Dal 27 agosto al 6 settembre 2025, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si conferma uno degli appuntamenti più rilevanti e attesi del panorama cinematografico mondiale. L’edizione di quest’anno si caratterizza per un equilibrio particolarmente riuscito tra grandi nomi internazionali e voci emergenti. Accanto ai registi già consacrati dal pubblico e dalla critica — da Paolo Sorrentino a Guillermo del Toro, da Yorgos Lanthimos a Kathryn Bigelow — compaiono opere che promettono di rinnovare linguaggi e generi, spaziando dal thriller politico al melodramma, dal biopic alla distopia sociale. Ci sono diversi titoli che spiccano come i più attesi, per il peso degli autori coinvolti, per l’impatto previsto sul dibattito cinematografico e per la loro capacità di intercettare le urgenze culturali e politiche del nostro tempo. Qui di seguito i film che, più di altri, definiscono le attese di questa edizione.
La Grazia – Paolo Sorrentino
Film d’apertura e ritorno dell’autore napoletano, che già aveva segnato il Lido con È stata la mano di Dio. La scelta di inaugurare con questa pellicola conferma il ruolo centrale del regista nell’immaginario internazionale. Si sa molto poco della trama del film, se non che è una storia d’amore con protagonisti Toni Servillo e Anna Ferzetti.

After the Hunt – Luca Guadagnino
Un dramma universitario che intreccia eros, colpa e responsabilità collettiva. Guadagnino, cineasta capace di spaziare dal melò al body horror, colloca Julia Roberts e Andrew Garfield in un terreno ambiguo, segnato da tensione e desiderio. Venezia ritrova così uno dei suoi figli prediletti.
Frankenstein – Guillermo del Toro
Il regista messicano rilegge il classico di Mary Shelley con Oscar Isaac e Jacob Elordi nei ruoli principali. Non si tratta solo di un adattamento gotico: del Toro intende offrire una riflessione sulla diversità, sull’atto creativo e sul confine tra umano e mostruoso.
Bugonia – Yorgos Lanthimos
Dopo l’Oscar con Poor Things, Lanthimos torna a Venezia con un racconto che mescola satira e fantascienza. Bugonia è il remake del film sudcoreano Save the Green Planet! (Jigureul jikyeora!) di Jang Joon-hwan, in cui Emma Stone interpreta una potente dirigente rapita da cospiratori paranoici, in un racconto che affronta con crudele ironia la fragilità del potere e l’instabilità sociale.

Jay Kelly – Noah Baumbach
Con George Clooney e Adam Sandler, Baumbach scava nel meta-cinema hollywoodiano. Jay Kelly segue il celebre attore in un viaggio attraverso l’Europa; una riflessione sulla carriera, sull’identità di attore e sul peso della memoria.
A House of Dynamite – Kathryn Bigelow
Bigelow torna con un film che promette rigore e tensione. La regista non si accontenta mai del semplice intrattenimento: mette lo spettatore davanti al trauma geopolitico, costringendolo a guardare le conseguenze della violenza in tempo reale.

Father Mother Sister Brother – Jim Jarmusch
Con Cate Blanchett e Adam Driver, Jarmusch presenta un’opera corale che attraversa diversi paesi e nuclei familiari. Il film prosegue la poetica del regista: narrazioni essenziali, ritmo contemplativo e attenzione ai dettagli quotidiani che rivelano un significato più profondo.
No Other Choice – Park Chan-wook
Il regista sudcoreano porta a Venezia un thriller satirico tratto dal romanzo di Donald E. Westlake, The Ax (1997), già adattato per il cinema con Cacciatore di teste di Costa-Gavras, Park, con la sua regia precisa e la consueta vena di humour nero, riflette sulla competizione come meccanismo sociale distruttivo.


