I Robot di Fernando Palma Rodríguez: Un Abbraccio di Vita in un Mondo Tecnologico

“Sono rimasta un po’ ferita. Quella serpe mi ha portato vicinissima a un guaio”
Questo il commento di un visitatore dopo l’ultimo incontro con le opere di Fernando Palma Rodríguez, artista contemporaneo messicano, presso la Canal Projects a New York. Una serpe animatronic, super stilizzata, diventa la perfetta protagonista di un’esposizione dove la tecnologia si scontra con la vita, in un balletto continuo tra sfide e opposti.

L’esposizione di Rodríguez, aperta al pubblico fino al 27 Luglio, dà il benvenuto ai visitatori con una solitaria pannocchia di mais nel foyer, i cui tristi resti suggeriscono una vita passata di tormenti. Ma procedendo nell’esposizione, vi troverete di fronte a una montagna di terra, sospesa sopra una serpe con ali meccaniche: Questa è Cincoatl, la stella di questi giorni alla Canal Projects.

Incredibilmente, quella terrificante serpe risulta essere il guardiano del mais. Nelle tradizioni Mesoamericane, la serpe Cincoatl (tradotta spesso come “amica serpente del mais” dalle note di sala) difende il mais da tutto ciò che potrebbe impedirne la crescita. Attorno al serpentone sono disposti quattro ‘Chinantles’, barriere composte da steli di mais e rappresentazioni dell’Azteco Quetzalcoatl, divinità-serpente piumata collegata al vento, a Venere, al Sole, alle Arti, al sapere e all’apprendimento. Questi guardiani serpiformi segnano con i loro occhi di marmo e le proprie zanne l’area considerata sacra (e uno di questi è riuscito quasi ad attaccare l’autore dell’articolo — fortunatamente sia lui che il mais si sono salvati).

L’installazione — commissionata dalla Canal Projects, un ente no-profit di Lower Manhattan dal 2022 — ripercorre le origini del mais mentre riflette sulle tecnologie indigene. Le note di sala fanno riferimento al lavoro del sociologo cileno Luis Razeto Migliaro, che definisce le tecnologie indigene come strumenti con la capacità di coltivare la vita. Da questa visione, nascono le opere di Rodríguez, come “Vasijas de barro con cucharas” (Vasi di argilla con cucchiai) del 2024: una disposizione di utensili di legno motorizzati che si toccano ripetutamente, simili a castagnette.

Rodríguez, grazie a un’estetica do-it-yourself molto pronunciata, mostra punti di vista unici attraverso i suoi semplici robots. In un’epoca in cui la tecnologia viene percepita come una distruttrice di vite, i suoi manufatti rappresentano un promemoria che essa può essere strumento sia di distruzione che di creazione. Un messaggio di speranza traspare dal lavoro di Rodríguez: il lavoro artigianale delle sue forme robotiche suggerisce l’idea che forse, se le cose possono essere smontate, potrebbero anche essere riassemblate in una nuova forma.

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