Per la prima volta in Italia dopo il successo londinese, Brokeback Mountain – basato sul racconto di Annie Proulx e a vent’anni dal pluripremiato film omonimo – si trasforma in una sontuosa produzione teatrale con musiche dal vivo. Una “play with music” intima e spettacolare in cui i brani originali di Dan Gillespie Sells, interpretati da Malika Ayane e una live band, si intrecciano in modo indissolubile alla storia, tracciando paesaggi sconfinati e dando voce al tumultuoso mondo interiore dei due protagonisti.
Nel mezzo di un tour italiano iniziato a ottobre, “Brokeback Mountain – A Play With Music” sbarca al Teatro Carcano di Milano, che ha sostenuto la messa in scena italiana di una discussa produzione londinese del 2023, che aveva il pregio di contenere le musiche originali di Dan Gillespie Sells, qui interpretate dall’ottima Malika Ayane.

Lo spettacolo, che non è né opera di prosa né musical, ma semmai un misto di questi generi teatrali, è tratto dal racconto “Gente del Wyoming” della scrittrice premio Pulitzer Annie Proulx. Nel 2005 il regista Ang Lee ne fece il celeberrimo film “I segreti di Brokeback Mountain”, perciò la trama è nota. La ventennale storia d’amore di Ennis e Jack inizia negli anni sessanta nel rurale Wyoming, rimarrà nascosta nell’arco degli anni e cambierà irrimediabilmente le loro certezze e il modo in cui vedono il mondo.
Disgraziatamente, “Brokeback Mountain – A Play with Music” non ha nulla del lirismo del film e, nonostante le belle scene di Alessandro Chiti, composte da pannelli triangolari a simboleggiare le montagne, su cui vengono proiettate alcune immagini di corredo, non convince né dal punto di vista narrativo né da quello delle prove attoriali.
I due interpreti protagonisti, Edoardo Purgatori e Filippo Contri, sono attori giovani, ma già con una certa esperienza, eppure appaiono fuori tono, come se non fossero riusciti a fare completamente loro il ruolo che rivestono. Bene, invece, la prova di Mimosa Campironi, unica donna in scena ad eccezione della già citata Mayane, che però non interpreta un personaggio preciso, ma con le sue canzoni suonate dal vivo insieme a tre ottimi musicisti – Marco Bosco (pianoforte), Giulio Scarpato (basso e contrabbasso) e Giacomo Belli (chitarre) – sembra indicare il mondo interiore dei personaggi.

La regia di Giancarlo Nicoletti risulta ampollosa, poco poetica e con un’inspiegabile determinazione a voler spiegare ciò che allo spettatore è già chiaro di per sé – l’amore, la passione che travalica ogni regola sociale e insieme l’oppressione della necessità di conformarsi a una società chiusa e retrograda -, finendo per eliminare ogni possibile empatizzazione con i protagonisti della vicenda.
Guardando “Brokeback Mountain – A Play with Music” si ha come l’impressione che la sua messa in scena sia stata filtrata dalla paura di risultare troppo poco maschile, possiamo pur dire troppo gay, finendo per conferire un eccesso di testosterone a tutti i personaggi maschili in scena – la Campironi no. A lei, casalinga degli anni Sessanta in uno stato del centro degli USA, sono state date delle scarpette argentate, snaturando l’intera storia.
Un bel “vorrei ma non posso”, insomma, che continuerà la sua tournée lungo lo Stivale, terminando al Teatro Quirino di Roma il 18 gennaio 2026.
Peccato.



Brava ottima recensione ti meriti un bellissimo voto 👏👏👏👏👏