Ibrahim Mahama aggredito dalla polizia in Ghana: artista ferito, salta Milano Art Week

L’artista ghanese Ibrahim Mahama, oggi una delle figure più influenti del panorama creativo globale, ha denunciato di essere stato aggredito da agenti di polizia del suo Paese sabato mattina, mentre viaggiava su un autobus verso Tamale, capitale della regione settentrionale del Ghana. Sebbene non sia in pericolo di vita e le sue condizioni generali non siano critiche, l’artista ha riportato la rottura di tre denti, piaghe alla bocca e gravi contusioni alle labbra. Le modalità dell’accaduto stanno destando profondo sconcerto nel mondo dell’arte internazionale.

Mahama — recentemente balzato al primo posto della prestigiosa classifica ‘Power 100’ di Art Review — è noto per le installazioni monumentali che esplorano il commercio globale, le disuguaglianze economiche e l’eredità del colonialismo

La notizia, rimbalzata sulla stampa africana, è arrivata con forza anche in Italia, proprio a ridosso della presentazione della Milano Art Week (dove l’artista avrebbe dovuto essere il protagonista in un talk il prossimo 14 aprile). Mahama è un nome già legato alla città: nel 2019 era stato protagonista di un celebre intervento della Fondazione Trussardi, durante il quale aveva “impacchettato” i Caselli Daziari di Porta Venezia con i suoi iconici sacchi di juta.

Secondo le testimonianze raccolte dalla stampa locale che abbiamo potuto consultare in queste ore, l’incidente è avvenuto mentre tornava dalla moschea. Tutto sarebbe iniziato quando un’unità di polizia ha cercato di farsi strada a forza nel traffico intenso, causando un blocco stradale. Un passeggero dell’autobus su cui viaggiava Mahama ha messo in discussione l’operato degli agenti, spingendoli a fermare il veicolo. Ne è nato un acceso confronto tra le forze dell’ordine e i passeggeri che contestavano la loro condotta. Mahama, che stava filmando la scena con il proprio smartphone, è diventato il bersaglio dei poliziotti: gli agenti si sono scagliati contro di lui, lo hanno aggredito fisicamente e gli hanno confiscato il telefono, cancellando — secondo quanto sostenuto dall’artista — le riprese dell’accaduto.

Impegni annullati e conseguenze

Le immagini che circolano online mostrano il fondatore del Savannah Centre for Contemporary Art (SCCA) con abiti macchiati di sangue e ferite evidenti al volto. L’aggressione ha avuto un impatto immediato sulla sua agenda internazionale: Mahama è stato costretto a cancellare numerosi impegni, tra cui appunto anche quello per l’Art Week milanese, dove l’artista doveva tenere un talk nell’ambito dell’evento internazionale Art For Tomorrow 2026.

«Non credo di poter viaggiare nemmeno per il prossimo mese», ha dichiarato durante una conferenza stampa a Tamale. «Negli ultimi giorni non ho potuto mangiare cibo solido; ho le labbra tumefatte e tre denti rotti. Attualmente, questo fatto ha messo in pausa l’intera mia esistenza». Resta incerta anche la sua partecipazione fisica alla Biennale Arte di Venezia, dove è atteso per il progetto del collettivo blaxTARLINES KUMASI, di cui è co-fondatore.

La richiesta di giustizia

L’artista ha sollevato pesanti accuse sulla condotta dell’unità coinvolta, citando precedenti segnalazioni di abusi: «Abbiamo sentito molte storie sulle brutalità di questa unità. Si sentono così intoccabili da poter dire “potremmo ucciderti e non succederebbe nulla”». Da qui la decisione di procedere per vie legali, una scelta che Mahama definisce necessaria non per una rivalsa personale, ma per senso di responsabilità civile: «Se questo è potuto accadere a me, che sono una figura pubblica, cosa ne sarà della gente comune per strada? Chi parlerà per loro?».

Dal canto suo, la polizia ha finora respinto ogni accusa, sostenendo che l’incidente sia scaturito da una normale operazione di controllo del traffico contro un conducente che si era rifiutato di collaborare. Una versione che cozza con le numerose testimonianze oculari e con lo stato fisico in cui versa l’artista, il cui caso è diventato in poche ore un simbolo della lotta contro l’abuso di potere in Ghana.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Francesca Amé
Francesca Amé
Milanese, mamma di due gagliarde adolescenti, ama raccontare il bicchiere mezzo pieno della vita, senza trascurare eventuali depositi sul fondo. Da quindici anni si dedica con passione alla cronaca culturale, italiana e internazionale, e firma interviste per alcune delle principali testate italiane. Fissata da sempre con l’arte contemporanea, è anche una travel addicted iper-organizzata. Ultimamente ha tradito la corsa con il pilates. Su Instagram è @realvistodame Testate con cui collabora per reportage culturali: ilGiornale, il Foglio, Vanity Fair Italia (show e viaggi). Vogue Italia (arts), Business People, Wired.it, Jesus

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