Giorgio Tentolini, immagini sospese tra memoria e intelligenza artificiale

Ci sono immagini che sembrano affiorare lentamente dalla materia, come certi ricordi infantili o adolescenziali, che riemergono dal fondo della nostra memoria a sprazzi, quasi fossero avvolti in una nebbia sottile. Una sensazione analoga si prova entrando in Shades, la nuova mostra di Giorgio Tentolini alla Galleria Ravagnan, dove volti e figure appaiono e scompaiono davanti allo sguardo in un continuo gioco di trasparenze, ombre e vibrazioni luminose. Da anni Tentolini lavora su un territorio ambiguo e affascinante, sospeso tra pittura e materia, tra immagine e dissolvenza. Le sue opere, costruite attraverso stratificazioni di rete metallica e tulle, non impongono mai una visione immediata: chiedono piuttosto tempo, distanza, movimento. È l’occhio dello spettatore a completarle davvero, a mettere insieme frammenti, vuoti, interferenze, come accade oggi davanti alle immagini digitali che scorrono continuamente sui nostri schermi, instabili e sfuggenti. L’immagine non appare mai completamente definita: cambia a seconda della distanza, del movimento dello spettatore e della luce che attraversa i materiali. Il titolo Shades richiama innanzitutto il processo tecnico che caratterizza il lavoro dell’artista. Le reti metalliche e il tulle modulano infatti la luce creando ombreggiature progressive, quasi vibrazioni ottiche, che costruiscono lentamente l’immagine. Ma “shades” significa anche sfumature, gradazioni, tonalità. I fondali colorati, dal bianco al verde acqua, dal rosa pallido al blu intenso, contribuiscono a creare una sorta di pittura senza pigmento, fatta di trasparenze e percezioni atmosferiche.

Giorgio Tentolini Afrodite – vista 202102 (Pagan Poetry)

In questo senso, il dialogo con la tradizione veneziana appare particolarmente significativo. La luce, elemento fondamentale nella pittura di Tintoretto e Tiziano, torna qui come dispositivo capace di costruire lo spazio e modificare continuamente la visione. Nelle opere di Tentolini, però, la luce non stabilizza l’immagine: al contrario, la rende instabile, mobile, quasi sul punto di apparire o dissolversi. La mostra mette inoltre in relazione riferimenti alla statuaria classica e immagini generate tramite intelligenza artificiale. Nei lavori delle serie Pagan Poetry, In Too Deep e Derealized, convivono infatti corpi ispirati all’antico e volti sintetici privi di una reale identità o memoria. Da una parte l’ideale classico, radicato nella materia e nella storia; dall’altra immagini algoritmiche costruite come combinazioni di dati, senza origine precisa. È proprio in questa tensione che si sviluppa uno degli aspetti più interessanti della ricerca di Tentolini: la riflessione sull’immagine contemporanea e sulla sua progressiva smaterializzazione. La rete metallica diventa quasi una metafora della struttura digitale attraverso cui oggi le immagini vengono prodotte e diffuse, mentre il tulle introduce una dimensione fragile e impalpabile, fatta di trasparenze e apparizioni.

Giorgio Tentolini Derealized – algor. 1701548

Anche le altre serie presenti in mostra sviluppano questa ambiguità percettiva. In La Nymphe, figure femminili ornate di elementi floreali emergono come apparizioni sospese tra mito e simulazione. Le ninfe evocano archetipi della tradizione classica, ma sono allo stesso tempo generate attraverso processi contemporanei, creando uno scarto continuo tra memoria culturale e artificio tecnologico. Le figure danzanti di L’Éclectique introducono invece una riflessione sull’identità come processo mutevole e instabile. I corpi, fluidi e indefiniti, sembrano sottrarsi a qualsiasi classificazione univoca, trasformandosi continuamente nello spazio dell’immagine.

Giorgio Tentolini In too deep – Algor. 081263

L’allestimento accompagna questa dimensione percettiva alternando grandi formati e opere più intime lungo un percorso che invita il visitatore a spostarsi continuamente. La visione diventa così un’esperienza attiva: le immagini non si impongono immediatamente, ma richiedono tempo, attenzione e movimento. Con Shades, Tentolini costruisce una riflessione poetica e attuale sullo statuto dell’immagine nell’epoca contemporanea, sospesa tra materia e simulazione, memoria e artificio, presenza e dissolvenza. Una ricerca che trova nel contesto veneziano una risonanza particolarmente efficace, facendo della luce e dell’instabilità percettiva i veri protagonisti della mostra.

Poster for 'No Curves' solo show with a Mona Lisa portrait wearing neon yellow virtual-reality style goggles, set in a vivid geometric collage; includes dates and venue details (free admission).
CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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Alessandro Riva
Alessandro Riva
Alessandro Riva, critico d’arte e curatore, è nato a Milano nel 1964. Tra le sue mostre principali, ricordiamo: Sui generis - la ridefinizione del genere nella nuova arte italiana (PAC. Padiglione d’arte contemporanea, Milano, 2001), Totemica (Casa del Mantegna, Mantova, 2001), Italian Factory, The New Italian art scene (Biennale Internazionale d’arte, Venice, Strasburg and Turin, 2003), Street Art Sweet Art (PAC. Padiglione d’arte contemporanea, Milano, 2007), Crossover (Venezia, Arsenale, 2013), Pop Up Revolution! (Milano, 2015), Unknownmonk (Mosca, 2015), Pop Up Italian Show (Hubei Museum of Arts, Wuhan, China, 2015). Ha collaborato con artisti italiani e stranieri nella realizzazione di progetti sia in Italia che all’estero, curato festival internazionali, libri e monografie su artisti. Tra gli ultimi ricordiamo il volume “Primary Form in Re-idol” di Yue Minjun e “Nicola Samorì” per Liaoning Fine Arts Publishing House. Ha collaborato con Rai2 e Rai3 con il programma “Blu Notte”, e con diverse radio e web tv come giornalista culturale e conduttore di programmi dedicati all’arte. Come giornalista d’arte, ha collaborato con molte testate nazionali, specializzate e non, e ha diretto riviste di settore, come “Italian Factory Magazine” e “Arte In”.

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