exposition Park di Los Angeles, su oltre 11 acri di superficie. L’edificio, progettato dall’architetto Ma Yansong di MAD Architects, sarà una struttura futuristica, sospesa dal suolo, senza angoli retti e immersa in un parco urbano. I suoi cinque piani ospiteranno oltre 100.000 piedi quadrati di gallerie, due cinema, laboratori educativi, biblioteca, archivi e spazi pubblici. L’interno, inondato di luce naturale, sarà un’estensione del racconto visivo che costituisce la missione centrale del museo.

Myung J. Chun / Los Angeles Times)

La collezione, composta da oltre 40.000 opere, includerà illustrazioni, storyboard, fumetti, dipinti, fotografie, modelli scenici, costumi e materiali cinematografici. Si spazia dai Peanuts a Black Panther, da Norman Rockwell a Kara Walker, da Diego Rivera a Jack Kirby, passando per il mondo stesso di Lucasfilm. Il museo ambisce a superare le barriere tra cultura popolare e arte alta, offrendo pari dignità a ogni forma di narrazione visiva.

Lucas ha definito il museo “un tempio all’arte delle persone”, sottolineando il ruolo centrale delle immagini nel costruire valori, miti e identità condivise. Durante l’evento, ha affermato che “una società non può esistere senza un sistema di credenze comuni, e l’illustrazione è fondamentale per rappresentarle”. L’anteprima ha mostrato spazi espositivi visionari, video inediti e una chiara dichiarazione d’intenti: non un museo personale, ma un’istituzione per tutti.

Guillermo del Toro ha ribadito l’importanza civile e culturale del progetto, definendo i fumetti “il rock’n’roll della cultura visiva”, mentre Doug Chiang ha sottolineato il valore degli artisti che lavorano dietro le quinte della narrazione visiva. Al centro del progetto c’è la direttrice Sandra Jackson-Dumont, che guida una curatela orientata all’inclusione, con particolare attenzione a linguaggi marginali, fumetti indipendenti, illustrazione afroamericana e narrazioni dimenticate.

Il progetto ha affrontato un lungo percorso: inizialmente previsto per San Francisco, poi Chicago, è approdato a Los Angeles nel 2017 dopo complesse trattative. La costruzione, iniziata nel 2018, ha subito ritardi a causa della pandemia, ma l’apertura è ora confermata. L’intero museo è finanziato da Lucas e Mellody Hobson, per un costo complessivo che supera 1 miliardo di dollari. Sarà dotato di pannelli solari, sistemi geotermici e tetto verde, in linea con le più avanzate tecnologie ambientali.

Il Lucas Museum si propone come museo narrativo del futuro: aperto, accessibile, intergenerazionale. Un luogo dove l’immagine non è solo decorazione, ma narrazione, memoria, impegno. Dove ogni disegno racconta, ogni bozzetto insegna, ogni fumetto commuove. Dove l’arte delle persone viene finalmente riconosciuta come arte di tutti.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

Matera 2026, la cultura ridisegna la città: da Pistoletto al mare invisibile dell’arte digitale

Matera non ha bisogno di un affaccio sul mare per definirsi mediterranea. C’è un’idrografia segreta che ne attraversa l’ossatura di calcare: è l’acqua che scorre sotterranea lungo la gravina, guidata da un antico e ingegnoso sistema di cisterne ipogee, che poi confluiva in quelli che qui chiamano i “vicinati” attorno ai quali più famiglie vivevano

Carsten Höller a Pechino: una mostra in cui il dubbio diventa opera

Una grande stanza dai colori accesi accoglie, dopo il corridoio di ingresso, il visitatore della mostra Carsten Höller – Two, all’UCCA Center for Contemporary Art di Pechino. Luci abbaglianti, sfumature di rosa che si riflettono ovunque, un’atmosfera sospesa tra il sogno e il gioco: il primo impatto è uno sbalordimento visivo. Al centro della sala, una gigantesca giostra illuminata gira lentamente su se stessa, invitando a salire su uno dei suoi seggiolini

Es Devlin al Design Museum di Londra: la mostra che porta Beyoncé, Adele e gli U2 dentro il museo

Es Devlin ha costruito palcoscenici per Beyoncé, Adele, U2, Lady Gaga e The Weeknd, cerimonie olimpiche e produzioni teatrali capaci di trasformare ogni cambio di scena in un evento. Con Other Worlds, al Design Museum di Londra dal 2 ottobre 2026 al 4 aprile 2027, la scenografa britannica affronta ora una prova particolarmente complessa: trasferire trent’anni di immagini concepite per vivere nel tempo dentro lo spazio stabile di una retrospettiva.
Mattia Casanova
Mattia Casanova
Laureato in Economia e Gestione degli Eventi Culturali, il suo percorso lo ha portato a specializzarsi in Content Management e Web Design per il settore Artistico. Ha vissuto a Venezia, Londra e Cagliari.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui