Hew Locke on the Little Objects That Reveal a Big, Messy History at the British Museum

Il British Museum di Londra ospita una nuova ed intrigante mostra dell’artista britannico-guyanese Hew Locke: “Che cosa abbiamo qui?” L’artista ha sapientemente creato uno spettacolo che invita a riflettere sulla storia disordinata e complessa dell’umanità, attraverso la lente di piccoli oggetti in esposizione. Ma cosa significa realmente? Scopriamolo insieme.

Hew Locke ha una rispettabile storia da raccontare nel mondo dell’arte. Nato nel 1959 a Edimburgo, ha vissuto la propria infanzia in Guyana, nel periodo in cui il paese ha conseguito l’indipendenza dal Regno Unito nel 1966. Questa esperienza ha affinato nel giovane Locke un’attenzione intensa sul simbolismo e la relazione tra oggetti e potere. Tornato in Gran Bretagna per proseguire gli studi negli anni ’80, ha frequentato regolarmente il British Museum, che ha sempre definito un’amata fonte di ispirazione.

Nella sua ultima esposizione, Locke sfida le convenzioni. Rifiutando le struttura narrativa rigida di molte mostre, utilizza articoli provenienti dalle collezioni africane, indiane e caraibiche del British Museum, accompagnati dai suoi propri lavori artistici per costruire una rete di associazioni evocative. Il risultato è un invito aperto alla riflessione e al dialogo attraverso il viaggio storico promosso dagli oggetti in mostra.

Quanto Locke ha dichiarato in un’intervista al database dei prezzi di Artnet sottolinea l’approccio vivace ed intrigante che ha adottato: “La mostra è una collezione di piccole storie che raccontano qualcosa di veramente grande”. E il messaggio diventa ancora più potente quando si apprende che molti oggetti in mostra sfuggono alle rigide classificazioni tradizionali, abbracciando molteplici contesti e fornendo nuove prospettive sui percorsi storici che li hanno portati sino a noi.

Molto potrebbe essere detto sull’approccio dell’artista ai “messy histories”, ma la tensione della mostra sembra essere riassunta dalla presenza di una serie di figure vibranti chiamate “The Watchers”. Queste osservano il visitatore dal loro posizionamento sopraelevato, puntando lo sguardo all’osservazione delle nostre reazioni. E Locke fa la stessa cosa: le sue note in mostra forniscono un accompagnamento provocatorio alla narrazione ufficiale del museo, invitando gli spettatori a esplorare le storie complesse e intricate dietro agli oggetti che siedono silenziosamente nei loro display.

In conclusione, la mostra “Hew Locke: che cosa abbiamo qui?” al British Museum è una dichiarazione audace dell’artista britannico-guyanese, che utilizza la piattaforma fornita da un’istituzione di tale importanza per promuovere una conversazione innovativa sulla storia globale. E’ un’offerta aggiornata al territorio di discussione sull’arte e la storia impostato da Artnet, e merita di essere vista sia dai veterani del mondo dell’arte che dai nuovi arrivati. Da non perdere, fino al 9 febbraio 2025.

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