Giuseppe Bergomi e la poesia della materia: un itinerario d’arte tra i borghi della Maremma

«L’arte non può comunicare niente perché non ne ha i mezzi, ma può trasmettere qualche emozione», ci dice con il suo tono garbato lo scultore bresciano Giuseppe Bergomi, classe ’53, mentre passeggiamo lungo il belvedere (strepitoso) di Castagneto Carducci, una terrazza che si affaccia sulla campagna coltivata davanti al mare della Maremma.

Lo spazio è punteggiato da tre sue installazioni notevoli, parte della mostra Arte diffusa sulla costa toscana. Le sculture di Giuseppe Bergomi tra Bolgheri, Castagneto Carducci e Casale Marittimo (fino al 3 novembre). Un progetto ideato e curato con passione da Paola Maria Formenti in cui i 16 lavori dell’artista – sculture figurative di grande intensità – dialogano in modo mai banale con il paesaggio e la storia di questo territorio così speciale.  «Nonostante tutto – continua Bergomi – l’arte resta la cosa più vicina, rispetto a ogni altro linguaggio, all’idea di eternità: per me è atto di resistenza contro la morte. Non a caso, mi accade spesso che chi venga ritratto mi dica: “Adesso non muoio più, adesso sono eterno”». Fa un breve pausa e poi riprende: «Ci tengo a dire che quelle che realizzo non sono installazioni ma sculture: la scultura mantiene la sua struttura organica, ha una sua autonomia». E va detto che Bergomi scolpisce solo dal vero: alla pazienza dei suoi modelli si deve (anche) la sua arte così precisa. 


Giuseppe Bergomi ,”Arte diffusa sulla Costa Toscana”, foto di Mario Teli

A Castagneto Carducci, comune della costa etrusca, ci imbattiamo in sei opere visibili camminando tra le vie del borgo, che deve al poeta laureato la sua fama. Sul piazzale Belvedere (“tutte è silenzio ne l’ardente pian”, poetava il Carducci osservando da qui la vista) vediamo Ellisse, una delle tre nuove opere appositamente realizzate, e poi Cronografia di un corpo, Grande coppia su parallelepipedo e Cubo con figure che guardano in alto. Il luogo si trasforma in un parco d’arte pubblica, struggente da visitare all’ora del tramonto (il progetto è realizzato con il patrocinio dei Comuni di Castagneto Carducci e Casale Marittimo, con l’autorizzazione della Curia di Massa Marittima ed è sostenuto da Argentiera Bolgheri, nella cui tenuta è possibile vedere anche due sculture di Bergomi, oltre che da Terre dei Ghelfi e Poggio al Tesoro). 

«Giuseppe Bergomi ci spinge verso una dimensione atemporale, dove passato, presente e futuro si interconnettono. Il progetto di una mostra diffusa in due comuni e tre borghi ha il desiderio di aprire le porte a un turismo culturale che si aggiunga al già presente e consolidato turismo enogastronomico e vitivinicolo», dice Paola Maria Formenti, che molto si è spesa per realizzare questo grosso progetto, ad Artuu Magazine. Tra gli spazi più interessanti del percorso, la stanza sotterranea, di architettura medievale, di Palazzo Espinassi Moratti, sotto le cui volte, al termine di un tunnel stretto e lungo punteggiato da sculture di piccole e medie dimensioni fatte con grazia e sapienza, è esposta la celebre scultura Africa con violoncello presentata da Giuseppe Bergomi alla Biennale d’Arte di Venezia del 2011: è un bronzo a grandezza naturale, di dirompente bellezza. 


Giuseppe Bergomi ,”Arte diffusa sulla Costa Toscana”, foto di Mario Teli

Ci spostiamo non di molto, il tempo di prendere la macchina e percorre il viale dei cipressi reso celebre dal Carducci, e arriviamo a Bolgheri, piccolo borgo medioevale oggi popolato da negozi, enoteche, boutique eleganti e curate. I turisti passeggiano pigramente nelle vie, molti sono accomodati ai tavolini sotto i bouganville color lillà. Appena dopo l’ingresso del paese, dirimpetto alla chiesetta locale, la potenza della scultura di Giuseppe Bergomi ci interroga con un’opera (site-specific, appena realizzata dall’artista): è una stele in corten e bronzo dove compare da un lato una tenera Annunciazione e dall’altro un temibile piccolo Golgota. Bergomi, con il suo figurativo così preciso, usa l’umano per aprire varchi verso l’Altrove. La gente di passaggio si ferma: qualcuno scatta foto con il telefono, altri inquadrano il QR code (presente in tutte le opere in mostra) per capirci di più. Al solito, l’arte migliore è quella che sorprende.


Giuseppe Bergomi ,”Arte diffusa sulla Costa Toscana”, foto di Mario Teli

Ed è nell’ultima tappa di questa mostra itinerante che le sorprese si susseguono ancora più efficacemente. Siamo a Casale Marittimo, borghetto medioevale che domina la Val di Cecina, con viste mozzafiato sul mare Toscano e l’arcipelago. L’azzurro in lontananza del mare cattura lo sguardo, è il protagonista del paesaggio. Camminando tra i vicoli scoscesi, si arriva alla Canonica dove ci si imbatte nelle sculture Ilaria e Valentina e Cubo con figure. Il percorso prosegue fino alla Piazza del Popolo dove all’Oratorio di San Sebastiano si incontra Colazione a letto, opera di rara bellezza del 2024, che raffigura l’artista, la moglie, le figlie e le nipoti, tutti insieme nel lettone, posizionati proprio di fronte all’altare, in un sapiente omaggio alla “sacralità della famiglia e dell’amore” che non può lasciare indifferenti. La mostra diffusa curata da Paola Maria Formenti si conclude al Coppaio: qui una Piccola coppia su parallelepipedo, nella suggestiva piazza panoramica dove lo sguardo si apre lontano, ci ricorda l’importanza dei legami, e che nessun uomo è un’isola. 

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