Good StArt 2025: l’arte che si fa cura

Ci sono progetti che anno dopo anno, continuano a crescere, a intrecciare bellezza e solidarietà, arte e vita. È il caso di Good StArt, l’asta benefica di arte contemporanea promossa da Fondazione TOG, giunta quest’anno alla sua quarta edizione.
Un evento che trasforma le opere d’arte in percorsi di cura per i bambini e le bambine con patologie neurologiche complesse, seguiti ogni giorno con dedizione e competenza nel Centro TOG di via Livigno 1 a Milano.

L’appuntamento con la bellezza e la generosità è cominciato ieri, con l’opening della mostra che raccoglie trentasei opere donate da artisti e gallerie italiane e internazionali.
La mostra resterà visitabile fino a mercoledì 22 ottobre, su appuntamento, negli spazi luminosi del Centro TOG — un luogo che è insieme casa, laboratorio e speranza.

Il 23 ottobre, sempre a via Livigno, le luci si accenderanno sull’asta benefica, condotta in collaborazione con Il Ponte Casa d’Aste, a partire dalle ore 18.00. Sarà una serata di emozioni e di partecipazione concreta, in cui collezionisti, appassionati e amici dell’arte potranno contribuire a finanziare i programmi di riabilitazione personalizzata offerti ai piccoli pazienti del centro.

Fondazione TOG – acronimo di Together To Go – nasce quasi quindici anni fa con un obiettivo tanto semplice quanto rivoluzionario: offrire gratuitamente percorsi di cura e riabilitazione a bambini con lesioni cerebrali e sindromi genetiche complesse.
Dalla storica sede di via Famagosta al nuovo Centro di via Livigno, inaugurato due anni fa, TOG è oggi un polo all’avanguardia, dove la tecnologia incontra l’umanità, e dove ogni bambino trova un progetto pensato su misura per le sue necessità e potenzialità.

«Pensare per ciascun bambino il meglio possibile, nonostante la patologia – racconta Antonia Madella Noja, Segretario Generale della Fondazione – e fare tutto questo in un luogo bello, colorato e curato, perché la bellezza è innanzitutto testimonianza di attenzione e cura».
È questa filosofia che fa del TOG un modello unico, e che ogni anno ritrova nell’arte un alleato naturale.

Trentasei artisti e gallerie hanno donato le proprie opere per sostenere TOG:

Charlotte Ager (Illustrazioni Seriali), Stefano Arienti, Stefano Banfi (Quadruslight), Erica Bardi, Thomas Berra (UNA), Sofia Bersanelli, BRINANOVARA, Marianna Bussola, Carmelo Cappello (Archivio Carmelo Cappello), Linda Carrara, Giorgio Cecchinato, Marco Cingolani (Galleria Gaburro), Nicola De Rosa, Manuel Felisi, Laura Fiume, Salvatore Fiume, Andrea Fontanari (Boccanera Gallery), Loredana Galante, Omar Galliani, Donatella Izzo (Tallulah Studio Art), Antonio Kuschnir (ABC-ARTE), Paola Marzoli (Galleria Rubin), Andrea Mastrovito, Giuseppina Maurizi, Fulvia Mendini, Matteo Negri, Anna Nutini, Franco Pagetti, Pao, Laurina Paperina (Martina Corbetta), Enrico Rassu, Carlo Alberto Rastelli, Hans Richter, Daniele Sigalot, Paolo Troilo, Fabio Viale.

Un insieme di voci e stili che raccontano l’energia vitale dell’arte contemporanea, capace di farsi veicolo di solidarietà e di futuro.

In ogni edizione di Good StArt c’è un piccolo miracolo: l’incontro fra chi crea, chi dona e chi cura.
Un gesto collettivo che diventa cura condivisa, perché ogni pennellata, ogni segno, ogni aggiudicazione contribuisce a costruire un futuro più giusto, più luminoso, più possibile.
E in fondo, non è forse questo il compito più alto dell’arte?

Per partecipare all’asta è necessario confermare la presenza scrivendo a [email protected].

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Paola Martino
Paola Martino
Giornalista, appassionata di lingua araba e di arte, vive a Milano. Per focusmediterranee.com e il giornale off scrive per la sezione Culture, soffermandosi su artisti, mostre, eventi e progetti culturali che non hanno confini. Per lei, infatti, la cultura è un mezzo per migliorare il dialogo e la conoscenza reciproca, anche tra le due sponde: Sud Europa e Nord Africa. Si è diplomata in lingua e cultura araba all’Ismeo di Milano e ha lavorato come giornalista radiofonica e per diverse testate.

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