Hauser & Wirth sbarca a Palermo, agli svizzeri il Palazzo Forcella De Seta

La prestigiosa galleria con sedi in tutto il mondo Hauser & Wirth, fondata nel 1992 a Zurigo da Ursula Hauser e dai coniugi Ivan e Manuela Wirth, sbarca in Sicilia. Se tutto andrà per il verso giusto, la sua prima sede italiana sarà a Palermo. 

A quanto si apprende da La Repubblica lo splendido Palazzo Forcella De Seta potrebbe passare agli svizzeri già dall’inizio del 2026 e aprire i battenti nel 2030. L’affare milionario è stato siglato il mese scorso e adesso “si attende soltanto la scadenza del termine di prelazione di sessanta giorni spettante alla Regione siciliana e al ministero della Cultura, trattandosi di un bene sottoposto a vincolo storico-monumentale. Se nessuno interverrà per intestarsi l’immobile, il trasferimento diventerà definitivo.”

Da sempre meta di viaggiatori colti, negli ultimi anni Palermo e la Sicilia sono sempre più al centro di investimenti stranieri. In un’epoca segnata da fenomeni come la globalizzazione, l’overtourism e la gentrificazione, il fascino della città non sembra essere ancora stato intaccato. Probabilmente grazie al suo antidoto: il sincretismo culturale che la caratterizza da secoli. Se n’erano accorti per primi i re normanni, che nel XII secolo avevano scelto Palermo come capitale del loro regno mediterraneo, creando uno stile unico detto nell’Ottocento “arabo-normanno”, oggi patrimonio UNESCO, a cui si ispira, tra l’altro, anche il rifacimento ottocentesco dello splendido Palazzo Forcella De Seta.

Poco distante da Palazzo Butera, dove ha sede la Collezione di Francesca e Massimo Valsecchi, nell’antico quartiere arabo della Kalsa, di fronte al lungomare del Foro Italico, si trova il prestigioso Palazzo scelto da di Hauser & Wirth come base italiana. Una scelta importante per la città, frutto di un processo che viene da lontano. Già nel 2018, infatti, gli svizzeri di Hauser & Wirth avevano messo gli occhi su Palermo, ma inizialmente erano interessati a Palazzo Costantino. All’epoca, infatti, riemergevano dall’oblio diversi palazzi storici palermitani scelti da Manifesta 12 come sedi espositive, tra questi vi erano proprio il Palazzo Costantino e il Palazzo Forcella de Seta.

Quest’ultimo più che un Palazzo è un complesso monumentale che sorge di fronte al mare sul bastione di porta dei Greci, laddove un tempo vi era il palazzetto del principe di Cattolica, distrutto dai moti indipendentisti del 1820. Ricostruito nel 1832 dal marchese Forcella, con un gusto spiccatamente eclettico che emerge dal prospetto neoclassico e dallo stile neogotico di alcune sale con finestre archiacute, il Palazzo fu in seguito acquistato dai principi di Baucina e poi dal marchese De Seta. 

L’accesso all’eclettico complesso avviene attualmente da un portale neocatalano, al primo piano una sala in stile moresco si affaccia su piazza Kalsa, quindi una galleria rivestita di mosaici si affaccia sul lungomare del Foro Italico. Da quest’ultima si accede al salone neoclassico con il soffitto dipinto da Onofrio Tomaselli, dove un tempo si riuniva la Belle Époque palermitana. Circa duemila sono i metri quadrati di questo interessante complesso architettonico, attualmente di proprietà dell’Associazione Costruttori Edili di Palermo. Si prevede che il piano nobile verrà utilizzato come spazio espositivo, mentre un’intera palazzina sarà destinata agli uffici.

Forcella De Seta. Copyright Manifesta. Photo by Cave Studio

Inutile dire che la curiosità è tanta, anche perché le sale del Palazzo Forcella De Seta sono già state in passato sede di un’importante galleria. Verso la fine degli anni Trenta, infatti, ospitarono la prima galleria d’arte privata di Palermo diretta dalla pittrice futurista Lia Pasqualino Noto

Se la trattativa si concluderà positivamente, la lenta rinascita di Palermo potrebbe aggiungere una tappa importante al processo di rinnovamento culturale iniziato nel 2018 con Manifesta 12. Non è un caso, infine, che il sito combaci perfettamente con il progetto urbanistico di riqualificazione di aree chiave come il Foro Italico, la ricucitura del rapporto della città con il suo mare passerà anche attraverso questo.

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