Il collezionismo d’arte non è solo l’acquisizione seriale di opere. Ricco di attenzione, ricerca e un amore autentico per l’arte, il collezionismo è un processo altamente personale di scoperta, crescita e connessione. Dalla sua nascita nel 1955 nel Sud dell’Italia a un eccellente percorso di studio che lo ha portato a lanciare la sua stessa studio legale a Milano nel tardo ’90, Giuseppe Iannaccone è un esempio lampante di come il collezionismo d’arte può costituire una via di scoperta profondamente personale e significativa.
Iannaccone non si limita a una singola categoria o stile artistico, ma mantiene una collezione a due ante. Una parte è dedicata all’arte italiana d’anteguerra con une enfasi sui Novecentisti che si sono distaccati dai canoni dominanti del tempo. L’altra branca del suo collezionismo si rivolge all’arte contemporanea, includendo opere di Nicole Eisenmann, Laura Owens, e Cindy Sherman. Ma secondo Iannaccone, sarebbe errato vedere queste due arie come distinte. “È un grande contenitore di storie senza tempo, legate da un filo conduttore che crea un dialogo tra di loro,” afferma. “Storie di vite vissute, indipendentemente dalla loro epoca, parlano della profondità dell’anima umana, delle sue gioie e delle sue debolezze.”
Il suo approccio dinamico al collezionismo non riguarda solo l’accrescimento della propria collezione, ma anche un gusto per il mercato artistico. Sa dove cercare, come valutare e, soprattutto, come dare spazio a ciò che suscita una vibrazione particolare nel suo cuore. Il suo primo acquisto risale ai primi anni’90, un momento pieno di ansia e pressione professionale. Senza alcuna formazione artistica, Iannaccone succumbere alla bellezza di una dipinto di Claudio Bonichi, Sirena Ferita, un’immagine da cui sorge una profonda narrazione. E con questo primo acquisto, Iannaccone ha avviato il suo lungo viaggio nella sfera artistica.
Ciascuna delle sue collezioni è impreziosita da una visone globale dell’esistenza umana, sottolineata dalla diversità dei creatori e stili che ha scelto. Questo chiaro filo conduttore rende la sua collezione coerente nel tempo, nonostante le differenze apparenti tra le due branche della sua raccolta.
Giuseppe Iannaccone è un esempio brillante di come si possa abbracciare il collezionismo d’arte senza cedere all’accumulazione seriale fine a se stessa. Attraverso una passione autentica, una ricerca consapevole e un impegno sostenuto, ha creato una collezione che è un viaggio lungo un secolo, attraverso numerosi estetismi e forme di espressione artistica, con un profondo rispetto per l’autenticità e il ragionamento umano dietro ogni opera.
In un mondo dove la quantità sembra aver preso il sopravvento sulla qualità, Iannaccone ci ricorda che il collezionismo d’arte è un esercizio di amore, ricerca e connessione, non un mero atto di acquisizione. Con la sua illuminante visione, Giuseppe Iannaccone ci restituisce la bellezza e il fascino senza tempo dell’arte e del collezionismo d’arte.



