I nuovi idoli del web sono virtuali: il boom dei vtuber e degli influencer AI

Hanno milioni di visualizzazioni su YouTube e altre piattaforme di streaming, generano fatturati degni di una multinazionale e volumi di interazioni senza precedenti. La loro natura, però, non è umana ma digitale. Sono i vtuber (virtual youtubers) e gli influencer generati dall’intelligenza artificiale. Non più un fenomeno di nicchia, esclusivamente legato allo scenario culturale asiatico, in particolare giapponese e sudcoreano, ma una tendenza che ha tutti i mezzi e i numeri per rivoluzionare YouTube, Twitch, TikTok e tante altre piattaforme di intrattenimento video.

I vtuber sono creatori di contenuti che utilizzano avatar digitali, spesso animati in 3D o 2D, per rappresentarsi durante le loro trasmissioni su piattaforme di streaming. Avatar e personaggi di fantasia che permettono di mantenere l’anonimato dei creatori originali o di dar vita ad avventure e mondi fantasiosi in grado di generare interazioni articolate con il pubblico. Nel 2025, il fenomeno degli youtuber virtuali continua a crescere, consolidandosi come una delle tendenze più potenti e redditizie del web entertainment, in particolare tra le nuove generazioni.

Vtuber e influencer AI stanno trasformando significativamente l’intrattenimento digitale. Queste nuove figure non possono essere concepite né trattate come sostituti dei creatori umani, perché sono agenti di altro tipo rispetto a noi. Riconoscerne la diversità significa liberarne la generatività in termini di complementarità e di partnership con noi umani. Visti attraverso questa prospettiva, vtuber e influencer AI si manifestano come nuovi tipi di attori sociali, con cui noi umani possiamo entrare in relazioni non di sostituzione, ma di co-evoluzione. Ed è proprio questo che rende il fenomeno rilevante. Ci offre l’opportunità di esplorare dimensioni relazionali inedite. Ci muoviamo in territori nuovi e mobili e non possiamo prevedere quali cambiamenti interverranno. Dobbiamo impegnarci nell’accompagnare queste trasformazioni attraverso una riflessione critica e attiva, che superi gli estremi di tecnoentusiasmo e tecnofobia attraverso dialoghi tra punti di vista diversi centrati sulle nostre possibilità di auto-sviluppo attraverso la tecnologia”, spiega ad Artuu Luisa Damiano, professore ordinario di Filosofia della scienza dell’Università Iulm di Milano (ateneo che promuove un corso di laurea magistrale dedicato all’AI e anche IULM AI Lab, il primo laboratorio in Italia dedicato all’AI in un Ateneo non STEM).

Con oltre 20.000 vtuber attivi nel mondo e interi ecosistemi industriali costruiti attorno a loro, si stima che il mercato globale legato a questi personaggi superi oggi i 2,5 miliardi di dollari, tra donazioni, merchandising, concerti virtuali e sponsorizzazioni.

Tra i nomi più iconici di questa scena, non si può non partire da Gawr Gura, il character con il più alto numero di iscritti nella storia (oltre 4,4 milioni prima del suo “ritiro”, annunciato a maggio 2025). Una piccola squaletta ironica e infantile, Gura ha conquistato il pubblico occidentale con live giocosi, gameplay imprevedibili (da Minecraft a Resident Evil), momenti musicali teneri e uno stile comunicativo a metà tra il kawaii e il nonsense sarcastico. Anche dopo la sua “graduation”, nell’immaginario l’impatto del suo personaggio è ancora tangibile in tutta la scena anglofona.

Sul versante giapponese, Houshou Marine rimane una delle figure più carismatiche e longeve. Autoproclamatasi “capitana pirata di 17 anni”, ha costruito un personaggio esuberante e sopra le righe, con contenuti che spaziano dai talk show demenziali alle imitazioni comiche, fino a video autoironici pieni di riferimenti meta e doppi sensi. Il suo canale, con oltre 2,5 milioni di iscritti, è un esempio di come l’umorismo giapponese, tradotto in formato digitale, possa aggirare ogni barriera culturale.

Un altro nome diventato rapidamente di culto è quello di Hoshimachi Suisei, cantante e idolo virtuale che ha compiuto un salto di qualità portando la sua musica anche nel mondo reale. Nel 2025, Suisei ha registrato un evento epocale: è stata la prima vtuber a esibirsi dal vivo al Nippon Budokan, tempio della musica giapponese, con oltre 10mila spettatori dal vivo e più di 500mila spettatori online. Le sue produzioni musicali, tra j-pop ed elettronica, sono apprezzate anche da un pubblico esterno alla nicchia dei personaggi virtuali.

