A Milano si vive di incontri, di attraversamenti e contaminazioni culturali, e l’arte trova spesso la sua dimensione più autentica proprio nei luoghi del passaggio. È in questa prospettiva che lo Starhotels Ritz di Milano accoglie IDENTITIES, il progetto artistico di Avvassena curato da Matteo Chincarini, un’indagine visiva e concettuale sul significato dell’identità nell’epoca contemporanea.
Lontano dall’idea di un’identità stabile e definita una volta per tutte, il percorso espositivo propone una riflessione sul carattere mutevole e relazionale dell’essere umano. Punto di partenza della ricerca sono le impronte digitali raccolte casualmente nello spazio pubblico: segni irripetibili che tradizionalmente rappresentano uno degli elementi più certi dell’identificazione personale. Nelle mani di Avvassena, tuttavia, queste tracce perdono la loro funzione originaria per assumere un nuovo significato.
Stampate su superfici specchianti, le impronte diventano strumenti di relazione. Chi osserva l’opera vi ritrova infatti il proprio riflesso, entrando in un dialogo inatteso con la traccia lasciata da uno sconosciuto. L’immagine restituita non appartiene più soltanto all’autore dell’impronta né esclusivamente al visitatore, ma nasce dall’incontro tra due presenze. L’identità emerge così come un processo dinamico, in continua trasformazione, modellato dalle relazioni, dagli scambi e dalle esperienze condivise.
La mostra trova una collocazione particolarmente significativa all’interno dello Starhotels Ritz Milano. L’hotel, per sua natura, rappresenta un crocevia di storie, provenienze e culture differenti. Un luogo in cui persone che non si conoscono condividono spazi e tempi della quotidianità, generando una trama invisibile di connessioni. Le opere di Avvassena sembrano riflettere proprio questa dimensione, suggerendo come ogni individualità contribuisca alla costruzione di una più ampia identità collettiva.
Tra i lavori esposti spicca una grande composizione costituita da frammenti di impronte digitali scomposte e successivamente ricomposte in una sorta di quadreria contemporanea. I dettagli, isolati e poi riuniti, danno forma a un insieme complesso che restituisce la pluralità dell’esperienza umana: ogni elemento mantiene la propria unicità, ma acquista senso all’interno di una struttura più ampia.
Particolarmente significativa è anche l’opera realizzata appositamente per questa occasione. Pensata come un lavoro aperto e in costante evoluzione, prende avvio dall’impronta del pollice destro dell’artista, il dito che più di ogni altro consente all’essere umano di trasformare un’idea in gesto e il pensiero in azione, e invita il pubblico a partecipare attivamente alla sua costruzione. Ogni visitatore può lasciare la propria traccia contribuendo al progressivo completamento dell’opera, che si sviluppa nel tempo grazie agli interventi di chi la attraversa.
Da anni Avvassena conduce una ricerca che intreccia individuo, memoria e percezione, trasformando spesso l’osservatore in parte integrante del lavoro. In IDENTITIES questa tensione partecipativa raggiunge una sintesi particolarmente efficace, dando vita a un’esperienza che supera la semplice contemplazione e coinvolge direttamente chi osserva.
Il tema della costruzione dell’identità attraverso il confronto e la relazione sarà approfondito anche nel corso di un incontro in programma il 9 luglio alle ore 18.30. L’incontro vedrà la partecipazione del curatore Matteo Chincarini, di Barberina Rodino, Lavinia Giuliani e dell’artista Avvassena, chiamati a confrontarsi sulle dinamiche che definiscono il rapporto tra individuo, memoria e collettività nell’arte contemporanea.


