ROMA – Ancora più radicale, ancora più interessante. A poco più di un anno dalla sua apertura, Conciliazione 5, “creatura” del cardinale José Tolentino de Mendonça, a capo del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, annuncia un cambio di passo interessante a chi osserva la scena (non sempre esaltante) dell’arte contemporanea nel nostro Paese. Dopo il fortunato ciclo di mostre curato da Cristiana Perrella, di cui anche su Artuu Magazine abbiamo ampiamente parlato, Conciliazione 5 affida il nuovo calendario espositivo (un anno, tre mostre monografiche) a un nome di peso internazionale: Donatien Grau, filologo di fama internazionale e già firma curatoriale al Louvre e al d’Orsay di Parigi. Fil rouge e tema del progetto: Leggere, di nuovo (Read, Again).
Il ciclo espositivo si propone come una riflessione filosofica e visiva sull’atto della lettura, inteso non solo come decifrazione di un testo, ma come postura dell’essere umano nel mondo. «Leggere significa essere umani», spiega Grau nella sua dichiarazione curatoriale, richiamando la lezione di Sant’Agostino (caro a Papa Leone) e San Bonaventura per esplorare come la lettura di un volto, di un paesaggio o di un’opera d’arte sia, in fondo, un atto di navigazione nella realtà.

Ad aprire la serie, il 20 marzo, sarà George Rouy (classe 1994), talento britannico già transitato per istituzioni come il Centre Pompidou-Metz e Hauser & Wirth. Per la mostra Presence in Form, Rouy ha concepito un’opera che sfida la superficie piatta della tela per trasformarla in un “testo” aperto, un palinsesto stratificato di segni che lo spettatore è chiamato a decifrare.
La ricerca di Rouy si muove in una direzione radicale: la sua pittura, nota per la dinamicità delle forme, diventa qui una “porta per la contemplazione”. Ma c’è un elemento inedito che rompe i confini del quadro: un’opera sonora composta dagli audiolibri che l’artista ha ascoltato ossessivamente durante la creazione del dipinto. Questo “flusso di coscienza” uditivo non resterà confinato nelle sale, ma verrà diffuso quotidianamente in strada e reso accessibile ai passanti tramite codice QR, trasformando la frequentatissima Via della Conciliazione in uno spazio di ascolto collettivo.
L’invito di Grau a tre artisti della generazione “post-digitale” — oltre a Rouy sono attesi Pan Daijing e Rafik Greiss — nasce dalla volontà di riaffermare l’impegno profondo richiesto dalla lettura in un’epoca di fruizione rapida e superficiale e l’intelligente approccio del cardinale Tolentino all’arte contemporanea (è lui che dobbiamo ringraziare per questo “nuovo corso” che, nelle ultime Biennali, ha reso il Padiglione Vaticano tra i più interessanti in circolazione).
Lo spazio di Conciliazione 5, con la sua vetrina aperta 24 ore su 24, si conferma così non solo un luogo espositivo, ma un laboratorio dove il dialogo tra la Santa Sede e le grandi questioni del presente trova una declinazione quotidiana e accessibile a chiunque percorra la strada che conduce a San Pietro. La mostra sarà integrata da un progetto digitale su Instagram, dove ogni mese un video offrirà un accesso privilegiato alla “polifonia” tra pittura e suono, portando il misticismo della lettura nell’infinito archivio della rete.



