Identità, cosmo e crisi climatica: i finalisti del VDA Award 2025

Il VDA Award 2025, promosso da Var Digital Art by Var Group, torna dopo due anni di ricerca con quattro finalisti che raccontano, ciascuno a modo proprio, le tensioni e le fragilità del presente. La seconda edizione del premio non si limita a individuare le poetiche più rilevanti della scena digitale, ma le restituisce come specchio critico del nostro tempo. Le opere selezionate – firmate da Auriea Harvey, Martina Menegon, Quiet Ensemble e The Cool Couple – intrecciano tecnologia, linguaggi artistici e riflessione culturale, aprendo nuove prospettive sul rapporto tra identità, ambiente e conoscenza.

Auriea Harvey, pioniera della Net Art, con Mother/Child indaga il legame primario tra madre e figlio. Il poligono digitale diventa per lei “argilla matematica”, materia immateriale che assume forma nello spazio virtuale e trova presenza fisica attraverso la stampa 3D. La scultura restituisce la complessità della maternità come esperienza fragile e potente, luminosa e contraddittoria. È un lavoro che unisce innovazione tecnologica e profondità archetipica, trasformando l’interazione digitale in gesto intimo e universale.

Martina Menegon affronta invece la questione del corpo e della sua rappresentazione. Con untouched. 7285252 propone autoritratti glitchati e instabili, generati da scanning 3D, che popolano ambienti immersivi e interattivi. I corpi si frammentano, oscillano tra dimensione fisica e virtuale, diventano esperienza affettiva ed emotiva. La sua ricerca espone la vulnerabilità dell’identità nell’epoca delle realtà estese, interrogando la percezione di sé e degli altri e aprendo spazi di sospensione in cui fragilità e spaesamento si trasformano in materia estetica.

Il duo Quiet Ensemble, formato da Fabio Di Salvo e Bernardo Vercelli, porta l’attenzione al cosmo con Fragile. I dati dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo di Cascina si traducono in paesaggi visivi e sonori, trasformando l’invisibile in esperienza sensibile. Vibrazioni luminose, collassi digitali e suoni ancestrali restituiscono la fragilità come principio generativo, in cui la rottura diventa ritmo e il disgregarsi diventa poesia. La loro pratica, da anni in bilico tra natura e tecnologia, raggiunge con questo lavoro un’intensità cosmica, facendo dell’arte un’antenna capace di intercettare e tradurre i segreti dell’universo.

Con Flyin’ High, The Cool Couple – Niccolò Benetton e Simone Santilli – affrontano le contraddizioni ambientali del nostro tempo. Un volo digitale da Milano a Roma, costruito in Microsoft Flight Simulator, diventa metafora di un desiderio di libertà che si scontra con l’impatto climatico. L’esperienza, apparentemente ludica e leggera, rivela un presente segnato dall’illusione del controllo e dal peso crescente della CO₂. La leggerezza del simulatore si trasforma in denuncia, e il viaggio diventa un atto critico che unisce desiderio, disincanto e consapevolezza.

Le opere finaliste mostrano un panorama eterogeneo ma coerente, che mette in dialogo identità frantumate, cosmologie scientifiche, legami primari e crisi globali. Il comitato scientifico – composto da Cesare Biasini Selvaggi, Ivan Quaroni, Gemma Fantacci e Serena Tabacchi – insieme al direttore artistico Davide Sarchioni e ad Alex Tiezzi, responsabile di Var Digital Art, ha selezionato lavori che restituiscono un’immagine stratificata e plurale delle pratiche digitali contemporanee. Non si tratta solo di sperimentazioni tecnologiche, ma di linguaggi che si confrontano con urgenze universali, capaci di restituire all’arte digitale una profondità critica che spesso le viene negata.

La finale del premio è prevista il 23 e 24 ottobre 2025 al Palacongressi di Rimini, all’interno di Z!ng – Zone of Innovation and Growth, l’evento annuale di Var Group che accende i riflettori sull’innovazione digitale. La cornice non è un dettaglio: la presentazione delle opere in un contesto dedicato all’impresa e alla tecnologia rafforza l’idea che l’arte non sia solo ornamento, ma osservatorio critico e strumento di trasformazione culturale.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Al MUSE(O) per apprendere con tutti i sensi: le proposte di IED Roma

Sono diversi anni ormai che l’Istituto Europeo di Design di Roma ha attivato un filone di ricerca specifico, nato nell’ambito del corso di Product Design, ma sviluppatosi poi nel più generico Master in Design for Children, in modo da integrare le attività di ricerca tradizionali con le nuove sfide educative che stanno investendo istituzioni come la scuola, i musei e il mondo della cultura in genere.

Andrea Chiampo ad Art Basel Miami 2025: MATER NATVRA e il confine tra fisico e digitale

L'edizione 2025 di Art Basel Miami Beach segna un punto di non ritorno per il mercato globale con il debutto di Zero 10. Curata da Eli Scheinman, questa nuova sezione non è solo uno spazio espositivo, ma una piattaforma critica dedicata all'arte dell'era digitale: un ponte necessario tra la solidità del mercato tradizionale e l'avanguardia tecnologica di AI, robotica e blockchain.

Artuu Newsletter

Scelti per te

Questa non è una mostra, è un vero e proprio museo di arte contemporanea: la Sonnabend Collection a Mantova

Ceci n'est pas une exposition. Parafrasando le celebri parole di Magritte, raffigurate nel suo “Tradimento delle immagini” (1929), possiamo affermare che la Sonnabend Collection Mantova, inaugurata il 29 novembre scorso, effettivamente non è una mostra.

Formare la forma, riscrivere il ruolo della donna: perché Rachele Bianchi conta ancora oggi

“Sensibilità è partecipare al dolore degli altri”. Basterebbe solo questa frase per spiegare la poetica di Rachele Bianchi, artista multidisciplinare le cui opere, dalla forte carica emotiva ed empatica, parlano e hanno parlato a diverse generazioni.

Seguici su Instagram ogni giorno