Nel segmento più comico, brilla la stella digitale di Usada Pekora, la “coniglietta della guerra” nota per i suoi sketch assurdi, i gameplay esplosivi e il suo modo unico di parlare, inframezzato da continui “peko peko”. Il suo canale conta oltre 2,4 milioni di iscritti, e il suo stile teatrale ha creato meme virali anche al di fuori del circuito giapponese.

Tra le vtuber anglofone più influenti spicca anche Mori Calliope, una figura gotica e raffinata ispirata a elementi dark, che ha saputo mescolare con successo rap, jazz e storytelling profondo. Il suo tono riflessivo, unito a performance musicali di livello professionale, le ha consentito di firmare con una major giapponese e di fare tappa in diversi festival internazionali.

Infine, un caso a parte è Kobo Kanaeru che ha portato l’umorismo caotico e l’estetica “baby witch” a livelli internazionali. Con oltre 2 milioni di iscritti e una community fortissima in tutto il Sud-est asiatico, Kobo si è imposta con il suo tono infantile ma tagliente, capace di mescolare lingua locale, inglese e giapponese in modo istintivo e virale.

Ma chi c’è dietro questi personaggi che, passo dopo passo, nonostante la dimensione virtuale, sono riusciti a costruire dei piccoli imperi del marketing? Su YouTube a dominare sono le performance delle grandi agenzie creative, vere e proprie multinazionali dell’intrattenimento digitale, come Hololive e VShojo, mentre su Twitch una figura indipendente come filian si è ritagliata un successo travolgente, con numeri che nel 2025 superano il milione di follower. Nata come “virtual reality streamer”, filian è celebre per il suo stile fisico ed estroverso: salta, corre, fa acrobazie in diretta, interagendo in tempo reale con un pubblico fedele e molto giovane. I suoi contenuti sono un mix di gameplay, meme reaction e performance live. 

Il successo dei creatori virtuali nel 2025 non è soltanto una tendenza del momento, ma un’evoluzione del modo in cui il pubblico vive l’intrattenimento digitale: sempre più immersivo, globale, e legato a identità fluide tra reale e virtuale. Ma quali sono i rischi legati all’eventuale superamento del confine tra virtuale, reale e ibrido? “L’intrattenimento digitale – conclude Damiano – avrà un futuro se noi umani sapremo evitare di farci spettatori passivi,  meri fruitori, e accetteremo la sfida imposta dal ruolo di co-creatori. L’ambizione deve essere quella di diventare attori consapevoli all’interno di ecosistemi relazionali ibridi, in cui artificiale e naturale si intrecciano e la presenza dell’artificiale non oscura, ma valorizza la qualità delle relazioni tra umani. La specificità umana dovrà fare da contrappeso a ogni tendenza alla standardizzazione e all’appiattimento della socialità, impedendo che la profondità delle relazioni venga sacrificata all’efficienza. Il nostro compito non è opporci in blocco né abbandonarci con entusiasmo a questi sviluppi, ma impegnarci nel comprenderli e nell’orientarli criticamente verso forme di sostenibilità sociale, culturale ed ecologica”.Cambiano i tempi, ma non il tempo a disposizione. Che resta il bene più prezioso.

Newsletter

spot_img

Follow us

Scelti per te

Il vero come avanguardia. I Macchiaioli e la nascita di uno sguardo moderno

Nel cuore dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, una grande mostra restituisce ai Macchiaioli il loro ruolo di prima avanguardia europea: pittori del vero, del popolo e di un’Italia che stava nascendo.

Le Olimpiadi viste dall’alto: al MEET di Milano l’AI racconta i valori dei giochi invernali

Alla vigilia delle Olimpiadi Milano Cortina, la cultura scende in campo grazie ai progetti sostenuti e finanziati dal bando Olimpiadi della Cultura, di cui fanno parte i programmi Giochi della Cultura e Cultural Olympiad, promossi dalla Regione Lombardia e dalla Fondazione Milano Cortina.
Valentina Monarco
Valentina Monarco
Nata a Napoli, laureata in scienze politiche, giornalista professionista dal 2009. Ha iniziato come ufficio stampa e addetto alla comunicazione per enti e istituzioni del territorio, collaborando con diverse testate nazionali e locali. Oggi è impegnata nella valorizzazione e nella promozione di iniziative che uniscono storia, territorio e sperimentazione, e collabora con diverse realtà, locali e nazionali, come giornalista freelance, esplorando nuovi racconti e progetti culturali.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

spot_imgspot_img