Il Centro per l’Arte Moderna Italiana di New York chiuderà definitivamente i battenti.

Venerdì, con un colpo al cuore per gli appassionati d’arte contemporanea italiana, il Centro per l’Arte Moderna Italiana (CIMA) di New York ha annunciato la sua chiusura definitiva prevista per il 22 giugno. Questa prestigiosa istituzione, un vero e proprio punto di riferimento per la divulgazione dell’arte italiana nelle terre d’America, ha sede nel quartiere di Soho, famoso cuore pulsante delle attività artistiche della città.

CIMA è stato fondato nel 2013 dalla storica dell’arte, curatrice e collezionista italiana Laura Mattioli. Durante la sua operatività, CIMA ha saputo promuovere in modo efficace un impegno accademico e pubblico verso l’arte moderna e contemporanea italiana. L’obiettivo era duplice: offrire al pubblico americano l’opportunità di scoprire le meraviglie dell’arte italiana moderna, e al contempo creare un ponte di scambio culturale tra l’Italia e gli Stati Uniti.

Tra le 13 mostre totali organizzate da CIMA, molte hanno messo in luce grandi artisti italiani moderni che erano stati raramente esposti in Nord America. Per citarne alcuni, il futurista Fortunato Depero, il pittore greco-italiano Alberto Savinio (fratello di Giorgio de Chirico), il pittore di nature morte Giorgio Morandi e gli scultori Medardo Rosso e Marino Marini.

In una dichiarazione rilasciata all’Art Newspaper, Mattioli sottolinea con rammarico che “non è stata una decisione facile”. Tuttavia, non tutto sembra perduto: al momento sono in corso conversazioni con varie istituzioni culturali per trovare il posto adatto che preservi al meglio la documentazione archivistica di CIMA. Rimarranno accessibili, gratuitamente, l’archivio video degli eventi pubblici e il giornale accademico online, fonti preziose per studiosi e per il pubblico in generale.

Durante i suoi anni di operatività, CIMA ha ospitato 42 borsisti residenti e ha sostenuto 10 borsisti in viaggio per la ricerca accademica. L’istituzione ha contribuito a produrre numerosi articoli, cataloghi e libri che promuovevano lo scambio di borse di studio italo-americane. Mattioli ha sottolineato l’importanza del valore formativo e di ispirazione derivato dagli incontri con questi borsisti, una fonte costante di apprendimento.

L’ultima mostra organizzata da CIMA, intitolata “Nanni Balestrini: Arte come Azione Politica – Mille e Una Voci”, ha segnato un momento storico per l’arte contemporanea italiana negli Stati Uniti, essendo la prima retrospettiva negli USA dell’artista visivo e scrittore italiano, e paradossalmente, l’ultima fiammata prima della chiusura definitiva.

Il luogo che ha ospitato CIMA, in Broome Street, è stato precedentemente la casa di Heath Ledger prima della sua prematura scomparsa nel 2008. Successivamente, dal 1984 al 2003, ha ospitato la Leonard Gallery. Una testimonianza del costante flusso di arte e cultura che ha animato questo luogo nel corso degli anni.

In conclusione, anche se CIMA chiude i battenti, il suo contributo alla diffusione e valorizzazione dell’arte italiana contemporanea in Nord America rimarrà indelebile. Non resta che attendere, nella speranza che una nuova istituzione prenda il testimone per continuare a portare avanti questo importante legame culturale.

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