Giovanarte 2026, la giovane arte italiana tra intelligenza artificiale, corpo e memoria

La nona edizione del Premio Nazionale di Arti Visive GIOVANARTE restituisce un’immagine viva e articolata della ricerca artistica under 35 in Italia. Promosso dall’Associazione Amici dell’Arte di Piacenza, il premio conferma la propria vocazione come piattaforma di osservazione, sostegno e valorizzazione delle nuove generazioni, riunendo linguaggi differenti e sensibilità capaci di intercettare alcuni dei temi più urgenti del presente: identità, tecnologia, ecologia, memoria, corpo, relazione.

La mostra finale, ospitata presso la sede dell’Associazione Amici dell’Arte nel Complesso Monumentale Ricci Oddi di Piacenza, ha presentato venti artisti provenienti da percorsi eterogenei. Pittura, installazione, pratiche legate al corpo, sperimentazioni digitali, riflessioni ambientali e ricerche sull’intelligenza artificiale hanno composto un panorama dinamico, nel quale la giovane creatività appare sempre più consapevole della complessità del proprio tempo.

Il Primo Premio assoluto è stato assegnato a Luca Martinelli, in arte Vandalo Ruins, con il progetto Dark Tales. La giuria, presieduta dalla curatrice Chiara Canali e composta da Stefano Antonio Marchesi, Silvia Bonomini, Franco Spaggiari e Matteo Pacini, ha riconosciuto nell’opera una maturità particolare, capace di intrecciare arte contemporanea, teatro, letteratura e intelligenza artificiale. Dark Tales si configura come una forma di letteratura espansa, un’esperienza narrativa e relazionale nella quale il pubblico assume un ruolo attivo e partecipa alla costruzione dell’opera.

Il valore del progetto risiede nella capacità di trasformare la tecnologia in uno spazio di incontro. L’intelligenza artificiale diventa qui strumento di relazione, dispositivo critico, ambiente narrativo. Vandalo Ruins costruisce un’opera che guarda alla dimensione del racconto come campo aperto, dove immaginazione umana e sistemi intelligenti generano nuove possibilità espressive. Il premio-acquisto di 2.500 euro sancisce l’ingresso dell’opera nella collezione dell’Associazione Amici dell’Arte.

Il Secondo Premio è stato attribuito a Bruno Salvatore Latella, LBS, per La morte di Callisto. L’opera rilegge il mito classico attraverso una sensibilità contemporanea, portando al centro temi come autodeterminazione del corpo, libertà individuale e costruzione degli stereotipi sociali. La forza del lavoro nasce dall’equilibrio tra tensione civile, qualità formale e immediatezza comunicativa. Latella ha ricevuto anche il Trending Talent Award, promosso dall’agenzia creativa Noon di Piacenza, ottenendo il maggior numero di preferenze nel sondaggio online aperto al pubblico.

Il Terzo Premio è andato a Maria Sky con The Mirror, installazione che unisce arte, scienza e tecnologia interattiva. Attraverso il dialogo tra attività cerebrale e fenomeni astronomici, l’opera costruisce un’esperienza immersiva dedicata alle connessioni tra individuo, natura e cosmo. Il lavoro si distingue per rigore progettuale, innovazione e intensità poetica, elementi che definiscono una ricerca capace di trasformare il dato scientifico in esperienza sensibile.

Accanto ai riconoscimenti principali, il Premio del Territorio è stato assegnato a Camilla Riscassi, artista piacentina, per Negli spazi di un gesto. La sua ricerca indaga l’identità attraverso la scrittura, intesa come traccia inconscia del sé. Memoria, segno e trasformazione del gesto in forma artistica diventano i nuclei di un’opera intima e raffinata, radicata nel territorio e insieme aperta a una riflessione più ampia sulla costruzione della soggettività.

Tra i finalisti figurano Giulia Apice, Maila Blasi, Paola Bormioli, Shashe Capra, Paola Cenati, Ivy Chilelli, Jessica Corradini, Eliel David, Marta Farrace, Irene Finocchiaro, Alexandra Fongaro, Hack, Ire Ere, Bruno Salvatore Latella, Manuel Macadamia, Luca Martinelli, Flavio Papa, Gioele Provenzano, Camilla Riscassi e Maria Sky. Una selezione che racconta una generazione capace di muoversi tra pratiche manuali e linguaggi tecnologici, tra immaginari personali e questioni collettive.

Sotto la presidenza di Silvia Bonomini e la curatela di Chiara Canali, GIOVANARTE rafforza il proprio ruolo di osservatorio sulle nuove ricerche. La collaborazione con PARMA 360 Festival della Creatività Contemporanea e la futura Menzione Speciale Parma 360, prevista dal 2027, aprono ulteriori prospettive sul rapporto tra arte, tecnologia e creatività.

Sostenuto da una rete di istituzioni e realtà culturali del territorio, il premio conferma Piacenza come luogo di confronto e produzione culturale. GIOVANARTE 2026 racconta una scena emergente consapevole, plurale e attraversata da energie diverse, in cui il futuro dell’arte prende forma attraverso opere capaci di pensare il presente con lucidità, immaginazione e responsabilità.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

Alfred Eisenstaedt oltre il bacio: due mostre tra Venezia e Abano

Il Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme e il MUNAV - Museo Storico Navale di Venezia ospitano Alfred Eisenstaedt. La fotografia era nell'aria, due mostre complementari a cura di Monica Poggi all'interno di un progetto espositivo prodotto da CAMERA. Visibili fino al 20 settembre ad Abano e fino al 22 novembre a Venezia, le immagini che tracciano la vita e la carriera del fotografo, a partire dai primi anni in Europa fino alla collaborazione con la rivista Life e al periodo negli Stati Uniti.

Antonio Barrese alla Fondazione Morandini: la luce come forma, pensiero e spazio

Da questa consapevolezza prende forma Antonio Barrese: Morfologie di luce, la nuova mostra temporanea della Fondazione Marcello Morandini di Varese, visitabile dal 21 giugno al 20 dicembre 2026 e curata da Stefania Gaudiosi. Un percorso ampio, dedicato a uno dei protagonisti italiani della ricerca artistica tra arte, scienza, progetto e sperimentazione tecnologica.

L’impercettibile presenza di Lorena Bucur incornicia la vetrina di Platea a Lodi

Lorena Bucur (Cremona, 1996) lavora su ciò che esiste. Interviene nello spazio con discrezione, quasi come se l'opera fosse sempre stata lì, attaccata alle pareti, mostrando le imperfezioni e i paesaggi frantumati nell'incontro con la materia. La stessa frammentazione delle immagini impresse nella memoria è soggetta a propria temporalità tra dimenticanza, spazi vuoti e oblio.
Mattia Casanova
Mattia Casanova
Laureato in Economia e Gestione degli Eventi Culturali, il suo percorso lo ha portato a specializzarsi in Content Management e Web Design per il settore Artistico. Ha vissuto a Venezia, Londra e Cagliari.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui