I migliori epistolari d’artista: vere e proprie opere d’arte da leggere sotto l’ombrellone

Dal Rinascimento fino al Novecento la lettera è stata certamente uno dei mezzi di comunicazione più diffusi. Per trattare questioni politiche ed economiche, o argomenti personali, scrivere era la soluzione migliore. Se inizialmente non tutti potevano permettersi un foglio di carta pergamena o una penna d’oca, con il tempo, però, gli strumenti e i mezzi per la scrittura si sono evoluti, diventando quindi accessibili a tutti. A scrivere lettere, dunque, non sono solo i notai, le banche o le istituzioni pubbliche, ma anche quei personaggi che oggi consideriamo, sia storicamente che culturalmente, di rilievo: gli artisti.

Michelangelo, Raffaello, Tiziano, ma anche Van Gogh, Frida Kahlo, Lucio Fontana: ogni artista oggi noto ha lasciato una testimonianza scritta, mostrando il suo lato umano, fragile e costituendo una fonte diretta del proprio pensiero. Sono lettere, spesso intime, che rivelano il dietro le quinte delle opere attraverso profonde riflessioni, documentando relazioni amorose, amicizie, rivalità, difficoltà economiche e reazioni agli eventi storici. Abbiamo raccolto una serie di carteggi d’artista da leggere sotto l’ombrellone: ecco quelli più interessanti.

Tra le lettere più famose compaiono certamente quelle di Vincent van Gogh all’amato fratello Theo e agli amici pittori: sono confessioni a cuore aperto, spesso drammatiche, che affrontano la povertà e la solitudine vissute dall’artista, profondamente deluso da un mondo che rifiutava la sua arte. Emerge, però, anche la sua visione dell’arte e la dedizione, quasi una vocazione religiosa, per la pittura, che si rivela spesso un’ancora di salvezza e, insieme, causa di dolore e turbamento.

Anche per Paul Cézanne l’arte è un sacerdozio e, dunque, richiede purezza e dedizione totale. Ricchissimo è il corpus di lettere da lui scritte per familiari, amici pittori, collezionisti e mercanti come Vollard: brevi notazioni quotidiane, momenti teneri o ironici, riflessioni sull’arte e confidenze personali offrono squarci senza filtri sulla vita quotidiana di questo grande pittore.

Gustav Klimt, fondatore della Secessione Viennese, emerge da poche, ma significative, lettere meno fluide, quasi riluttanti. Suggestivo è il ritratto psicologico dell’artista che ne risulta: il turbamento per la relazione clandestina con Alma Mahler, allora minorenne, poi il legame con la modella Marie Zimmermann, da cui ebbe due figli, fino alla stilista Emilie Flöge, che frequentò tutta la vita. Le relazioni amorose, insieme alle testimonianze di amici, familiari e artisti, dipingono un uomo schivo, riservato, nauseato e angosciato dal solo pensiero di dover parlare di sé.

Appassionate sono, invece, le lettere di Frida Kahlo, dove dolore e amore si incontrano spesso: la poliomielite, l’incidente stradale giovanile e le dolorose conseguenze fisiche, la relazione tumultuosa con Diego Rivera e i contatti con Breton e Trockij sono gli eventi più significativi della sua vita, descritti con parole disperate e tenere insieme, proprio come le sue opere.

Più brevi, ma non meno profonde, sono le lettere d’amore di Egon Schiele: ricche di desiderio e molto dirette quelle per Wally Neuzil, un’infermiera austriaca, amante e musa ispiratrice dell’artista; più dolci e affettuose, talvolta illustrate, quelle per Edith Harms, dal fidanzamento fino a dopo il matrimonio.

Degni di nota sono i carteggi di Amedeo Modigliani con l’amico Oscar Ghiglia, lunghe confidenze piene di slanci dannunziani e nietzscheani, ma anche le righe asciutte e commoventi indirizzate alla madre. Poetici e riflessivi sono i messaggi mandati al mercante Zborowski, spesso dettati dalle precarie condizioni economiche e di salute dell’artista.

Le parole di Paul Gauguin rivolte alla moglie Mette Gad e agli amici raccontano i dettagli, non sempre felici, della sua carriera artistica e della sua vita personale. Più suggestive sono le descrizioni dei paesaggi fatte durante i suoi numerosi viaggi, quasi una traduzione letterale delle sue opere.

Tra le centinaia di lettere scritte da Lucio Fontana, il carteggio con lo scultore futurista Tullio d’Albisola documenta un intimo rapporto d’amicizia e un dialogo costante sui temi più vari: la condivisa passione per l’argilla, le riflessioni sulla guerra, le passioni amorose rivelano il lato più umano di entrambi gli artisti.

Infine, per i più appassionati, esiste un volume edito solo in inglese che ha reso pubbliche le lettere tra l’artista Georgia O’Keeffe e il fotografo Alfred Stieglitz: una delle più travolgenti corrispondenze artistiche e amorose del Novecento. Nonostante avessero più di vent’anni di differenza, sono decine di migliaia le carte scambiate dal loro primo incontro e per tutto il matrimonio, piene di riflessioni estetiche, confessioni intime e di un costante e implacabile desiderio.

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