Il Bacio di Giuda: Padova tra Giotto e Meggiato

Padova accoglie un progetto di arte pubblica monumentale che intreccia il passato con il presente, la rivoluzione figurativa di Giotto con la scultura visionaria di Gianfranco Meggiato. Dal 2 ottobre 2025 al 31 marzo 2026, il centro storico e la periferia diventano scenario della mostra diffusa Il Bacio di Giuda, il ritorno alla plasticità. Gianfranco Meggiato: un omaggio a Giotto, curata da Jon Wood e Nicola Galvan e promossa dal Comune di Padova in collaborazione con la Fundación de Arte y Cultura Gianfranco Meggiato.

Il cuore del percorso è la scultura monumentale Il Bacio di Giuda, collocata lungo il cammino che conduce alla Cappella degli Scrovegni. L’opera prende ispirazione dall’iconico affresco giottesco e lo traduce in una dimensione plastica contemporanea. Attorno a un Cristo luminoso che si eleva in una spirale ascensionale si dispongono otto figure scure, tra cui Giuda che lo abbraccia e i soldati che ne preparano l’arresto. La scena non rappresenta soltanto il tradimento biblico, ma diventa metafora della condizione umana: l’oblio della propria natura spirituale a favore di paure e ambizioni effimere.

Accanto a quest’opera simbolica, tredici sculture disseminate tra centro e periferia trasformano Padova in un museo a cielo aperto. Ogni installazione non è soltanto un oggetto estetico, ma un dispositivo narrativo che dialoga con il contesto urbano e con la memoria storica.

Davanti al Museo Eremitani, Lo Specchio dell’Assoluto riflette il rapporto tra uomo e infinito; tra piazza Eremitani e corso Garibaldi, Attimo Fuggente ricorda la brevità della vita e l’urgenza del presente. Sul percorso verso la Cappella degli Scrovegni, Sfera Conchiglia racchiude la nostra essenza autentica, mentre nei Giardini dell’Arena Romana Sfera Sirio solleva lo sguardo verso il cosmo. Verso la Libertà, collocata nella Galleria Cavour, invita a superare i limiti imposti; Mistral, con le sue volute rosse, evoca la forza del vento e la rinascita interiore.

La scelta di collocare due opere – L’Uomo Quantico e Anima Latina – in aree meno centrali conferma la volontà di decentrare la fruizione artistica, portando interrogativi estetici e spirituali anche nei quartieri periferici. Padova non è soltanto cornice, ma protagonista attiva di un percorso che intreccia arte, urbanistica e comunità.

Le sculture, realizzate in bronzo con la fusione a cera persa e in alluminio con la fusione a staffa, raggiungono fino a sei metri e sessanta di altezza e si stagliano su solide basi in acciaio inox. Ogni opera è accompagnata da un QR code che consente ai visitatori di approfondirne i contenuti attraverso smartphone, trasformando la passeggiata in un’esperienza interattiva e conoscitiva.

Il progetto non dimentica la dimensione educativa: un albo illustrato per bambini, presentato in biblioteche e musei cittadini, accompagnerà attività didattiche pensate per avvicinare le nuove generazioni alla scultura e al linguaggio giottesco. A completamento del percorso, nel 2026 sarà pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori un catalogo che documenterà l’intera mostra con testi critici e immagini.

Il confronto tra Giotto e Meggiato è di grande valore simbolico. Giotto, nel Trecento, riportò i personaggi alla plasticità, ispirandosi alla classicità romana e aprendo la strada a una nuova concezione dello spazio e della figura. Meggiato raccoglie oggi quella eredità, rilanciandola in chiave contemporanea con sculture che riflettono sul rapporto tra arte, spiritualità e scienza. Le sue forme ascendenti e mutevoli evocano l’impermanenza e l’energia dell’universo, invitando lo spettatore a riconsiderare la propria percezione della realtà.

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