A San Giovanni Rotondo il Giubileo 2025 assume la forma di un pellegrinaggio estetico e spirituale. Dal 6 settembre al 30 novembre la città pugliese ospita la mostra diffusa Blu. I Fondamenti dello Spirito, a cura di Cristina Maiorano, che dal 1° ottobre si arricchisce di un arrivo straordinario: il Monocromo blu (1958) di Yves Klein, custodito come ex-voto presso il Monastero di Santa Rita da Cascia.
La tela, donata dall’artista francese in occasione di un pellegrinaggio, condensa in sé la tensione tra visibile e invisibile. Con la sola forza del pigmento IKB (International Klein Blue), Klein rende il colore superficie di immersione, energia pura che cancella la figurazione per aprirsi a un altrove contemplativo. La frase che accompagna il dono – «Che l’Impossibile arrivi presto e fondi il suo regno» – svela l’intento di un’arte intesa come varco verso l’assoluto.
La scelta di collocare il Monocromo nella Chiesa di San Pio da Pietrelcina, capolavoro architettonico di Renzo Piano, sottolinea il dialogo tra contemporaneità e spiritualità, tra gesto artistico e luogo sacro. Qui l’opera si affianca ad altri lavori emblematici dell’immaginario kleiniano: i tre Tables – Monogold, Monopink e Monoblue – e il globo monocromo La Terre Bleue, metafora di un pianeta trasfigurato in dimensione spirituale.
Ma Blu. I Fondamenti dello Spirito non è soltanto celebrazione del genio di Klein: è un percorso corale che intreccia la sua eredità con le ricerche di quattro artisti italiani contemporanei – Luca Pozzi, Francesco Fossati, Vincenzo Marsiglia e il duo Penzo+Fiore – ciascuno chiamato a interpretare il blu come simbolo di trascendenza.
Le installazioni di Pozzi amplificano le intuizioni di Klein con strumenti della fisica contemporanea. In Background Inside Platform, una spugna blu levita grazie a un dispositivo elettromagnetico: oggetto quotidiano prediletto da Klein, diventa ora reliquia sospesa tra materia e assenza. Con Arkanian Mirror, specchio tecnologico connesso a un rivelatore di particelle, il flusso subatomico si trasforma in messaggi cosmici diffusi online: un’opera che traduce il mistero scientifico in esperienza spirituale collettiva.
Nel Borgo Antico, la mostra si fa itinerario urbano e meditativo. Nella Chiesa di San Nicola, Francesco Fossati espone le sculture Substrati, blocchi nati dalla coltivazione di funghi e poi disidratati. Questi materiali, apparentemente inerti, conservano la traccia di un’energia vitale sospesa, evocando la continuità della trasformazione naturale e spirituale.
Alla Chiesa di San Leonardo Abate, Vincenzo Marsiglia propone due opere luminose. Evolution trasfigura la facciata in un rosone al neon blu, simbolo contemporaneo del sacro che richiama la Trinità e accompagna il visitatore anche di notte. Prospect, stella a quattro punte in vetro soffiato e neon, sospesa nello spazio, evoca il segno essenziale e fragile della contemplazione.
Infine, nella Chiesa di San Giovanni Battista, il duo Penzo+Fiore presenta E sia: un’installazione composta da ampolle di vetro contenenti fiori soffiati a Murano, adagiate su sabbia adriatica. La fragilità del vetro e le tonalità del blu costruiscono un ambiente meditativo in cui il gesto dell’offerta floreale assume forma duratura, accompagnato da una colonna sonora di testi sacri intrecciati.
«Ho pensato a Yves Klein e agli artisti che lo accompagnano in questo percorso come a voci capaci di attingere all’essenziale, come acqua che sgorga da un pozzo interiore» afferma la curatrice Cristina Maiorano. La mostra diventa così una trama di corrispondenze: tra passato e presente, tra linguaggio artistico e liturgia, tra il blu come materia e come idea.
In un momento in cui la società sembra spesso ridurre l’arte a superficie estetica, Blu. I Fondamenti dello Spirito riafferma la capacità dell’opera di farsi soglia e pellegrinaggio. Un percorso che invita il visitatore non soltanto a guardare, ma a sostare, a lasciarsi attraversare dal colore come esperienza interiore. Fragile come il vetro, eterno come il blu.


